venerdì 4 dicembre 2020

La seconda ondata era evitabile?

tratto da qua

Come tanti, in questi mesi ho passivamente subito in silenzio ed in religioso rispetto ogni norma, ogni regola, sia di legge che dettata dal buon senso, mascherine, distanziamento, limitate interazioni sociali ecc ecc. 

Grande paura del virus non l’ho mai avuta, e non l’ho tuttora, ma rispetto e ho sempre rispettato ogni norma, non nego le tragedie che tanti vivono e vivranno, ne tanto meno nego l’esistenza del virus, perché solo uno stolto può farlo. 

C’è e bisogna stare attenti, le regole le conosciamo tutti. 

La scorsa primavera eravamo stati colti di sorpresa (per modo di dire, visto che in altre parti di Europa gia avevano qualche problema a fine gennaio, ma chissenefrega finché non è a casa nostra, no? Nota a margine per il giornalismo che ancora parla di Italia come primo paese toccato), siamo stati collaborativi,  rispettosi e compassionevoli, ma ci siamo anche subiti i guardiani da balcone, le odiose videochiamate di ore e ore con gente che fino a prima nemmeno ci salutava in strada (ndr sono ironico), virologi ovunque, conte che sbucava anche dal microonde, eccetera. 

Abbiamo visto scene orribili, perso amici, cari, conoscenti, oppure ci siamo presi il COVID fortunatamente senza conseguenze. 

Poi le cose si sono assopite, ed ha iniziato ad emergere il problema socio economico. 

Uan super premessa. Penso che il governo abbia sbagliato tutto lo sbagliabile. In primis avocando a se stesso decisioni che si sarebbe dovuto condividere. Ha sbagliato anche larga parte dell'opposizione, tacendo o facendo proposte impossibili da portare avanti o ballerine (il lunedì "apriamo tutto", il mercoledì "chiudiamo tutto", il venerdì "apriamo tutto"). 

Qualche voce isolata (e informata) c'è stata, ed è stata sostanzialmente ignorata

Son state fatte conferenze pompose, stati generali, commissioni, esperti, promesse e pochi fatti, quasi zero, magari proprio zero è esagerato, ma niente di paragonabile a tanti altri paesi. 

A ottobre, il copione, ha ricominciato a ripresentarsi come prima. 

L’epidemia ha ripreso a circolare, ohibo, che sorpresa, e quindi giù, colpa di quegli stronzi di albergatori, di baristi, ecc ecc, che con una estate dissoluta, volgare e dissennata, hanno riportato il boom della pandemia alla nostra porta, dovevate chiudere qua, dovevate chiudere la, per fare soldi avete distrutto la salute della gente, eccetera eccetera eccetera. 

Diciamo che sì? Fare un minimo di mea culpa mai? La ratio di lasciare aperti bar e ristoranti dalle 5 alle 18 è per permettere alla gente che lavora fuori casa di non dover mangiare in ufficio o fuori al freddo, ma la risposta di parte della categoria è stata "concerto alle 15, dalle 16 happy hour e poi torni in ufficio a finire giornata". A questo punto la chiusura totale era abbastanza inevitabile.  

(Nota a margine: questo è il pensiero di una marea di persone, di molti giornalisti e anche di alcuni esponenti politici)

Cosa sarà mai rinunciare a X, cosa sarà mai rinunciare a y, ma si, chissenefotte, come scriveva qualcun altro su questa pagina, è cosi bello essere in cassa integrazione (chi l’ha), mentre si pascola sulle colline, no?

Tanto c’è qualcun altro che ti paga, la decrescita felice è sempre stata il mio sogno d’altronde, ho il suo poster in salotto. 

Siamo stati tutto novembre, dicembre e lo saremo pure a gennaio, in un soft lockdown, decisamente più addolcito, con le regioni colorate, d’altronde a Natale un po’ di colore fa bene. 

Al netto del modo di raccontarlo, calibrare le misure in base alla situazione è un modo intelligente di lavorare 

Qualcuno vedrà questo post come il post di un negazionista, parola usata a sproposito in questi mesi, oltretutto, a volte vera (non parlo di me) e spesso no. 

Ecco, se questo post lo vedete cosi, togliete pure il like alla pagina, perché vuol dire che non avete la facoltà di ragionare oltre i limiti del vostro orticello, cosa tipicamente italiana, che se fosse quotata in borsa, non avrebbe mai il segno meno. 

Dissentire o trovare critiche su qualcosa che non va, non è essere negazionisti e non vuol dire che automaticamente non si rispettino le norme.

Il classico straw men argument. Chi dà del negazionista a un semplice critico del governo è un coglione, e, per fortuna, non l'ho sentito fare da nessuno. Certo che se oltre a criticare il governo uno dice che la mascherina non serve, che gli assembramenti fanno bene e che Immuni ci ruba i dati e li consegna alla Cina (possedendo fieramente un account TikTok), beh, è un negazionista.

Sta arrivando il nuovo dpcm, ad ora sono tutti solo rumors ma si prospettano ennesime mazzate al nostro settore, come ristoranti interni chiusi nelle feste di Natale e capodanno, divieti di spostementi, ecc ecc. 

Serve per contenere la pandemia, è la spiegazione, certo, in una percentuale servirà anche a quello, ma la puzza di Capro espiatorio si respira dalle Alpi all’Etna. 

Molto più facile buttarsi su scelte totalmente moralistiche, perché qualcuno, dal divano, si indignerebbe se la signora Pina e il signor Franco, fossero a farsi la passeggiata a cortina, senza magari incontrare nessuno, e senza muoversi da casa loro o dal loro hotel, senza strusci o movida varia. 

Certo. Ma quando l'ospedale della zona di Cortina è calibrato sulla popolazione normale e non sulla popolazione di 15 giorni a Natale capisci che è un casino? Perché la gente dei posti di montagna a marzo era incazzata con chi andava nelle seconde case? Perché i servizi sono calibrati su poche persone, perché tante persone ci sono per pochissimo tempo.  

Abbiamo visto cosa ha voluto dire aprire gli impianti a Cervinia il primo giorno. Capacità piena delle cabinovie, coda (impilata) di centinaia di persone, qualche mascherina qua e là, ma più per scena che per altro. 

O ancora, dire a tizio e caio che no, non possono andare quel weekend a trombare al lago, per tre giorni di fila, senza magari nemmeno uscire dalla camera, perché sarebbe moralmente scorretto verso chi è chiuso in casa. 

Quanti sono quelli che vanno al lago per 3 giorni a trombare rispetto a quelli che al lago vogliono andare al bar, a sentire musica dal vivo e a fare le vasche sul lungolago?  

Si, perché l’errore madornale che si perpetua da settimane, è quasi più una moralizzazione verso chi vuole fare qualcosa di semi normale, pur prendendo precauzioni, piuttosto che spiegare che il virus circola e può essere pericoloso. 

È sostanzialmente diverso, dirmi che non posso andare a far la spesa in bmw perché c’è chi non può permettersela, piuttosto che dirmi che è una zona malfamata e possono fottermela. 

Esempio estremo, ma sembra che la comunicazione da tre mesi a questa parte punti più sul farti sentire in colpa che renderti responsabile, ed anche il più scarso degli psicologi, saprebbe dire che si ottiene l’effetto contrario. 

Molto più facile menarla continuamente sui comportamenti individuali (certo, i coglioni esistono e ci saranno sempre, fatevene una ragione, ma sono la minoranza), ma se devo andare al lavoro e mi trovo il treno zeppo di pendolari, o la metropolitana, o il tram, avoglia il comportamento individuale. 

Aspetto il treno dopo, come suggerisce qualche genio da tastiera?

Come no, diglielo al tuo capo. 

Su questo sono d'accordo: che il governo abbia sbagliato pesantemente mi sembra palese, soprattutto sulla questione trasporti. 

Eh si, perché lo smartworking non è applicabile ad ogni lavoro, ma anche qui sembra che qualcuno non ci arrivi. 

È più facile indignarsi per la coppietta che va a trombare nonostante i divieti, quando poi se devi malauguratamente finire in un ospedale, ti trovi in salette con trenta persone che magari tossicono, e te ne esci con il Covid sul serio. 

È più facile scandalizzarsi per la gente che va a fare shopping, piuttosto che indignarsi per gli enormi assembramenti che lo stato stesso crea ogni giorno (vedasi poste, dottori, inps ecc).

L'INPS è chiusa da mesi, dai dottori non dovrebbero esserci  assembramenti e le poste hanno pure deciso di spalmare su vari giorni la consegna delle pensioni. Negli ospedali non ci sono assembramenti (e lo dimostrano guardacaso i video dei negazionisti, quelli veri). Altro straw men argument. 

Chi prega alla speranza che chiudano il suo posto di lavoro, perché “almeno me ne sto a casa sul divano che tanto c’è la CIG”, sti gran cazzi, facile cosi. 

Chi prega così è un coglione. Ennesimo straw men argument. 

Però oh, ci sono i bazooka, le potenze di fuoco dei ristori (cifre mediamente pietose con meccanismi astrusi), i prestiti garantiti (tu indebitati, intanto garantisco io, se fallisci allora paghi tu? No beh un attimo, prima bisogna vedere).

Beh ma almeno le tasse sono state spostate, beh, si, qualcuna, di dieci giorni, forse poi scoprirete che sono state spostate ancora, ma il giorno dopo che avrete gia pagato. 

Questo è vero. È una critica che è giusto muovere. Sono state fatte anche grosse rateazioni di quanto dovuto (per redditi maturati prima del covid). Sono stati dati contributi a fondo perduto per migliaia di euro. Sono stati dati 600 euro ad cazzum, anche a chi aveva centinaia di migliaia di euro sul conto, e a chi non ha avuto un calo del giro d'affari. 

E poi, insomma, come dice qualcuno, qualche mese senza lavoro non può mica farti fallire, e allora, quando in estate fai le ferie, mica fallisci, dice qualcun altro, o ancora “se qualche mese di non lavoro ti porta a fallire è perché doveva andare cosi”.

Ah certo, perché quando mai non hai lavorato per quasi 8/9 mesi?

Sempre, no?

C’è modo e modo di affrontare dei temi, certo, una pandemia non era tra gli ordini del giorno, ma cari miei, provate una volta nella vita a ragionare meno solo sul vostro appezzamento di terra mentale e andate oltre, se poi non ve ne fotte, è un vostro diritto, ma quando dite “che sarà mai rinunciare a xxx”, vi prenderei e vi metterei dietro un bancone, davanti a un monitor con solleciti di pagamento, plichi di raccomandate, ed i saldi dei conti su un monitor da 52 pollici. 

Poi, voglio vedere se avrete ancora cosi voglia di mettervi spensierati sul divano, con la copertina a guardarvi serie su Netflix con il the nella tazza, e sentenziare su Facebook cosa sia inutile e cosa no.

Dire che qualche mese senza lavoro non ti fa fallire è una stronzata. Ma se in questi mesi senza lavoro qualcuno ti ha pagato i dipendenti, qualcuno ha spostato in là il rimborso dei prestiti, è stato dato un po' di ristoro (a chi ha perso fatturato, ovviamente), e tu spendi qualche mille euro per una vacanza, scusa, ma un po' strunz lo sei. 

Intanto, per gradire, iniziate a preparare anche i mazzetti per pagare gli aggiornamenti delle vostre casse per la lotteria degli scontrini, che a 29 giorni dalla sua entrata in vigore, ancora non si sa neanche come dovrà funzionare nel dettaglio per gli esercenti, con una pagina di faq, sul sito della agenzia delle entrate, che cosi vuota e scarna, nemmeno le pagine fake, che i truffatori fanno per rubare i dati dei conti bancari. 

Questa roba della lotteria degli scontrini si sa da mesi. E per quanto sia divertente da perculare, è una cosa che funzionerà, perché all'estero ha già funzionato più che bene. Perché diciamocelo, le lamentele di molti, moltissimi, sono perché lo scontrino veniva fatto a un cliente sì e 3 no. O magari a uno sì e 10 no. E quindi un cliente che chiede lo scontrino è un cliente che beh, ti obbliga a farlo. Se il cliente reputa svantaggioso non avere la fattura/scontrino sarà lui a chiederlo. 

E anche molti ristori sono basati su quante fatture/corrispettivi registravi l'anno prima, e questo, seppur senza fare troppa pubblicità, ha fatto incazzare una marea di gente. 

Ripeto, il governo ha sbagliato e hanno sbagliato le opposizioni. Ma questo non vuol dire che gli operatori economici danneggiati siano esenti da colpe. 

Poi vedremo quando si sbloccheranno i licenziamenti, quel picco è ancora ben distante. 

Ma se va bene, anche lì, ci sarà la disoccupazione, quindi vabbè amen, per 18 mesi chissenefrega, giusto ? 😉 (sempre ironia)

Ma va tutto bene.  

 Altro straw men argument. È chiaro a chiunque che non possiamo andare tutti in disoccupazione. 

Quindi, ricapitolando, qualche cosa corretta un po' di fallacie logiche, e qualche cosa sbagliata. 

Manca una cosa da tutto questo: cosa avresti fatto di diverso. Apriamo tutto tanto muoiono solo i vecchi? Chiudiamo tutto e paghiamo alla gente quanto guadagnava (in chiaro e in nero) l'anno prima? 

Faccio sommessamente notare tra l'altro, che nessuna democrazia occidentale è stata immune né alla prima ondata né alla seconda, che sia a marzo-aprile che adesso ci sono state forme di lockdown più o meno dure in tutta europa. Gli impianti di sci saranno chiusi in Unione Europea saranno chiusi ovunque, resta aperta la Svizzera, per ora, ma c'è da fare quarantena quando si rientra. 

Quindi boh, forse questa seconda ondata era davvero inevitabile. 












martedì 28 gennaio 2020

Elezioni in Emilia Romagna

Sulla scia del post sui flussi di votanti delle elezioni comunali di Brescia del 2018, provo a fare lo stesso sulle elezioni emiliane.
Questi sono i dati presi dalle banche dati ufficiali alla data del 27 gennaio (quelli del 2020 potrebbero cambiare di qualche unità perché ci sono 294 schede contestate, che per ora sono nelle nulle/bianche)




Il primo dato che balza all'occhio è l'esplosione dell'affluenza, che fa risultare un aumento di oltre un milione di voti (su 1.3 milioni del 2014), ovvero un aumento dell'84%. Sicuramente l'eco mediatico che queste elezioni hanno avuto a livello nazionale, il valore di "test sul governo" che ha assunto questo voto e gli impegni elettorali di alcuni big nazionali (soprattutto Salvini, che si è speso tantissimo sul territorio in questi mesi, ma anche Calenda, pur avendo solo qualche candidato nella civica di Bonaccini) hanno pesato su questo dato.

Questo aumento nasconde la destinazione degli 86.000 voti persi dal Movimento 5 stelle che partiva da un poco esaltante 13.31%, migrati probabilmente in parte verso Salvini e il centro destra, e in parte verso l'astensionismo.

Astensionismo dal quale pescano a larghe mani entrambi gli schieramenti, aumentando i loro voti di una quantità di voti comparabile nell'ordine di grandezza assoluto (580.000 il centrosinistra, 640.000 il centrodestra), e verso il quale vanno a finire probabilmente anche molti elettori di formazioni minori che perdono oltre il 60% del loro elettorato, risultando senza nessun eletto in consiglio regionale (la lista "L'altra Emilia Romagna", che nel 2014 era riuscita a portare un suo esponente nel consiglio regionale, con oltre 50.000 voti, ne raccoglie in questa tornata poco più di 5.000).

L'aumento di voti del centrodestra è molto più consistente in percentuale (aumento di oltre il 170%, ovvero quasi triplica il numero dei votanti), perché partiva da un risultato molto basso (sia dal punto di vista relativo che dal punto di vista assoluto) nel 2014.

La debacle del Movimento 5 stelle, pur essendo importante, è inferiore a quanto dicono i dati percentuali: vero che sono passati dal 13.31% al 3.5% ma il numero di voti persi è della metà, non di tre quarti come potrebbe sembrare dalle percentuali.

Il risultato è difficile da immaginare riportato a livello nazionale.
L'Emilia Romagna viene da un quinquennio di buona amministrazione, l'eco nazionale ha risvegliato la passione politica in molti, e l'impegno delle figure nazionali rende i dati difficilmente estendibili.





martedì 8 ottobre 2019

Femminicidi, maschicidi e commenti

Questo post parte da questo: il Signor Distruggere pubblica uno screenshot di un commento idiota a una notizia di un femminicidio. E, giustamente (forse) parte la solita ridda di commenti incazzati e livorosi: tutti a chiedere la crocifissione su pubblica piazza del tizio (che ha oggettivamente detto una stronzata), e a far notare quanto sia coglione. Il tizio poi ha eliminato il commento (o forse l'ha fatto Facebook) e ha sostenuto di aver provocato.

Però.

C'è un però.

Se capita a sessi invertiti, questa cosa non fa notizia. Non solo la notizia stessa rimane spesso relegata alle pagine di nera dei giornali locali, ma anche i commenti idioti (e pure peggio) sotto le notizie rimangono lì, per mesi o per anni, con una violenza inaudita e tra l'indifferenza generale. Qualche commentatore prova ad arginare la cosa, ma è sostanzialmente impossibile. Vediamo qualche esempio:

Margherita di Savoia, un uomo, separato e con una nuova relazione incontra per qualche motivo la sua ex, volano parole grosse, lui scappa, lei lo insegue con un coltello e lo uccide. Fanpage riporta la notizia.


Sotto parte una ridda di commenti che approvano il fatto, che colpevolizzano la vittima, che giustificano l'assassina con le migliaia di femminicidi (presenti solo nelle statistiche urlate dalle femministe, ma assenti da quelle della polizia) che avvengono ogni anno.
Ed ecco i commenti: quelli che si chiedono cosa avrà mai fatto l'uomo per meritarsi tutto questo:












quelli che "uno ogni tanto va anche bene, cosa vuoi che sia"




Un misto tra i due




La minimizzatrice

L'esultante:


Quella che, beh, succede:

L'esaltatrice dell'assassina:

"Se non lo faceva lei l'avrebbe fatto lui":


E poi il genio: siccome i maschi non commentano le notizie di femminicidio sono tutti complici:


Da ultimo un commento amaro di un uomo, che cerca di andare a ragionare sul pezzo al netto dell'ideologia:


Questi commenti sono su Fanpage come il commento portato a conoscenza di tutti dal Signor Distruggere. Sono ugualmente ripugnanti, sono ugualmente idioti, sono ugualmente da mettere alla berlina. Però rimangono lì, nascosti nel sottobosco delle migliaia di commenti che nessuno legge mai, a testimoniare un sottobosco di violenza verbale che, visto che è rivolta verso un uomo (morto, tra l'altro) non suscita nessun allarme sociale.

giovedì 10 gennaio 2019

Cristalli di zucchero - Esperimento 1

La "ricetta" per questo esperimento l'ho presa sempre dal buon Bressanini, precisamente il metodo misto.

Kia mi ha regalato i bastoncini apposta per crescere i cristalli, così ho seguito le istruzioni il più attentamente possibile.

Alcuni commenti:

  1. Sembra che lo zucchero non si sciolga mai. Basta solo avere tanta pazienza, e alla fine la soluzione diventa limpida
  2. Si è formata una schiumetta bianca, che non sembra scomparire. Forse è per lo zucchero di bassa qualità che ho usato
  3. Ho cosparso le bacchette di zucchero Tropical (non avevo il Demerara...) ma è precipitato in maniera praticamente immediata. Vediamo che fine farà.
  4. Occhio che lo zucchero bollente scotta. Non ho usato né guanti né occhiali, ma so di avere rischiato.
  5. Ora ci saranno tre giorni di crescita perché andiamo via. Vediamo cosa salta fuori quando rientriamo dalle terme.

domenica 6 gennaio 2019

Cristalli di sale - Esperimento 1

Ho deciso di perdere un po' di tempo "coltivando" dei cristalli. No, non quelli di metanfetamina, ma per ora quelli di sale da cucina. Poi penso che proverò sia con lo zucchero che con il solfato di rame.

Scrivo qui degli esperimenti così da tenere traccia di tutto quello che ho fatto, anche degli errori, in modo da avere un feedback su come funzionano le cose.

Come prima cosa ho preparato un litro e mezzo di soluzione di sale, mettendo 600 grammi di sale in acqua. Ho messo tutto in una bottiglia di plastica, segnalata bene (in modo che a nessuno venga voglia di bersela), e lasciato lì per 2-3 giorni agitando ogni tanto.

Poi ho messo mezzo kg di soluzione (per l'esattezza 530 grammi) in un pentolino, e l'ho scaldato a 72 gradi. Dovevano essere 70, ma la temperatura mi è un po' scappata.
Ho poi versato la soluzione calda in una vaschetta alimentare appena lavata, lunga e relativamente stretta (25x8 cm).
Sul bordo del padellino si è formata una piccola crosta di sale, e un po' di polvere di sale è rimasta sul fondo della padella quando si è raffreddata.
Ho poi coperto con un po' di carta forno la vaschetta e l'ho abbandonata lì.
Domani vediamo cosa si è formato.

lunedì 11 giugno 2018

Elezioni comunali a Brescia

Ieri ci sono state le elezioni a Brescia.
Ha vinto, riconfermato, Emilio Del Bono, appoggiato dal PD e da 5 liste civiche, contro Paola Vilardi, appoggiata dal centro destra unito¹, più qualche lista civica. Inconsistente il Movimento Cinque Stelle e gli altri candidati.
Partiamo dal fatto che sono contento che abbia vinto, penso che abbia davvero cambiato in meglio la città e che abbia avuto il coraggio di scelte impopolari (affrontare il tema della raccolta dei rifiuti, ad esempio) sempre snobbate da tutti i sindaci precedenti.
Ha messo mano alle bonifiche del sito Caffaro, sta riqualificando molte vie della città, anche attirandosi le ire iniziali di molti. Insomma un sindaco coraggioso.

È divertente comunque fare qualche analisi anche storica delle dinamiche di voto, partendo non tanto dalle percentuali, quanto dai numeri assoluti.
Dai numeri assoluti si può vedere come i flussi di votanti si muovono.
Veniamo all'analisi dei numeri delle ultime tre votazioni, che hanno visto Del Bono protagonista, una volta sconfitto al primo turno da Paroli, e due volte vincitore, nel 2013 al ballottaggio, nel 2018 al primo turno.
Questo lo schema dei numeri assoluti


Nel 2008 Paroli vince con oltre 61000 voti. Figli di una esperienza (con Corsini) ormai al capolinea, e con una voglia di cambiamento pressante. Già vivevo a Brescia da 9 anni, e mi era sembrato oltremodo punitivo nei confronti di un centrosinistra che tutto sommato aveva fatto bene, ma pagava alcune scelte impopolari (su tutte la scelta di avviare i cantieri della metro, nonostante una opposizione popolare, anche se non troppo consistente).

Dopo 5 anni di governo della città, nel 2013, si rinnova la sfida del 2008 Paroli-Del Bono, anche se una divisione nel centrosinistra portava Laura Castelletti e Gianluigi Onofri a presentarsi da soli. Questo causava un sostanziale pareggio (i due prendevano circa 13000 voti combiati) che avrebbero permesso a Del Bono una vittoria al primo turno, che veniva confermata al secondo turno dopo un apparentamento esplicito.

Da notare come il centro destra abbia perso in cinque anni di amministrazione Paroli circa 25000 voti, che non sono stati ancora recuperati (anzi).

Infatti nel 2018 il centrodestra presenta una squadra comandata da uno degli assessori della giunta Paroli, Paola Vilardi e composta da molti componenti di quella amministrazione che in cinque anni aveva bruciato quasi metà dell'elettorato del centro destra, migrato in larga parte nell'astensionismo.
Infatti i numeri mostrano per il centro sinistra una sostanziale costanza di risultati (anzi in lenta e costante crescita) , tra i 42000 e i 45000 voti. Non c'è una sostanziale migrazione di votanti dal centro destra, e anche l'arrivo del Movimento 5 Stelle nel 2013, non ha toccato gli equilibri in città, prendendo probabilmente qualche deluso del centro destra e recuperando parte dell'astensionismo (limitandosi però a 6588 voti nel 2013 e a 4478 nel 2018).

Da questi dati si può vedere:
  • la totale insignificanza sia del Movimento 5 Stelle che degli estremismi (Potere al Popolo, Forza Nuova, CasaPound, eccetera)
  • Del Bono mantiene le promesse per il suo elettorato ma non "ruba" elettori ad altri. 
  • La proposta del centro destra, sostanzialmente in Paroli-style, promuovendo una sua assessore a candidato sindaco, non conquista gli elettori delusi dal centrodestra, che continuano a preferire l'astensionismo a tornare a votare chi ha amministrato nel quinquennio 2008-2013, in modo evidentemente considerato insoddisfacente anche a distanza di anni. 
Ovviamente la storia personale di ognuno è diversa, per cui ci sarà qualcuno che aveva votato Paroli che ha votato poi Del Bono, qualcuno che ha fatto il contrario eccetera.




Fonti dei dati:
Elezioni 2008
Elezioni 2013
Elezioni 2018


¹ divertente questo centro destra, unito alle comunali, separato al governo...

giovedì 11 gennaio 2018

W la Fisica

Come qualcuno avrà capito (a tanti l'ho anche detto), ho accettato l'invito del mio amico Mattia Butta per la candidatura alle prossime elezioni politiche

Con un qualche pazzo, sparpagliato per l'Europa  abbiamo creato una lista chiamata "W la Fisica" con il dichiarato obiettivo di portare il metodo scientifico nel dibattito politico. Ci presentiamo, per ora, nella circoscrizione Estero, nel collegio Europa. Sì, ho beneficiato anche io della cosiddetta norma "salva Verdini" (che non salva un bel nessuno: introduce un logico principio di reciprocità...)
Abbiamo in questo caso scoperto come le leggi elettorali siano buffe: se sei già in parlamento (o se hai amici importanti) ti candidi e basta. Altrimenti devi raccogliere le firme¹.
E non è un "lavoro" facile: bisogna raccogliere 500 firme di iscritti AIRE (cosa obbligatoria, ma ignorata da molti) e non si può fare dei banali click su un sito: bisogna andare in consolato ad autenticare la propria firma sul modulo. E arrangiarsi a distribuirlo, e ad andare a riprenderlo.
Al di là del condividere o meno i nostri obiettivi, credo sia giusto darci la possibilità di competere... per cui invito tutti i miei amici italiani residenti all'estero a recarsi nei consolati per firmare (e invitare tutti i loro amici, conoscenti e parenti a farlo).

Poi, raccolte e controllate le firme, comincerà la vera campagna elettorale, e dovremo convincere la gente a votarci. Ma quello sarà un altro capitolo.


¹la cosa allucinante è che per un partito minimamente strutturato non sarebbe comunque un problema. Per chi invece è piccolo e vuol portare il suo contributo deve passare una grossa barriera all'ingresso.