sabato 25 luglio 2026

Eclisse solare 12 agosto 2026

Questo post lo sto facendo per chi, nelle mie zone e tra i miei amici non avrà avuto la voglia di pianificare un viaggio in Spagna per vedere l'eclissi. 

Ecco, se lo stai pianificando, NON ANDARE ALLE BALEARI. Alle Baleari sarà MOLTO difficile vedere la corona solare perché il sole sarà moto basso sull'orizzonte, e spessissimo sull'orizzonte CI SONO LE NUVOLE.  Stesso effetto delle ultime eclissi di luna viste a Brescia. Poca luna, tante nuvole. 

Comunque torniamo a noi. 

Alle nostre latitudini non ci sarà grande differenza rispetto alle Baleari. Sole bassissimo sull'orizzonte, e che sostanzialmente tramonterà in corrispondenza della massima copertura, poco oltre il 90%. Sarà un tramonto anticipato. 

Per Brescia il primo contatto sarà intorno alle 19:25 locali, per avere il picco alle 20:19 con il tramonto alle 20:32. 

Per vedere bene l'eclissi sarà fondamentale avere l'orizzonte a occidente completamente libero. Anzi, se alzandosi un po' di quota si riesce ad abbassare di qualche decimo di grado l'orizzonte la visibilità ne guadagnerà. 

Seconda cosa FONDAMENTALE: non guardate il sole direttamente senza occhialini certificati. Costano pochi euro su amazon. Vanno più o meno bene le lenti da saldatore numero 14, non sono certificate ma schermano abbastanza. In ogni caso NON usatele con un binocolo, NON usatele all'oculare. Fate davvero tanta attenzione perché è un attimo perdere la vista. 

Brescia

Per i bresciani cittadini un buon posto per vedere l'eclissi potrebbe essere il piazzale della locomotiva in castello. L'orizzonte è libero, c'è solo un po' di Alpi in lontananza, ma ha il pregio di tramontare su una zona relativamente montuosa, quindi forse le nuvole all'orizzonte non saranno un problema. 
In alternativa, c'è un belvedere in Maddalena che punta dritto ad ovest. È segnato come "Panorama" su google maps. Per raggiungerlo si lascia la macchina davanti al Grillo, e si prosegue verso l'ex rifugio CAI. Passato il rifugio sulla destra si stacca una strada chiusa che conduce ad una installazione militare. Il prato è proprio sopra quell'incrocio. 

Hinterland

La croce di Zocco sul Montorfano è un bel posto. Un po' alto sulla pianura, molto bene esposto ad ovest. 
La chiesa della Ceriola a Monte Isola non è un buon posto: il sole tramonta localmente alle 20:08, quindi con il sole ancora abbastanza aperto. Andateci in un altro momento. 
Le valli in generale non sono un buon posto. Bisogna andare sulle creste. Monte Guglielmo e Punta Almana sono ottimi posti. Valutate poi che bisogna scendere e viene poi buio, anche più del solito. 

Alta Valcamonica

Anche l'alta valle è un posto sfortunato (a fondovalle). È vero che è orientata est-ovest, ma il 12 agosto il sole tramonta a 290°, mentre l'ovest è a 270. Questo complica ancor di più la vita a fondovalle, e non lascia grandi alternative che salire verso le vette. Fa un po' eccezione la zona di Edolo, che avendo la valle di Corteno aperta verso ovest apre alcuni posti interessanti. 
I primi due sono esattamente sopra Edolo: Malga Stain, raggiungibile con una semplice passeggiata, e gli ultimi tornanti della strada del Monte Colmo. La differenza è minima tra le due posizioni. Ma in Malga Stein si può mangiare e dormire (prenotando, probabilmente). Curiosità, da Malga Stain il sole tramonta, eclissato, esattamente dietro il Bernina. 
Altro posto, più complicato da raggiungere, è la cima del monte Pagano. Lo Scarpone dice che per fare il giro ci vogliono 3 ore e 40, ma, come per tutte le cime, occhio che bisogna poi rientrare (o prendete su una tenda, che ci sono le perseidi). 
Un'ultimo posto che mi sento di consigliare è il passo di Dombastone. Sta a un'ora e mezza dalla Capanna Saverio Occhi (dove si può dormire e mangiare, prenotando), e anche lì si può godere di una bella vista verso l'eclissi. 

In conclusione, i posti dove vedere l'eclissi sono tanti. Tenete d'occhio dove tramonta il sole nei giorni precedenti, anche se non è precisissimo, è per averne una idea. In ogni caso, contattatemi anche nei commenti per avere qualche consiglio se non state in questi posti. Se riesco do una mano volentieri.

martedì 16 maggio 2023

Elezioni comunali 2023

Laura Castelletti, complimenti.

Premiata al primo turno con un eclatante 54,85%, frutto di un gruppo di liste civiche che ha tirato e non poco, e di una campagna elettorale che non è scivolata nella risposta becera agli attacchi beceri di Fabio Rolfi e dei suoi sodali. Che, nonostante lo schieramento dell'intero governo nazionale, non riescono a sovvertire una tendenza causata da 5 anni di pessima amministrazione tra il 2008 e il 2013. 

Sono passati 10-15 anni, ma il ricordo di quella stagione politica è evidentemente ancora molto vivo. Non è servita la campagna elettorale "da civico" di Rolfi (i simboli di partito sono stati decisamente assenti fino alla definizione delle liste, e la sua campagna elettorale è partita molto, ma molto tempo prima) per riabilitarlo agli occhi degli elettori, che non sono ritornati a votarlo, continuando ad andare al lago piuttosto che ai seggi (oddio, al lago quest'anno era dura vista il tempo. Magari saranno andati a visitare uno dei musei riaperti dal duo Del Bono-Castelletti).

Si temeva uno spostamento verso Rolfi dell'elettorato cattolico, visto il profilo di Laura Castelletti, ma questo non c'è stato. 

Vediamo i dati assoluti, che dicono molto di più delle percentuali. Suggerisco di leggersi l'analisi fatta 5 anni fa, a cui farò ampio cenno.


Il primo fatto degno di nota è la debacle degli "altri". Quest'anno c'erano solo 4 candidati sindaco (ce ne era un quinto ma non è riuscito a raccogliere le firme necessarie) a differenza degli 8 del 2018. Raccolgono comunque quasi 5000 preferenze in meno rispetto agli "altri" del 2018, favorendo ancor di più rispetto al 2018 una vittoria al primo turno.

Si liberano quindi 4806 voti, più 969 nuovi votanti (dati dall'aumento di 2852 elettori). Questi vanno per due terzi al centro destra e per un terzo al centro sinistra. Una parte dei 2852 nuovi elettori sono sicuramente naturalizzazioni di cittadini stranieri, che sono stati coinvolti in massa da Rolfi (in particolare la comunità pachistana e la comunità Sikh), ma non è stato sufficiente. 

Il secondo fatto da notare è che Laura Castelletti conferma l'elettorato che fu di Emilio Del Bono (e suo, dal secondo turno del 2013 e nel 2018). Sempre circa 45000 voti, che vengono mantenuti dal centro sinistra bresciano. Non c'è stata la temuta emorragia di voti dovuta al profilo non proprio aderente all'elettorato cattolico e al primo candidato non del PD (e predecessori) dal 1998. 

Il centro destra recupera una parte dell'elettorato, ma non è la parte che diserta le urne dal 2013. Ha recuperato la "galassia" dell'estremismo di destra (non ci sono state liste di Casa Pound, Forza Nuova e Il Bigio - Pro Brixia che nel 2018 presentavano addirittura un candidato sindaco) mentre non inverte la deriva nazionale il movimento 5 stelle che in 5 anni ha perso tre quarto dei voti. Rimane irrilevante con i suoi 300 voti il PCI.

Le considerazioni finali ricalcano quelle di 5 anni fa: il centro destra non sa rinnovarsi, continua a presentare ricette vecchie e decotte, già bocciate dai suoi elettori, che non si sono spostati sul centro sinistra, ma hanno rimpolpato il popolo dei non votanti. La stessa scelta di Rolfi come candidato sindaco incarna questo ragionamento: candidando un altro esponente della giunta Paroli e riproponendo alcuni dei provvedimenti di quella giunta (1000 euro ai nuovi nati, tra le altre) di sicuro non sono adeguate ai tempi. 

Una ultima considerazione:

Azione-Italia Viva-Più Europa hanno raccolto un ottimo 7.04%, tallonando la Lega e quasi doppiando Forza Italia. Siamo riusciti ad eleggere in consiglio tre persone molto valide: Fabrizio Benzoni, Francesco Tomasini e Luca Pomarici. Buon lavoro a loro, e a noi che dovremo supportarli nel loro lavoro per i prossimi 5 anni. 





venerdì 21 gennaio 2022

Come fare un congresso...

...in presenza, su due sale, trasmettendo il video in streaming su una pagina Facebook e un canale youtube e "accogliendo" interventi da remoto, che devono ovviamente sentirsi nelle due sale e nello streaming.

La cosa non è per nulla facile, soprattutto se aggiungiamo che il posto (due sale del museo 1000 miglia) ha un sistema vecchiotto ma molto avanzato (per l'epoca) e molto rigido (non era presente, ad esempio, un mixer classico con uscita audio). 

Se aggiungiamo che il tempo per fare le prove è stato poco, e sono dovuto pure andare da Cavalli a prendere una roba, aggiungiamo la tempesta perfetta. 

Il progetto era così strutturato:

  • un portatile (il mio vecchio Linux che ormai ha quasi 15 anni) con attaccata una webcam di basso costo per generare il flusso video sia per lo streaming che per la sala. 
  • un secondo portatile (più nuovo e con Windows 10), che ha curato la trasmissione. A questo portatile erano attaccate:
    • una scheda di acquisizione audio (questa), collegata in uscita al posto di uno degli amplificatori dell'impianto della sala (che erano due, ma uno era più che sufficiente). 
    • una scheda di acquisizione video hdmi con loop (questa), collegato in ingresso con il primo portatile e in uscita con il sistema della sala. 
Sul primo portatile era attivo Cheese (il programma delle webcam di Ubuntu) messo a tutto schermo sul monitor secondario (in uscita hdmi) e Zoom per gli interventi esterni.
La situazione del secondo portatile era più complicata. La trasmissione in streaming era curata da Streamyard (pagato) che vedeva come webcam la virtual webcam di OBS. Il microfono di questa trasmissione era la scheda di acquisizione audio, collegata via usb e funzionante out of the box. 
Obs aveva come unica fonte sensata (c'erano anche alcune immagini, che però sono banali) la scheda di acquisizione video hdmi collegata via usb (e funzionante anche quella out of the box). 

Questo mi ha permesso di:
  • "produrre" un segnale video uguale sia per la trasmissione locale (sul proiettore della sala e sulla tv della sala collegata) usando il portatile Linux. Questo segnale veniva intercettato dalla scheda di acquisizione hdmi e reso disponibile in OBS e passato a Streamyard tramite virtual webcam.
  • "produrre" un segnale audio discretamente sincronizzato. Il sistema della sala mixava il segnale audio hdmi (per gli interventi esterni via Zoom dal portatile Linux) con il segnale dei microfoni locali, generando l'audio per le due sale. Questo audio è stato intercettato all'ultimo stadio "rubando" il segnale a uno dei due amplificatori (uno era più che sufficiente per le esigenze di una sala non enorme). Se ci fosse stato un mixer "classico" la scheda di acquisizione audio sarebbe stata collegata a una mandata in "post" e sarebbero stati fatti i livelli. 
  • Avere chiamate Zoom dall'esterno, con anche un discreto "pre-ascolto e pre-visione". Lo zoom veniva attivato sullo schermo interno del portatile Linux. Quando era il momento, veniva spenta la webcam locale (che mostrava il mio faccione) e il microfono locale e "spostata" la finestra di zoom sopra la finestra di cheese nel monitor affiancato. L'audio usciva dal hdmi, veniva sparato sul sistema della sala e rientrava nel portatile di streaming dalla scheda di acquisizione audio. 

Il risultato è qua, e ne sono discretamente contento. 
Con il senno di poi metterei altre due webcam, una puntata verso il tavolo della presidenza e una verso il pubblico, collegate a un OBS per generare anche le transizioni. Però non ce ne è stato il tempo, e il video non era fondamentale. 

Osservazioni:
  • il preascolto dell'interlocutore su zoom è stato fatto con il microfono interno del pc. Non è il massimo ma ha funzionato.
  • il sistema che ha Streamyard per regolare in automatico il volume del "microfono" ha reso il volume molto più omogeneo che in sala, rendendo il tutto estremamente gradevole da ascoltare
  • la virtual webcam di obs NON PORTA L'AUDIO. Quindi se pensate di streammare l'audio pescato da più fonti diverse mischiate con OBS NON FUNZIONA. O almeno non funziona nativamente. Per questo usando Streamyard ho selezionato come  "microfono" della connessione direttamente la scheda di acquisizione audio. 
  • Il video fa un po' schifo, lo so. Ma non era fondamentale (come lo era l'audio), la webcam era una cinesata tarocchissima presa al volo in emergenza durante in primo lockdown. Sinceramente mi aspettavo che la sala avesse un sistema di telecamere. Visto che costano un occhio dalla testa, la prossima volta penso che andrò di noleggio

venerdì 4 dicembre 2020

La seconda ondata era evitabile?

tratto da qua

Come tanti, in questi mesi ho passivamente subito in silenzio ed in religioso rispetto ogni norma, ogni regola, sia di legge che dettata dal buon senso, mascherine, distanziamento, limitate interazioni sociali ecc ecc. 

Grande paura del virus non l’ho mai avuta, e non l’ho tuttora, ma rispetto e ho sempre rispettato ogni norma, non nego le tragedie che tanti vivono e vivranno, ne tanto meno nego l’esistenza del virus, perché solo uno stolto può farlo. 

C’è e bisogna stare attenti, le regole le conosciamo tutti. 

La scorsa primavera eravamo stati colti di sorpresa (per modo di dire, visto che in altre parti di Europa gia avevano qualche problema a fine gennaio, ma chissenefrega finché non è a casa nostra, no? Nota a margine per il giornalismo che ancora parla di Italia come primo paese toccato), siamo stati collaborativi,  rispettosi e compassionevoli, ma ci siamo anche subiti i guardiani da balcone, le odiose videochiamate di ore e ore con gente che fino a prima nemmeno ci salutava in strada (ndr sono ironico), virologi ovunque, conte che sbucava anche dal microonde, eccetera. 

Abbiamo visto scene orribili, perso amici, cari, conoscenti, oppure ci siamo presi il COVID fortunatamente senza conseguenze. 

Poi le cose si sono assopite, ed ha iniziato ad emergere il problema socio economico. 

Uan super premessa. Penso che il governo abbia sbagliato tutto lo sbagliabile. In primis avocando a se stesso decisioni che si sarebbe dovuto condividere. Ha sbagliato anche larga parte dell'opposizione, tacendo o facendo proposte impossibili da portare avanti o ballerine (il lunedì "apriamo tutto", il mercoledì "chiudiamo tutto", il venerdì "apriamo tutto"). 

Qualche voce isolata (e informata) c'è stata, ed è stata sostanzialmente ignorata

Son state fatte conferenze pompose, stati generali, commissioni, esperti, promesse e pochi fatti, quasi zero, magari proprio zero è esagerato, ma niente di paragonabile a tanti altri paesi. 

A ottobre, il copione, ha ricominciato a ripresentarsi come prima. 

L’epidemia ha ripreso a circolare, ohibo, che sorpresa, e quindi giù, colpa di quegli stronzi di albergatori, di baristi, ecc ecc, che con una estate dissoluta, volgare e dissennata, hanno riportato il boom della pandemia alla nostra porta, dovevate chiudere qua, dovevate chiudere la, per fare soldi avete distrutto la salute della gente, eccetera eccetera eccetera. 

Diciamo che sì? Fare un minimo di mea culpa mai? La ratio di lasciare aperti bar e ristoranti dalle 5 alle 18 è per permettere alla gente che lavora fuori casa di non dover mangiare in ufficio o fuori al freddo, ma la risposta di parte della categoria è stata "concerto alle 15, dalle 16 happy hour e poi torni in ufficio a finire giornata". A questo punto la chiusura totale era abbastanza inevitabile.  

(Nota a margine: questo è il pensiero di una marea di persone, di molti giornalisti e anche di alcuni esponenti politici)

Cosa sarà mai rinunciare a X, cosa sarà mai rinunciare a y, ma si, chissenefotte, come scriveva qualcun altro su questa pagina, è cosi bello essere in cassa integrazione (chi l’ha), mentre si pascola sulle colline, no?

Tanto c’è qualcun altro che ti paga, la decrescita felice è sempre stata il mio sogno d’altronde, ho il suo poster in salotto. 

Siamo stati tutto novembre, dicembre e lo saremo pure a gennaio, in un soft lockdown, decisamente più addolcito, con le regioni colorate, d’altronde a Natale un po’ di colore fa bene. 

Al netto del modo di raccontarlo, calibrare le misure in base alla situazione è un modo intelligente di lavorare 

Qualcuno vedrà questo post come il post di un negazionista, parola usata a sproposito in questi mesi, oltretutto, a volte vera (non parlo di me) e spesso no. 

Ecco, se questo post lo vedete cosi, togliete pure il like alla pagina, perché vuol dire che non avete la facoltà di ragionare oltre i limiti del vostro orticello, cosa tipicamente italiana, che se fosse quotata in borsa, non avrebbe mai il segno meno. 

Dissentire o trovare critiche su qualcosa che non va, non è essere negazionisti e non vuol dire che automaticamente non si rispettino le norme.

Il classico straw men argument. Chi dà del negazionista a un semplice critico del governo è un coglione, e, per fortuna, non l'ho sentito fare da nessuno. Certo che se oltre a criticare il governo uno dice che la mascherina non serve, che gli assembramenti fanno bene e che Immuni ci ruba i dati e li consegna alla Cina (possedendo fieramente un account TikTok), beh, è un negazionista.

Sta arrivando il nuovo dpcm, ad ora sono tutti solo rumors ma si prospettano ennesime mazzate al nostro settore, come ristoranti interni chiusi nelle feste di Natale e capodanno, divieti di spostementi, ecc ecc. 

Serve per contenere la pandemia, è la spiegazione, certo, in una percentuale servirà anche a quello, ma la puzza di Capro espiatorio si respira dalle Alpi all’Etna. 

Molto più facile buttarsi su scelte totalmente moralistiche, perché qualcuno, dal divano, si indignerebbe se la signora Pina e il signor Franco, fossero a farsi la passeggiata a cortina, senza magari incontrare nessuno, e senza muoversi da casa loro o dal loro hotel, senza strusci o movida varia. 

Certo. Ma quando l'ospedale della zona di Cortina è calibrato sulla popolazione normale e non sulla popolazione di 15 giorni a Natale capisci che è un casino? Perché la gente dei posti di montagna a marzo era incazzata con chi andava nelle seconde case? Perché i servizi sono calibrati su poche persone, perché tante persone ci sono per pochissimo tempo.  

Abbiamo visto cosa ha voluto dire aprire gli impianti a Cervinia il primo giorno. Capacità piena delle cabinovie, coda (impilata) di centinaia di persone, qualche mascherina qua e là, ma più per scena che per altro. 

O ancora, dire a tizio e caio che no, non possono andare quel weekend a trombare al lago, per tre giorni di fila, senza magari nemmeno uscire dalla camera, perché sarebbe moralmente scorretto verso chi è chiuso in casa. 

Quanti sono quelli che vanno al lago per 3 giorni a trombare rispetto a quelli che al lago vogliono andare al bar, a sentire musica dal vivo e a fare le vasche sul lungolago?  

Si, perché l’errore madornale che si perpetua da settimane, è quasi più una moralizzazione verso chi vuole fare qualcosa di semi normale, pur prendendo precauzioni, piuttosto che spiegare che il virus circola e può essere pericoloso. 

È sostanzialmente diverso, dirmi che non posso andare a far la spesa in bmw perché c’è chi non può permettersela, piuttosto che dirmi che è una zona malfamata e possono fottermela. 

Esempio estremo, ma sembra che la comunicazione da tre mesi a questa parte punti più sul farti sentire in colpa che renderti responsabile, ed anche il più scarso degli psicologi, saprebbe dire che si ottiene l’effetto contrario. 

Molto più facile menarla continuamente sui comportamenti individuali (certo, i coglioni esistono e ci saranno sempre, fatevene una ragione, ma sono la minoranza), ma se devo andare al lavoro e mi trovo il treno zeppo di pendolari, o la metropolitana, o il tram, avoglia il comportamento individuale. 

Aspetto il treno dopo, come suggerisce qualche genio da tastiera?

Come no, diglielo al tuo capo. 

Su questo sono d'accordo: che il governo abbia sbagliato pesantemente mi sembra palese, soprattutto sulla questione trasporti. 

Eh si, perché lo smartworking non è applicabile ad ogni lavoro, ma anche qui sembra che qualcuno non ci arrivi. 

È più facile indignarsi per la coppietta che va a trombare nonostante i divieti, quando poi se devi malauguratamente finire in un ospedale, ti trovi in salette con trenta persone che magari tossicono, e te ne esci con il Covid sul serio. 

È più facile scandalizzarsi per la gente che va a fare shopping, piuttosto che indignarsi per gli enormi assembramenti che lo stato stesso crea ogni giorno (vedasi poste, dottori, inps ecc).

L'INPS è chiusa da mesi, dai dottori non dovrebbero esserci  assembramenti e le poste hanno pure deciso di spalmare su vari giorni la consegna delle pensioni. Negli ospedali non ci sono assembramenti (e lo dimostrano guardacaso i video dei negazionisti, quelli veri). Altro straw men argument. 

Chi prega alla speranza che chiudano il suo posto di lavoro, perché “almeno me ne sto a casa sul divano che tanto c’è la CIG”, sti gran cazzi, facile cosi. 

Chi prega così è un coglione. Ennesimo straw men argument. 

Però oh, ci sono i bazooka, le potenze di fuoco dei ristori (cifre mediamente pietose con meccanismi astrusi), i prestiti garantiti (tu indebitati, intanto garantisco io, se fallisci allora paghi tu? No beh un attimo, prima bisogna vedere).

Beh ma almeno le tasse sono state spostate, beh, si, qualcuna, di dieci giorni, forse poi scoprirete che sono state spostate ancora, ma il giorno dopo che avrete gia pagato. 

Questo è vero. È una critica che è giusto muovere. Sono state fatte anche grosse rateazioni di quanto dovuto (per redditi maturati prima del covid). Sono stati dati contributi a fondo perduto per migliaia di euro. Sono stati dati 600 euro ad cazzum, anche a chi aveva centinaia di migliaia di euro sul conto, e a chi non ha avuto un calo del giro d'affari. 

E poi, insomma, come dice qualcuno, qualche mese senza lavoro non può mica farti fallire, e allora, quando in estate fai le ferie, mica fallisci, dice qualcun altro, o ancora “se qualche mese di non lavoro ti porta a fallire è perché doveva andare cosi”.

Ah certo, perché quando mai non hai lavorato per quasi 8/9 mesi?

Sempre, no?

C’è modo e modo di affrontare dei temi, certo, una pandemia non era tra gli ordini del giorno, ma cari miei, provate una volta nella vita a ragionare meno solo sul vostro appezzamento di terra mentale e andate oltre, se poi non ve ne fotte, è un vostro diritto, ma quando dite “che sarà mai rinunciare a xxx”, vi prenderei e vi metterei dietro un bancone, davanti a un monitor con solleciti di pagamento, plichi di raccomandate, ed i saldi dei conti su un monitor da 52 pollici. 

Poi, voglio vedere se avrete ancora cosi voglia di mettervi spensierati sul divano, con la copertina a guardarvi serie su Netflix con il the nella tazza, e sentenziare su Facebook cosa sia inutile e cosa no.

Dire che qualche mese senza lavoro non ti fa fallire è una stronzata. Ma se in questi mesi senza lavoro qualcuno ti ha pagato i dipendenti, qualcuno ha spostato in là il rimborso dei prestiti, è stato dato un po' di ristoro (a chi ha perso fatturato, ovviamente), e tu spendi qualche mille euro per una vacanza, scusa, ma un po' strunz lo sei. 

Intanto, per gradire, iniziate a preparare anche i mazzetti per pagare gli aggiornamenti delle vostre casse per la lotteria degli scontrini, che a 29 giorni dalla sua entrata in vigore, ancora non si sa neanche come dovrà funzionare nel dettaglio per gli esercenti, con una pagina di faq, sul sito della agenzia delle entrate, che cosi vuota e scarna, nemmeno le pagine fake, che i truffatori fanno per rubare i dati dei conti bancari. 

Questa roba della lotteria degli scontrini si sa da mesi. E per quanto sia divertente da perculare, è una cosa che funzionerà, perché all'estero ha già funzionato più che bene. Perché diciamocelo, le lamentele di molti, moltissimi, sono perché lo scontrino veniva fatto a un cliente sì e 3 no. O magari a uno sì e 10 no. E quindi un cliente che chiede lo scontrino è un cliente che beh, ti obbliga a farlo. Se il cliente reputa svantaggioso non avere la fattura/scontrino sarà lui a chiederlo. 

E anche molti ristori sono basati su quante fatture/corrispettivi registravi l'anno prima, e questo, seppur senza fare troppa pubblicità, ha fatto incazzare una marea di gente. 

Ripeto, il governo ha sbagliato e hanno sbagliato le opposizioni. Ma questo non vuol dire che gli operatori economici danneggiati siano esenti da colpe. 

Poi vedremo quando si sbloccheranno i licenziamenti, quel picco è ancora ben distante. 

Ma se va bene, anche lì, ci sarà la disoccupazione, quindi vabbè amen, per 18 mesi chissenefrega, giusto ? 😉 (sempre ironia)

Ma va tutto bene.  

 Altro straw men argument. È chiaro a chiunque che non possiamo andare tutti in disoccupazione. 

Quindi, ricapitolando, qualche cosa corretta un po' di fallacie logiche, e qualche cosa sbagliata. 

Manca una cosa da tutto questo: cosa avresti fatto di diverso. Apriamo tutto tanto muoiono solo i vecchi? Chiudiamo tutto e paghiamo alla gente quanto guadagnava (in chiaro e in nero) l'anno prima? 

Faccio sommessamente notare tra l'altro, che nessuna democrazia occidentale è stata immune né alla prima ondata né alla seconda, che sia a marzo-aprile che adesso ci sono state forme di lockdown più o meno dure in tutta europa. Gli impianti di sci saranno chiusi in Unione Europea saranno chiusi ovunque, resta aperta la Svizzera, per ora, ma c'è da fare quarantena quando si rientra. 

Quindi boh, forse questa seconda ondata era davvero inevitabile. 












martedì 28 gennaio 2020

Elezioni in Emilia Romagna

Sulla scia del post sui flussi di votanti delle elezioni comunali di Brescia del 2018, provo a fare lo stesso sulle elezioni emiliane.
Questi sono i dati presi dalle banche dati ufficiali alla data del 27 gennaio (quelli del 2020 potrebbero cambiare di qualche unità perché ci sono 294 schede contestate, che per ora sono nelle nulle/bianche)




Il primo dato che balza all'occhio è l'esplosione dell'affluenza, che fa risultare un aumento di oltre un milione di voti (su 1.3 milioni del 2014), ovvero un aumento dell'84%. Sicuramente l'eco mediatico che queste elezioni hanno avuto a livello nazionale, il valore di "test sul governo" che ha assunto questo voto e gli impegni elettorali di alcuni big nazionali (soprattutto Salvini, che si è speso tantissimo sul territorio in questi mesi, ma anche Calenda, pur avendo solo qualche candidato nella civica di Bonaccini) hanno pesato su questo dato.

Questo aumento nasconde la destinazione degli 86.000 voti persi dal Movimento 5 stelle che partiva da un poco esaltante 13.31%, migrati probabilmente in parte verso Salvini e il centro destra, e in parte verso l'astensionismo.

Astensionismo dal quale pescano a larghe mani entrambi gli schieramenti, aumentando i loro voti di una quantità di voti comparabile nell'ordine di grandezza assoluto (580.000 il centrosinistra, 640.000 il centrodestra), e verso il quale vanno a finire probabilmente anche molti elettori di formazioni minori che perdono oltre il 60% del loro elettorato, risultando senza nessun eletto in consiglio regionale (la lista "L'altra Emilia Romagna", che nel 2014 era riuscita a portare un suo esponente nel consiglio regionale, con oltre 50.000 voti, ne raccoglie in questa tornata poco più di 5.000).

L'aumento di voti del centrodestra è molto più consistente in percentuale (aumento di oltre il 170%, ovvero quasi triplica il numero dei votanti), perché partiva da un risultato molto basso (sia dal punto di vista relativo che dal punto di vista assoluto) nel 2014.

La debacle del Movimento 5 stelle, pur essendo importante, è inferiore a quanto dicono i dati percentuali: vero che sono passati dal 13.31% al 3.5% ma il numero di voti persi è della metà, non di tre quarti come potrebbe sembrare dalle percentuali.

Il risultato è difficile da immaginare riportato a livello nazionale.
L'Emilia Romagna viene da un quinquennio di buona amministrazione, l'eco nazionale ha risvegliato la passione politica in molti, e l'impegno delle figure nazionali rende i dati difficilmente estendibili.





martedì 8 ottobre 2019

Femminicidi, maschicidi e commenti

Questo post parte da questo: il Signor Distruggere pubblica uno screenshot di un commento idiota a una notizia di un femminicidio. E, giustamente (forse) parte la solita ridda di commenti incazzati e livorosi: tutti a chiedere la crocifissione su pubblica piazza del tizio (che ha oggettivamente detto una stronzata), e a far notare quanto sia coglione. Il tizio poi ha eliminato il commento (o forse l'ha fatto Facebook) e ha sostenuto di aver provocato.

Però.

C'è un però.

Se capita a sessi invertiti, questa cosa non fa notizia. Non solo la notizia stessa rimane spesso relegata alle pagine di nera dei giornali locali, ma anche i commenti idioti (e pure peggio) sotto le notizie rimangono lì, per mesi o per anni, con una violenza inaudita e tra l'indifferenza generale. Qualche commentatore prova ad arginare la cosa, ma è sostanzialmente impossibile. Vediamo qualche esempio:

Margherita di Savoia, un uomo, separato e con una nuova relazione incontra per qualche motivo la sua ex, volano parole grosse, lui scappa, lei lo insegue con un coltello e lo uccide. Fanpage riporta la notizia.


Sotto parte una ridda di commenti che approvano il fatto, che colpevolizzano la vittima, che giustificano l'assassina con le migliaia di femminicidi (presenti solo nelle statistiche urlate dalle femministe, ma assenti da quelle della polizia) che avvengono ogni anno.
Ed ecco i commenti: quelli che si chiedono cosa avrà mai fatto l'uomo per meritarsi tutto questo:












quelli che "uno ogni tanto va anche bene, cosa vuoi che sia"




Un misto tra i due




La minimizzatrice

L'esultante:


Quella che, beh, succede:

L'esaltatrice dell'assassina:

"Se non lo faceva lei l'avrebbe fatto lui":


E poi il genio: siccome i maschi non commentano le notizie di femminicidio sono tutti complici:


Da ultimo un commento amaro di un uomo, che cerca di andare a ragionare sul pezzo al netto dell'ideologia:


Questi commenti sono su Fanpage come il commento portato a conoscenza di tutti dal Signor Distruggere. Sono ugualmente ripugnanti, sono ugualmente idioti, sono ugualmente da mettere alla berlina. Però rimangono lì, nascosti nel sottobosco delle migliaia di commenti che nessuno legge mai, a testimoniare un sottobosco di violenza verbale che, visto che è rivolta verso un uomo (morto, tra l'altro) non suscita nessun allarme sociale.

giovedì 10 gennaio 2019

Cristalli di zucchero - Esperimento 1

La "ricetta" per questo esperimento l'ho presa sempre dal buon Bressanini, precisamente il metodo misto.

Kia mi ha regalato i bastoncini apposta per crescere i cristalli, così ho seguito le istruzioni il più attentamente possibile.

Alcuni commenti:

  1. Sembra che lo zucchero non si sciolga mai. Basta solo avere tanta pazienza, e alla fine la soluzione diventa limpida
  2. Si è formata una schiumetta bianca, che non sembra scomparire. Forse è per lo zucchero di bassa qualità che ho usato
  3. Ho cosparso le bacchette di zucchero Tropical (non avevo il Demerara...) ma è precipitato in maniera praticamente immediata. Vediamo che fine farà.
  4. Occhio che lo zucchero bollente scotta. Non ho usato né guanti né occhiali, ma so di avere rischiato.
  5. Ora ci saranno tre giorni di crescita perché andiamo via. Vediamo cosa salta fuori quando rientriamo dalle terme.

domenica 6 gennaio 2019

Cristalli di sale - Esperimento 1

Ho deciso di perdere un po' di tempo "coltivando" dei cristalli. No, non quelli di metanfetamina, ma per ora quelli di sale da cucina. Poi penso che proverò sia con lo zucchero che con il solfato di rame.

Scrivo qui degli esperimenti così da tenere traccia di tutto quello che ho fatto, anche degli errori, in modo da avere un feedback su come funzionano le cose.

Come prima cosa ho preparato un litro e mezzo di soluzione di sale, mettendo 600 grammi di sale in acqua. Ho messo tutto in una bottiglia di plastica, segnalata bene (in modo che a nessuno venga voglia di bersela), e lasciato lì per 2-3 giorni agitando ogni tanto.

Poi ho messo mezzo kg di soluzione (per l'esattezza 530 grammi) in un pentolino, e l'ho scaldato a 72 gradi. Dovevano essere 70, ma la temperatura mi è un po' scappata.
Ho poi versato la soluzione calda in una vaschetta alimentare appena lavata, lunga e relativamente stretta (25x8 cm).
Sul bordo del padellino si è formata una piccola crosta di sale, e un po' di polvere di sale è rimasta sul fondo della padella quando si è raffreddata.
Ho poi coperto con un po' di carta forno la vaschetta e l'ho abbandonata lì.
Domani vediamo cosa si è formato.

lunedì 11 giugno 2018

Elezioni comunali a Brescia

Ieri ci sono state le elezioni a Brescia.
Ha vinto, riconfermato, Emilio Del Bono, appoggiato dal PD e da 5 liste civiche, contro Paola Vilardi, appoggiata dal centro destra unito¹, più qualche lista civica. Inconsistente il Movimento Cinque Stelle e gli altri candidati.
Partiamo dal fatto che sono contento che abbia vinto, penso che abbia davvero cambiato in meglio la città e che abbia avuto il coraggio di scelte impopolari (affrontare il tema della raccolta dei rifiuti, ad esempio) sempre snobbate da tutti i sindaci precedenti.
Ha messo mano alle bonifiche del sito Caffaro, sta riqualificando molte vie della città, anche attirandosi le ire iniziali di molti. Insomma un sindaco coraggioso.

È divertente comunque fare qualche analisi anche storica delle dinamiche di voto, partendo non tanto dalle percentuali, quanto dai numeri assoluti.
Dai numeri assoluti si può vedere come i flussi di votanti si muovono.
Veniamo all'analisi dei numeri delle ultime tre votazioni, che hanno visto Del Bono protagonista, una volta sconfitto al primo turno da Paroli, e due volte vincitore, nel 2013 al ballottaggio, nel 2018 al primo turno.
Questo lo schema dei numeri assoluti


Nel 2008 Paroli vince con oltre 61000 voti. Figli di una esperienza (con Corsini) ormai al capolinea, e con una voglia di cambiamento pressante. Già vivevo a Brescia da 9 anni, e mi era sembrato oltremodo punitivo nei confronti di un centrosinistra che tutto sommato aveva fatto bene, ma pagava alcune scelte impopolari (su tutte la scelta di avviare i cantieri della metro, nonostante una opposizione popolare, anche se non troppo consistente).

Dopo 5 anni di governo della città, nel 2013, si rinnova la sfida del 2008 Paroli-Del Bono, anche se una divisione nel centrosinistra portava Laura Castelletti e Gianluigi Onofri a presentarsi da soli. Questo causava un sostanziale pareggio (i due prendevano circa 13000 voti combiati) che avrebbero permesso a Del Bono una vittoria al primo turno, che veniva confermata al secondo turno dopo un apparentamento esplicito.

Da notare come il centro destra abbia perso in cinque anni di amministrazione Paroli circa 25000 voti, che non sono stati ancora recuperati (anzi).

Infatti nel 2018 il centrodestra presenta una squadra comandata da uno degli assessori della giunta Paroli, Paola Vilardi e composta da molti componenti di quella amministrazione che in cinque anni aveva bruciato quasi metà dell'elettorato del centro destra, migrato in larga parte nell'astensionismo.
Infatti i numeri mostrano per il centro sinistra una sostanziale costanza di risultati (anzi in lenta e costante crescita) , tra i 42000 e i 45000 voti. Non c'è una sostanziale migrazione di votanti dal centro destra, e anche l'arrivo del Movimento 5 Stelle nel 2013, non ha toccato gli equilibri in città, prendendo probabilmente qualche deluso del centro destra e recuperando parte dell'astensionismo (limitandosi però a 6588 voti nel 2013 e a 4478 nel 2018).

Da questi dati si può vedere:
  • la totale insignificanza sia del Movimento 5 Stelle che degli estremismi (Potere al Popolo, Forza Nuova, CasaPound, eccetera)
  • Del Bono mantiene le promesse per il suo elettorato ma non "ruba" elettori ad altri. 
  • La proposta del centro destra, sostanzialmente in Paroli-style, promuovendo una sua assessore a candidato sindaco, non conquista gli elettori delusi dal centrodestra, che continuano a preferire l'astensionismo a tornare a votare chi ha amministrato nel quinquennio 2008-2013, in modo evidentemente considerato insoddisfacente anche a distanza di anni. 
Ovviamente la storia personale di ognuno è diversa, per cui ci sarà qualcuno che aveva votato Paroli che ha votato poi Del Bono, qualcuno che ha fatto il contrario eccetera.




Fonti dei dati:
Elezioni 2008
Elezioni 2013
Elezioni 2018


¹ divertente questo centro destra, unito alle comunali, separato al governo...

giovedì 11 gennaio 2018

W la Fisica

Come qualcuno avrà capito (a tanti l'ho anche detto), ho accettato l'invito del mio amico Mattia Butta per la candidatura alle prossime elezioni politiche

Con un qualche pazzo, sparpagliato per l'Europa  abbiamo creato una lista chiamata "W la Fisica" con il dichiarato obiettivo di portare il metodo scientifico nel dibattito politico. Ci presentiamo, per ora, nella circoscrizione Estero, nel collegio Europa. Sì, ho beneficiato anche io della cosiddetta norma "salva Verdini" (che non salva un bel nessuno: introduce un logico principio di reciprocità...)
Abbiamo in questo caso scoperto come le leggi elettorali siano buffe: se sei già in parlamento (o se hai amici importanti) ti candidi e basta. Altrimenti devi raccogliere le firme¹.
E non è un "lavoro" facile: bisogna raccogliere 500 firme di iscritti AIRE (cosa obbligatoria, ma ignorata da molti) e non si può fare dei banali click su un sito: bisogna andare in consolato ad autenticare la propria firma sul modulo. E arrangiarsi a distribuirlo, e ad andare a riprenderlo.
Al di là del condividere o meno i nostri obiettivi, credo sia giusto darci la possibilità di competere... per cui invito tutti i miei amici italiani residenti all'estero a recarsi nei consolati per firmare (e invitare tutti i loro amici, conoscenti e parenti a farlo).

Poi, raccolte e controllate le firme, comincerà la vera campagna elettorale, e dovremo convincere la gente a votarci. Ma quello sarà un altro capitolo.


¹la cosa allucinante è che per un partito minimamente strutturato non sarebbe comunque un problema. Per chi invece è piccolo e vuol portare il suo contributo deve passare una grossa barriera all'ingresso.

venerdì 5 gennaio 2018

Hyundai Ioniq

Mille km.

Dopo i primi 1000 km posso cominciare a raccontare come funziona la mia nuova Ioniq Comfort. L'allestimento è quello intermedio, e non è stato aggiunto nulla. C'è da dire che gli eventuali optional erano solo due: il tettuccio apribile e il tech pack, con schermo 8 pollici, navigatore, carica wireless, e Android  Auto/Apple Car Play

Primo impatto

È un bel berlinone: il baule è grande enorme, il posto di guida è comodo e confortevole. Non essendo molto alta, bisogna stare attenti a non sbattere la testa entrando (e ne sa qualcosa Kia). Sotto il baule c'è la ruota di scorta. 
Dopo aver fatto il pieno, mi sono subito emozionato: l'autonomia segnata era di oltre 1000 km. Roba che con la Punto dovevo fare quattro o cinque pieni. 

Dopo qualche km

Si impara subito ad apprezzare il cambio automatico: le partenze sono molto dolci, sia grazie al cambio che grazie allo spunto del motore elettrico. In modalità "drive" non c'è l'indicazione del rapporto inserito, quindi ci si dimentica molto rapidamente del fatto che c'è un cambio. Spostando la leva del cambio verso il sedile di guida, l'auto passa in modalità sport, e il tutto è molto più nervoso e reattivo, e a quel punto si può avere l'indicazione della marcia inserita e il cambio diventa un sequenziale che è possibile comandare con la leva del cambio. 

Gli aiuti elettronici

Sono principalmente tre: il controllo elettronico della velocità adattivo, il mantenimento attivo dell'auto in corsia e l'allarme anticollisione anteriore. 
Il primo, complice anche il cambio automatico, è molto, ma molto comodo, anche se è indispensabile un po' di esperienza per sfruttarlo al meglio. Dispone di un radar posizionato sul muso, e tiene controllata la distanza dall'auto davanti. Si può configurare la distanza dall'auto davanti, e la distanza viene mantenuta fino ad auto quasi ferma. Si può anche configurare quanto "aggressivo" deve essere l'intervento del sistema. Il sistema è molto affidabile, "perde" la macchina davanti solo in caso di curva molto accentuata, e tende a "seguire" la macchina davanti anche quando questa si appresta ad impegnare una corsia di decelerazione. 
Il secondo è invece molto meno affidabile, soprattutto in questa stagione e nelle nostre zone. Tramite una telecamera posta sul vetro anteriore riconosce le strisce e cerca di mantenerti al centro. I problemi sono due: le strisce sono disegnate con i piedi, e la striscia destra è spesso e volentieri nascosta sotto uno strato di sporco (terra/erba/piante), in questo periodo anche di più (visto che sulle strade viene sparsa sabbia e sale per evitare il ghiaccio). Il sistema si aggancia e si sgancia senza nessun tipo di avviso acustico (cambia il colore di un simbolino, oppure compare un volante verde), ed è indispensabile tenere il volante (il sistema si offende molto, suonando pure, se si molla il volante per troppo tempo). Siccome il sistema si sgancia con allegria, e senza troppo preavviso (semplicemente perché non riconosce una delle righe), non è opportuno farci troppo affidamento. 
Il terzo è un sistema che spero di non provare mai, anche se l'ho configurato per darmi gli avvisi molto presto (in modo da capire come funziona). È un sistema molto fine che si attiva solo se la velocità di avvicinamento alla macchina davanti è elevata e non si sta ancora frenando. A un certo punto poi il sistema frena, sotto i 70 km/h, però non ho intenzione di provarlo volontariamente.  

Consumi

All'atto pratico, boh. È ancora molto presto per fare dei conti e durante i primi 1000 km il sistema è in fase di continua taratura. Dovrebbe andare a regime dopo i primi 1500 km. 

E allora?

Beh, la prenderei di nuovo, per adesso. È comoda, divertente e brillante. Il motore elettrico dà una reattività davvero notevole (anche in semplice "drive". In sport lo è quasi troppo). Il cambio automatico si fa dimenticare, e, nonostante le gomme da 17, è comunque molto morbida. 

Difetti?

Mi piacerebbe poter configurare il cruscotto. Per esempio non me ne frega un cazzo dell'autonomia sparata in centro al tachimetro. Vorrei avere contemporaneamente lo stato di SCC/LKAS e il flusso energetico. Vorrei potere cambiare visualizzazione attivando uno di questi sistemi. Mi piacerebbe avere un riscontro immediato della temperatura del motore termico e della sua accensione. Insomma, mi piacerebbe poter "smanettare" su un mouse per "costruirmi" il mio, personalissimo, cruscotto. 
Inoltre mi piacerebbe avere un riscontro "head up" del funzionamento di alcuni sistemi, eventualmente anche grazie a dei led sul bordo alto del parabrezza o sul volante. 


Sul primo ci spero, il secondo è fantascienza. Sarà per la prossima auto...

venerdì 22 dicembre 2017

Ciao ciao G.P.

Dopo otto anni e mezzo di onorato servizio, è giunta l'ora per la mitica Grande Punto rossa di andare in pensione.
O meglio, di andare a servire qualcun altro, visto che l'ho venduta...

Comunque qui raccolgo un po' di pensieri riguardo a questa auto, dividendoli in: perché sì, perché no.

Perché sì:

  • consuma poco, pochissimo. Anche dopo più di 200.000 km faceva tranquillamente 20-22 km con un euro di metano, corrispondenti a 30 km/litro di benzina. 
  • è comoda, morbida e piacevole da guidare. Assorbe le buche della strada senza nessun problema.
  • il blue&me, nonostante sia windows-based, non perde un colpo. Il comando vocale l'ho usato poco, e comunque fatica a funzionare bene. 
  • inquina poco. Niente particolato (bruciando gas non ne fa) e relativamente poca CO2. In compenso è pesante, grazie alla bombola e all'impianto che porta metano a 200 atm, quindi è di solido (e pesante) acciaio. 
  • È comoda anche in cinque a patto di non avere bagagli. Per concerti e simili è comunque ottima. 
  • Si può parcheggiare anche in fondo ai parcheggi interrati, perché il metano è più leggero dell'aria quindi non ristagna in alto con il rischio di scoppiare

Perché no:

  • a benzina beve come una puttana di terza segata. Che quando vai in posti dove il metano non c'è si mangia tutto il guadagno dell'andare a metano
  • L'autonomia a metano è circa di 200 km. E i metanari non sono aperti h24, perché per non so quale legge dellaminchia non si può far metano da soli come in tutto il resto d'europa. Questo implica che devi andare a far metano quando sono aperti, sempre più a lungo ma comunque, niente notte, niente sera, poco sabato e quasi niente domenica. In autostrada poi, sono rarissimi e costano un botto, quindi devi uscire (cosa che mi ha fatto fare l'incidente in Germania all'inizio della sua vita) 
  • È lenta e poco potente. A 130 in autostrada la macchina è molto impiccata (3800 giri) e non ha la minima ripresa. Credo che per accelerare da 100 a 130 km/h ci voglia tipo un minuto. Sei in quinta a 60 km/h, quindi non è che ci si possa aspettare grandi prestazioni. 
  • ha pochissimi scomparti. Manca un posto comodo per i documenti (che aveva per esempio la Punto prima serie) manca un posto per occhiali da sole, portafogli eccetera. Ha solo una tasca dietro il sedile del passeggero, non dietro quella del guidatore (perché???)
  • non ha baule. Ci stanno giusto 2 bagagli a mano ryanair, e poco di più. Scordatevi anche una sola valigia grossa. 


Alla fine la ricomprerei. Vero che i "perché no" sono più dei "perché sì" però se uno ha bisogno di un'auto non troppo grossa (ma neanche troppo piccola) che consumi poco, e ha una discreta rete di metanari vicino è una buona scelta. È sicuramente un'auto vecchiotta (poca tecnologia a bordo) ma funzionale. 

domenica 11 dicembre 2016

Diario di guerra reloaded

Grazie a questa serata ho ripreso in mano il diario del nonno. Da quasi un anno e mezzo la pubblicazione è finita, e la cosa si è un po' addormentata. Siccome penso che meriti di essere riletto una volta ogni tanto, e non posso "spubblicarlo" per poi ripubblicarlo, ho deciso di sfruttare un social network diverso, collegando le pagine del diario originale.
Stavolta è possibile anticipare la lettura: il diario rimane disponibile online integralmente. Suggerisco però di cercare di "stare al passo" con la lettura, senza anticipare troppo le pagine, anche se sarà difficile. 

Per questo ho creato un account twitter dedicato a questa ripubblicazione. Ritwittate pure le pagine del diario, per farle conoscere, per farle leggere, perché il ricordo di chi ha sofferto ed è morto per costruire il nostro benessere non vada perso.

Budapest - le terme

Le terme di Budapest sono tanto numerose e famose da meritare un post apposito. Sfruttate da tempi antichi (fin dai tempi dei Romani, che qui fondarono l'antica Acquincum) sono uno dei principali motivi che mi porta spesso in questa città. Le fonti sono più di 100, io ne ho visitate alcune, durante le mie visite, e queste sono quelle che ho visitato.

Ma prima, qualche considerazione di ordine generale:
  • i bagni costano poco, soprattutto visti gli standard italiani. Quello che costa di più è il Gellert che costa poco più di 5000 fiorini (meno di 20 euro), ma ci sono bagni che costano molto meno. 
  • È molto comoda la cabina, ma se uno è un po' spartano può farsi bastare l'armadietto. La differenza è di meno di due euro. Se si viaggia in coppia, è intelligente prendere una cabina e un armadietto. La cabina è uno spazio riservato dove si lasciano i vestiti e tutti i propri effetti personali. 
  • È indispensabile portarsi il costume da bagno e almeno due salviettoni: uno da tenere mentre si gira tra le piscine e uno per asciugarsi dopo la doccia. In qualche bagno forniscono i teli, ovunque vengono noleggiati, ma non ho idea di come siano perché non l'ho fatto. 
  • È buona cosa portarsi anche le ciabatte da spiaggia per gironzolare tra le piscine.
  • La maggior parte dei bagni è sempre mista ed è obbligatorio il costume. Fa eccezione il bagno Rudas, di cui parlo poi.
  • In generale non è necessaria la cuffia, se non per le piscine dove si nuota
  • Molte terme sono abbastanza labirintiche. Occhio a non perdervi e cercate di esplorarle tutte senza fermarsi alle prime vasche!

Széchenyi Thermal Bath

Sono i più grandi bagni d'Europa, tre piscine esterne (una, gelida, per nuotare) e una infinità interne. Sono in stile neoclassico. Ci sono stato due volte, e ho ancora il dubbio di non aver trovato tutte le piscine. Le piscine esterne, l'inverno, si rivestono di una nebbiolina molto suggestiva

Gellert Thermal Bath

Come le Széchenyi sono bagni in stile neoclassico anche se hanno due sale con due vasche l'una con bellissimi mosaici, una azzurra e una verde. La piscina grande esterna è chiusa l'inverno (damn!), resta aperta solo una piccola vasca sopraelevata. Sono quelle più care e, a mio parere, più inflazionate.Comode da raggiungere con la metro verde (che ferma proprio davanti). A differenza delle altre, qui ho trovato molti italiani (bene o male, decidete voi).

Király Thermal Bath

Terme ottomane molto affascinanti. La piscina principale è sotto una cupola ottagonale, e ai lati ci sono hammam e saune, oltre a quattro vasche con temperature differenti (fino a 42 gradi). Intorno a questa zona c'è una zona più moderna con una Jacuzzi multiposto e una tinozza calda nel cortile interno.

Rudas Thermal Bath

Uniche terme che effettuano un servizio solo maschile il lunedì, mercoledì, giovedì e solo femminile il martedì, misto nel weekend (venerdì, sabato, domenica). Quando non è mista non è obbligatorio il costume, ma nessuno dice nulla se si porta. Molti clienti portano un grembiule, fornito da loro, e qualcuno anche due (uno davanti e uno dietro). Non ho idea di dove si prenda.

Lukacs Baths

Ci siamo andati perché le Velj Bej erano piene di sabato pomeriggio. Somigliano un po' alle Gellert e alle Széchenyi, sono un po' un labirinto, e non è sempre facile orientarsi. Una piscina esterna un po' di piscine varie interne. Nella piscina esterna c'è un divertente torrente che si accende periodicamente.

Note 2023

I costi nel 2023 sono decollati: abbiamo speso 30 euro per le Széchenyi, però ne vale comunque la pena. Tanti bagni ottomani sono in fase di ristrutturazione, che purtroppo toglie loro la maggior parte del fascino (insieme a quella dose di sporco incrostato da secoli), e questo è un vero peccato. Vediamo quando finirà la ristrutturazione delle Király se saranno riusciti a rinnovarle senza togliergli il fascino dell'antico.


mercoledì 9 novembre 2016

Budapest, appunti di viaggio

Qualche appunto di viaggio, qualora qualcun altro volesse gironzolare un po' per Budapest. Ovviamente sono riflessioni altamente personali, e vere adesso (potrebbero non esserlo domani, o tra settordici mesi), e sicuramente non esaustive.


  • La rete dei trasporti pubblici è fantastica. Efficiente, efficace, economica. Copre la maggior parte della città con frequenze spettacolari. In particolare il tram 4/6 c'è ogni 3 minuti, incrocia tutte le metro e ti sposta da una parte all'altra della città. E ci sono i mezzi tutta notte. 
  • Per mangiare, vanno bene un po' tutti i posti. Siamo entrati ad minchiam in un po' di posti e non ci siamo praticamente mai trovati male. Meritano una menzione speciale:
    • For Sale Pub: posto bizzarro, incredibile come non sia ancora andato a fuoco, visto la presenza di una candela per tavolo, della paglia (e delle bucce delle arachidi) in terra e delle pareti tappezzate di fogli, foglietti, messaggi da parte dei clienti, biglietti da visita, biglietti aerei eccetera. Tutta roba assolutamente NON ignifuga. Ottimo cibo, molto abbondante e a prezzi tutto sommato onesti.
    • Rosenstein: a due passi dalla stazione, ristorante ebraico, ma serve comunque piatti non kosher (anche MOLTO non kosher, tipo il maiale). Il posto è molto chic, i camerieri perfetti, nonostante questo si spende relativamente poco. 
    • Mercato coperto: un bordello infinito. Per mangiare, appena entrati (di fronte al For Sale) ci sono le scale che salgono a destra. Tutti i posti che fanno roba tipica da asporto, ma c'è il mondo e praticamente nessun posto comodo per sedersi. Notevoli i Langos. La tentazione è di fargli mettere su il mondo (cosa che ho fatto anche io), ma probabilmente il modo migliore per gustarseli è solo con panna acida e formaggio. 
    • Street food in Deak Ferenk utca. Li abbiamo sempre trovati, ma non so se ci siano sempre. È tipico il gulash nel pane, ma anche una specie di piadina farcita merita. 
  • Da vedere, oltre alle solite cose (parlamento, castello, Chiesa di Mattia, Cattedrale, piazza degli Eroi):
    • Ospedale nella roccia: ci si arriva con il 16, facendosi scaricare davanti alla Chiesa di Mattia Corvino. È un ospedale ricavato nelle grotte naturali sotto il castello, usato durante la seconda guerra mondiale e poi durante la rivolta contro i sovietici nel 1956. Sono state ricostruite le scene con statue di cera. Di primo acchitto sembra una cazzata, invece le cose sono state fatte bene e completano bene la spiegazione della guida (obbligatoria).
    • Per gli appassionati di mezzi di trasporto buffi ci sono una cremagliera (il numero 60), una ferrovia a scartamento ridotto gestita da bambini, e anche una seggiovia. In particolare la ferrovia è bellissima: i bambini fanno tutto tranne i macchinisti e i manutentori. È stata una bellissima scena quando, non sapendo parlare inglese, hanno estratto un libretto con le traduzioni in inglese delle frasi più comuni e ce le hanno fatte leggere. Attenzione agli orari, soprattutto l'inverno
    • Godollo ci si arriva con una mezz'ora di treno dal capolinea della rossa. È uno dei palazzi reali di Sissi, dove ha cresciuto (al riparo dalla suocera) la sua ultima figlia. 
  • Dall'aeroporto si parte con l'autobus (200E) con il biglietto normale. Noi non abbiamo fatto la Budapest Card, ma con il fatto che ti regalano un ingresso alle Lukacs, può essere conveniente. Ci sono i biglietti giornalieri, oppure di tre giorni. Se si è in 5 si paga come in 2, a patto di stare sempre insieme. Ah, e non cercate di fare i portoghesi: in metro controllano sempre, mentre sui tram quasi mai.
  • Le terme sono tanto spettacolari da meritare un post a parte. 

martedì 7 giugno 2016

Armstrong e i mostri.

Sotto questo articolo



compare questo imbarazzante commento


Che integra complottismo, economia creativa e geopolitica internazionale in una unica frase ad effetto...

venerdì 27 maggio 2016

W gli autovelox.

La notizia è questa.

Terzetto di commenti:
Eh?

...noooo... perché...  è ora... di.... finirla....

E per fortuna, ogni tanto, un commento saggio...

giovedì 26 maggio 2016

W il giro!

Che causa lo smog...

Ah, le moschee

Sembra quasi l'ormai tramontato "E i marò?"

lunedì 23 maggio 2016

Grazie al commento ho scoperto che



Se un camionista fa un incidente, è colpa di chi ha commissionato il carico. Perché giustamente, se non ci fosse stata la commissione, non ci sarebbe stato neanche il carico.