mercoledì 12 dicembre 2012

Una vista un po' angosciante

di New York e Washington (ma anche Seattle e San Francisco) senza persone. Senza auto. Senza casino.






Tutto fatto con Photoshop, Premiere e After Effects.

martedì 11 dicembre 2012

Coincidenze circolari

Mi piace quando capita che incontro una persona che conosco direttamente ma la incontro per un giro buffo.

Nella fattispecie, domenica ho incontrato una commentatrice del blog di Attivissimo, con la quale avevamo avuto simpatici scambi di messaggi a causa del simpaticissimo personaggio noto come "Accademia dei Pedanti".

Però non è che ci siamo sentiti, organizzati e visti per questa nostra conoscenza, ma per un altro giro.

Sto cominciando il progetto di pubblicazione del diario e ne ho parlato a un po' di amici, tra cui una ex compagna di appartamento. La quale ne ha parlato con l'attuale compagna di appartamento.
Questa conosce Simone Cristicchi, che sta portando in un po' di teatri uno spettacolo sui soldati romani in Russia (quello di cui parlavo ieri).
Quindi organizziamo di andarci, scampo per pochi minuti un disastroso incidente sulla ex statale 510 (proprio dove non c'è una strada "di backup"), recupero loro e andiamo a Milano.
Qui, nello staff che accompagna Cristicchi avviene l'incontro divertente!

Quindi il giro completo è Io -> Betta -> Loretta -> Simone Cristicchi -> Lohana -> Attivissimo -> Io.

Spettacolo!

Diario, -5

Mancano cinque giorni all'inizio dell'esperienza di www.diariodiguerra.it

Ho cominciato a fare un po' di "pubblicità", contattare un po' di giornali locali, avvertire i gruppi alpini locali, provinciali e nazionali.

Qualcuno ha già risposto, non ho ancora idea se la cosa potrà avere seguiti diversi, comunque vedremo.

Ho aspettato così tanto a cominciare a far girare la voce perché per adesso il blog è desolantemente vuoto, ci sono due o tre cose mie, sto aspettando ancora una inquadratura storica che ho chiesto a un amico che studia storia, ma di "ciccia" non ce ne è.

Arrivando con la promozione a cominciare tra un paio di settimane, la cosa comincerà ad assumere una forma più concreta, cominceranno a esserci le prime frasi, e quindi anche chi ci capiterà sopra per la prima volta troverà un posto vivo e non una cosa che deve ancora partire.
Anche perché recuperare la lettura di qualche giorno è sempre possibile...

lunedì 10 dicembre 2012

Cristicchi, i soldati, la guerra

Per una serie di circostanze bizzarre domenica sono finito a Milano in un circolo Arci a vedere uno spettacolo teatrale di Cristicchi. Sì, quello che voleva cantare come Biagio Antonacci.

Non avevo cercato grandi informazioni in merito: il tema mi interessa (visto il progetto che sto portando avanti), e qualunque cosa fatta dal vivo mi affascina.

Insomma, il circolo Arci era un posto un po' bizzarro con un po' di gente strana (noi compresi), il teatro era piccolo, ma accogliente, e la piadina con la birra per cena era buona.

Lo spettacolo ha lasciato a bocca aperta (e con le lacrime agli occhi).
Un'ora e venti, inchiodati alle sedie senza quasi respirare, una cosa quasi incredibile.
Il testo è complicato, intenso, faticoso. Simone Cristicchi, che io conoscevo come cantante, è un attore di primo livello, e può tranquillamente essere messo a fianco di Marco Paolini.
Ha la capacità, senza utilizzare nessun tipo di scenografia (e in questa occasione, anche senza costumi di scena) di portarti come in un film a vivere le situazioni tremende della disgraziata campagna di Russia, a fianco dei fanti della divisione Torino, peggio armati e peggio preparati all'inverno russo delle truppe alpine.

Se avete occasione di andare a vederlo, andateci. Spero che, visti i risultati di pubblico e critica del suo omologo Paolini un lavoro così possa avere una risonanza maggiore, facendo conoscere un lato nascosto della personalità di un artista che non è solo cantante, ma anche attore di prim'ordine.

lunedì 3 dicembre 2012

Grazie

Grazie a tutti per gli auguri.
Ai 16 amici che ieri sera hanno passato una bella serata insieme. Anche a quello che ha voluto visitare il pronto soccorso di Edolo, e ai due che ce l'hanno portato.
A mia sorella, e a mio cognato, e anche a tutti quelli che hanno dato una mano per organizzare, ovvero praticamente tutti quelli che c'erano...

Ai 6 amici che anche oggi, insieme alla mia famiglia, hanno festeggiato con me.

Alla mia famiglia, che ha ospitato i 6 amici, nonostante il preavviso ridicolo.

Ai miei nonni, che pur nella fatica di oltre centosettanta anni in due, sono sempre un punto di riferimento.

Ai 57 amici che mi hanno fatto gli auguri su Facebook. E anche ai tre o quattro che, pur amici, non ho mai visto di persona.

Agli amici di md80.it, che tutti gli anni si ricordano dei compleanni di tutti.

A Nital, ilmangione.it, e EPrice, che mi fanno gli auguri, e qualcuno mi fa pure il 5% di sconto per 5 giorni...

Ai 12 che mi hanno fatto gli auguri via sms.

All'unico che mi ha fatto gli auguri via telefono, facendomi ricordare quando si stava al telefono tutta la giornata, ché non c'era altro modo...

A chi si ricorda di me una volta l'anno, e a chi mi sopporta e mi supporta ogni santo giorno.


Aggiornamento.

Grazie anche ai ritardatari. Vi sono vicino. Anzi, capiterà anche a me...

mercoledì 21 novembre 2012

Diario di guerra

Come preannunciato qui, è il momento di "svelare" il progetto che mi frulla in testa da un po'.

Ho la fortuna di avere una testimonianza diretta, da parte di mio nonno Martino, di due periodi della seconda guerra mondiale, e voglio condividerli con tutti.

La forma originale è quella del diario, e verrà pubblicato giorno per giorno, a settanta anni esatti dalla scrittura.

Per maggiori dettagli vi rimando alla presentazione "ufficiale" del "progetto".

Siccome il tutto partirà tra circa un mese, da qua ad allora pubblicherò un po' di articoli per raccontare chi era Martino, come il mondo è arrivato a quel punto, come è arrivato lì Martino (e con lui la 53esima compagnia "Felina"), e sulla organizzazione e l'equipaggiamento dell'esercito italiano in Russia.

martedì 13 novembre 2012

L'inglese è una lingua strana

Avete mai pensato che luna si dice moon, ma lunare si dice lunar?

Grazie

Beh, forse è un post un po' melenso, ma chissenefrega.

Sto facendo l'ordine delle stampe da appendere alla parete di perline che ho dietro la testata del mio letto, e che da qualche anno a questa parte ospitano un po' di foto mie.
Ogni tanto, anche grazie al fatto che la colla che uso per attaccarle ha dei cedimenti strutturali, le stacco tutte, e ne sostituisco un po'.

Per far le stampe nuove ho quindi rifatto passare tutte le mie foto dell'ultimo anno, e sono veramente tante, ma tante, le cose belle di questo ultimo anno.
Dalle oltre 20 ore di volo come PIC, con i due voli sulla valle, ai tanti posti che ho visitato, da Dublino a Budapest, da Praga a Washington, da Milano a Philadelphia, dalle cascate del Niagara a Krk, dalla Forst di Lagundo ad Outback di New York, tra la 23esima e la sesta.

E le tante persone che mi hanno accompagnato in questi viaggi, chi spesso, chi una volta sola, che si sono fidate di me come organizzatore, oppure alle quali mi sono affidato io.

Insomma, grazie a tutti, per questo ultimo annetto.
Spero che l'anno prossimo sia almeno come questo, anche se sinceramente spero di completare quello che quest'anno è mancato, ma che grazie a tutti questi compagni di viaggio, non ha pesato quanto avrebbe potuto.

Grazie. Davvero.

lunedì 12 novembre 2012

Non sono morto

... sto lavorando a un progetto, del quale ho già parlato con un po' di gente, e che partirà a breve.
Sarà un altro blog, ma che parlerà, diciamo, da lontano. Nello spazio, ma anche nel tempo.

Sarà un percorso lungo qualche mese, che spero potrà avvincere la maggior parte delle persone.
Sarà un esperimento letterario, che per un ingegnere come me sembrerà impossibile.
Credo che nessuno abbia mai fatto una cosa del genere. Non che io sappia, of course...

Avrò anche bisogno dell'aiuto di qualche persona, che potrà essermi di aiuto dove io manco, per esempio in storia contemporanea e magari anche qualcuno in tecnica militare.

So per certo che qualcuno sarà molto felice di questo lavoro.

Per me sarà una bella avventura, spero che sarà avvincente per molti, e che molti possano seguirmi nel racconto di questa storia...

lunedì 29 ottobre 2012

Failure!

Ops.

Il referendum che avrebbe dovuto sancire l'unione dei comuni di Ponte di Legno e Temù è fallito.

O meglio ha vinto il no, solo a Temù, ma la regione ha promesso che rispetterà la decisione dei cittadini.

Nel senso, potrebbe anche sbattersene, visto che comunque sul globale ha vinto il sì, e che il referendum era solo consultivo, ma dubito che la regione abbia ora la forza di opporsi alla volontà popolare, anche perché l'affluenza alle urne è stata comunque abbondante, segno che la consultazione era sentita.

Alla fine sono contento. Perché una fusione così, fatta senza un progetto serio, ragionato, stilato da qualcuno competente, con troppe insinuazioni sugli scopi reali, non mi sembrava un buon modo di partire.

Questo no apre possibilità che secondo me vanno colte. La possibilità di un comune unico dell'alta valle, sul modello di Valfurva, studiato e ragionato a modo, spiegato come va spiegato alla popolazione, con qualche meccanismo di ripianamento del debito che non gravi su tutti, ma solo su chi il debito l'ha fatto, è una opportunità che non va sprecata.
Perché, prima o poi, piaccia o meno, sarà inserito l'obbligo di unione. E a quel punto non ci sarà nulla da fare, e la decisione sarà calata dall'alto senza possibilità né di trattare né di spiegare nulla a nessuno.

Quindi cogliamo questo no come opportunità per pensare a qualcosa di più grande dell'unione Ponte-Temù.

mercoledì 24 ottobre 2012

Android e "programmazione"

Ho preso (e sto scrivendo) il Samsung Note. Non sto a descrivere funzionalità e caratteristiche (si trovano miriadi di recensioni in rete), ma vorrei chiedere se esiste una cosa che mi semplificherebbe la vita non poco.

Quello di cui ho bisogno è una app che permetta di modificare lo stato del telefono (attivazione/disattivazione di bluetooth, wifi,suoneria, connessione 3g) a valle di un evento, dal semplice orario, al join di un dispositivo bluetooth o il collegamento a un wifi.

Questo mi permetterebbe per esempio, di disattivare il wifi in macchina, di spegnere la suoneria in ufficio,ma di averla alta in pausa (quando non sono legato al wifi dell'ufficio) oppure di non essere disturbato in caso si chiamata notturna se mi sono dimenticato di silenziare il telefono.

Mi sembra impossibile che questa cosa non sia stata ancora fatta, ho provato a chiedere a san Google ma non mi ha ancora risposto...

venerdì 5 ottobre 2012

Conto economico USA 2012

Per completare il giro degli interventi sulla preparazione (e la realizzazione) del viaggio negli Stati Uniti, manca la parte economica.

Ovvero, tutto sto giochino quanto è costato?

Abbiamo speso poco meno di 1800 euro a testa, più o meno così distinti:
- 660 euro di volo
- 450 euro di alberghi (meno la notte a Niagara, presa con i punti del Best Western)
- 70 euro di viaggi (in pullman)
- 620 euro di contanti e carta, che comprendono tutto il vitto, i trasporti pubblici, l'auto e la benza a Niagara Falls, ingressi vari, alcuni extra personali (pagati in contanti), alcuni regalini e minchiatine varie.

Diciamo che l'unica spesa effettivamente comprimibile era quella del volo. Per cause varie abbiamo prenotato con un po' di ritardo e si potevano limare circa 150-200 euro.
Si poteva forse comprimere anche la spesa degli alberghi, prenotando con un po' più di anticipo-studiando meglio i vari programmi fedeltà. Comunque per me non è negoziabile l'hotel almeno 3 stelle e assolutamente niente ostelli. Adattandosi un po' forse si riesce a pagare un po' meno.

Per il resto, sicuramente si risparmia vivendo di Mac Donald's - Sbarro - Burger king. Ma ci si perde molto, evitando i vari Chilli's, Outback, e Bubba Gump Shrimp & co. Vale proprio la pena.

Comunque sono contento di avere visitato questi posti, di avere visto lo Shuttle, il modulo lunare, il 9/11 memorial, la sala dove è stata firmata la Costituzione e la dichiarazione d'indipendenza, la reflecting pool, e tutte le altre robe che abbiamo visto.
E anche viaggiare tante ore sui pullman da l'opportunità di vivere e di vedere una america diversa dal casino di New York.



Il giappone come non lo avete mai sentito raccontare

da uno che in Giappone ci ha vissuto.
E da uno che all'estero ci ha già vissuto e lavorato, quindi ha l'occhio critico di chi ha già vissuto il percorso dell'integrazione, dello studio di lingue e usi diversi dai propri.

Mattia Butta, coetaneo, ricercatore, ha vissuto per due anni in Giappone facendo il ricercatore all'università di Fukuoka.

Dopo aver raccontato perché " i cechi non osano sedersi sui tram", ora ha trovato "101 motivi per non vivere in Giappone".

Il primo (come la prima dose dello spacciatore) è gratis, il secondo quasi. Ma vale più dei soldi che costa.
Leggetelo, vi aprirà una prospettiva nuova su un paese che è molto, ma molto, ma molto idealizzato. Dopo aver letto il libro di Mattia, guarderete i manga in maniera diversa.

martedì 18 settembre 2012

9/11 memorial

La visita al memorial degli attentati alle torri gemelle era una delle tappe obbligate della visita a New York.
Non ho avuto la fortuna di vedere le torri gemelle prima degli attentati che le hanno distrutte, ma sono stato a New York ad agosto 2002, quando ancora molti dei palazzi intorno portavano i segni del crollo, e tutta downtown era ancora ricoperta, soprattutto nei vicoli meno frequentati e ai piedi dei ponteggi innalzati, di uno strato di qualche centimetro di polvere.
Da allora ho sempre seguito le vicende di Ground Zero, delle discussioni su come ricostruire e su come ricordare chi in quel posto è morto.

Sono poi stato a New York a dicembre 2008, ma la costruzione era giusto agli inizi, e cominciava giusto ad abbozzarsi la base della torre uno, e poi a settembre 2010, con la torre uno già intorno al 30esimo piano, e la base della torre quattro in fase di inizio. Avevamo anche visitato il museo temporaneo dedicato agli attentati, in uno degli edifici ai lati di quella che era la WTC Plaza, e la cosa era stata molto toccante. Vedere da vicino uno spezzone di fusoliera, un portafogli, una cartina di New York e un biglietto del PATH tale e quale a quello che avevo in tasca è stato un momento da groppo in gola.

Quest'anno le novità erano tre, due delle quali raggiunte di corsa entro il decimo anniversario: la torre uno è praticamente completa come struttura (manca l'antenna e gli ultimi piani del rivestimento), la torre quattro, che praticamente è finita, e il memorial.

Questo è pensato come un gigantesco spazio vuoto, con delle piante di quercia a riempire lo spazio lasciato libero tra due gigantesche cascate, piazzate esattamente nel punto dove appoggiavano le torri. Sul bordo delle cascate sono incisi in grandi placche di bronzo i nomi dei morti nell'attentato.

È un modo semplice e geniale per mostrare a chi non le ha viste quanto grandi erano le torri. Nessuna foto che ho fatto riesce a rendere le dimensioni della cosa. Per quanto si possa intuire, l'effetto finale è veramente potente. Quando poi ho letto tra le vittime alcuni nomi che ricordavo come accusati da alcuni complottisti di partecipazione alla cospirazione la gola si è stretta e la commozione è stata forte.

Per adesso l'ingresso è contingentato a un numero limitato (ma ampio sufficientemente da trovare posto anche prenotando via Internet per il giorno dopo) visto il cantiere circostante (sono ancora da cominciare le torri due e tre, e in fase di completamento il museo e il transportation hub). Ma nel progetto questo posto sarà di libero accesso e potrà essere usato per attraversare la piazza.

Quello che mi dispiace di più è non avere una fotografia che rende dimensioni ed effetto delle cascate.
Ma temo che questo effetto non possa stare nel 20x30 di una fotografia...











giovedì 30 agosto 2012

La domanda

È qualche tempo che vedo un sacco di giovani (amici e conoscenti) in difficoltà.
Il lavoro effettivamente manca, si fa fatica a trovare un posto e quando lo trovi è spesso faticoso se non impossibile mantenerlo.
Vedo anche un po' di giovani più giovani alle prese con la scelta di cosa fare dopo la maturità, e in alcuni casi anche dopo la laurea.

Il problema è che secondo me, la domanda "voglio fare l'università", seguita da "che università voglio fare", oppure "faccio questo lavoro o quello là" oppure "come faccio a trovare lavoro" è fondamentalmente la domanda sbagliata.

La domanda a cui dare risposta non è cosa voglio essere l'anno prossimo o fra 5 anni, ma
Cosa voglio fare da grande

ovvero cosa voglio fare tra 10, 15 anni. E, almeno inizialmente, non bisognerebbe porsi manco troppi limiti.
Questa secondo me è LA DOMANDA.
Vuoi fare l'astronauta? Legittimo, anche se dubito che Buzz Aldrin o Paolo Nespoli pensassero ciò a 18 anni¹, ma perché porsi limiti, a 18 anni²?

Data la risposta alLA DOMANDA, tutto il resto è un dettaglio. Posso riuscire, posso non riuscire, posso cambiare la risposta alLA DOMANDA nel corso del tempo, la risposta alLA DOMANDA può essere vaga e venir raffinata nel tempo.

Ecco. Io ho avuto una fortuna, gigante.
La risposta alLA DOMANDA l'avevo a 10 anni. Volevo lavorare con il computer.
Tutte le mie scelte da allora sono state semplici, alla fine dei dettagli.
Difficili e cruciali, che hanno indirizzato la mia vita e le mie conoscenze (non avessi fatto lo stage in Assyrus forse non starei usando così tanto Linux e non avrei conosciuto molte persone che "popolano" la mia vita oggi), negli anni il "lavorare con i computer" è diventato "programmare videogiochi", poi "fare il sysadmin" e poi mi ha portato ad essere responsabile del CED della ditta dove lavoro.

Credo che questa sia davvero una grande fortuna, ma comunque scegliere scuola, lavoro, città, senza avere una risposta alLA DOMANDA, sia molto più difficile.

Il primo passo per fare le scelte di vita è rispondere alLA DOMANDA, e poi tutto sarà più facile. Non dico facile e basta, ma di sicuro meno complicato e meno difficile.









¹quando Aldrin aveva 18 anni esistevano solo gli aeroplani a elica...

²chiaro che alcuni limiti bisogna porseli. Non è che io a 18 anni e 120 kg posso decidere che voglio fare il ginnasta o il maratoneta...

sabato 25 agosto 2012

Hotel per l'america

Oggi ultima tornata di prenotazioni, meglio tardi che mai.
Si è prenotato gli alberghi di Niagara Falls, Philadelphia e Washington, l'assicurazione medica, e il parcheggio a Malpensa.
È stata un po' una faticaccia, soprattutto per Washington. I prezzi in centro sono abissali, la media è 250 euro a notte, e alla fine abbiamo scelto un hotel non troppo distante dal pentagono.

Comunque ora abbiamo quasi finito. Sto cercando di capire se ci sono problemi per noleggiare una macchina a Buffalo e andare fino in Canada, a Niagara Falls, ma non ci stiamo capendo con il servizio di prenotazione.
Penso che ora dovremmo essere giunti al punto. In teoria non ci sono problemi, ma non vorrei prenotare una roba che poi non possiamo usare...

domenica 19 agosto 2012

Back online!

E rieccoci.
Dopo circa una settimana (più abbondante che scarsa) ritorno alla vita online di sempre.

Ci vuole un bilancio di questa esperienza.
Sono abbastanza preso dai social network, e da Internet in generale. Ci passo molto tempo, leggo un sacco di cose, mi confronto su alcuni temi, anche scottanti (due su tutti il dibattito sul nucleare e sugli animali usati per la sperimentazione medica), mi piace condividere riflessioni, pensieri ed esperienze. Mi piace sapere che c'è qualcuno che ha piacere nel leggere le mie riflessioni, anche se probabilmente dovrei essere più regolare nel condividerle.
Alcune persone che conosco pensano che io sia una sorta di "drogato del web", e che non ne potrei fare a meno.
Ecco, questi dieci giorni dimostrano che davvero posso farne a meno, ma siccome mi piace continuerò a leggere, condividere, confrontarmi.
E non è che non ne avessi le possibilità. Molti bar di Krk hanno il free wifi, in appartamento si prendeva una wifi libera.
Non ho avuto una crisi di astinenza, non ho dovuto "resistere alla tentazione" di pigliare il wifi e fare un checkin su foursquare. La cosa è venuta molto naturale.

E in questi giorni sto recuperando la lettura di un po' di cose che ho abbandonato. Quasi 200 post del gruppo "Grazie al turista ho scoperto che...", 70 articoli più o meno lunghi dei blog che seguo, circa 200 mail (la maggior parte inutili). Devo riprendere la lettura della pagina "Persone evolute a favore di Green Hill Montichiari" e rispondere a un paio di messaggi su Facebook che, a dire il vero, ho abbandonato non risposti prima di partire.
Un po' mi dispiace, comunque di quello che ho perso. Perché la produzione di materiale scritto, fotografico e video sul web è tale che si fa fatica a starci dietro "live", figuriamoci dopo una pausa di dieci giorni.
Ma no problem. Le cose davvero meritevoli tendono a ritornare, e se qualcosa meritevole cascherà nel dimenticatoio, sarà perché coperta da altre cose più meritevoli (o forse banalmente più fortunate)

venerdì 10 agosto 2012

Stacco!

Dopo due settimane di fuoco, un weekend delirante e due giorni in giro per la provincia a spostare e installare server, è giunto il momento di staccare. Basta computer, basta facebook, social network, foursquare.
Basta checkin, non saprete dove sono, voglio vedere il mio contapunti di foursquare a zero.
Sono in ferie in Croazia per qualche giorno, poi rientro e facciamo un paio di giorni a Budapest.
Questo è quanto!
Baci al popolo!

lunedì 6 agosto 2012

Olimpiadi, Paraolimpiadi e Pistorius

Bello, Pistorius alle Olimpiadi senza sconti. Comprensibile la sua voglia di correre, chiaro che le protesi non gli danno vantaggio (o se gliene danno non è eccessivo), altrimenti sarebbe in finale.
Ma mi va di rilanciare una proposta.
Un mese di giochi, olimpici e paraolimpici insieme.
Sarebbe una vera festa dello sport, anche se forse un vero delirio dal punto di vista organizzativo.
Sia Olimpiadi che Paraolimpiadi sono strutturate su circa 2 settimane di gare. Diluiamo tutto in una settimana in più, e facciamo tutto insieme. In pedana sia la scherma che la scherma in carrozzina. Sia il calcio che il calcio a 5 per ciechi.
Il fatto che siano separati ma non troppo, toglie visibilità all'evento paraolimpico: dopo 15 giorni di delirio di sport, la televisione riprende il suo ritmo normale, i telecronisti e giornalisti in gamba vanno in ferie. Non c'è voglia e tempo di seguire i giochi, e le notizie di gare e medaglie vanno in secondo piano, anche se meriterebbero il titolo di apertura di giornali e telegiornali.
Sarebbe bello davvero sfruttare l'hype dei giochi olimpici per far conoscere anche questi sport, questa gente che davvero ha le palle quadre, e che magari senza gambe o senza vedere riesce a fare cose che io manco da sano (guardate qui.

venerdì 3 agosto 2012

Napolitano e lo sport

Nota: so che questo commento è qualche giorno in ritardo...

Bello bello, Napolitano che va a trovare gli azzurri olimpici. Vero, importante la manifestazione di stima e vicinanza da parte delle istituzioni dello Stato, ma mi piacerebbe vedere qualche carica dello stato anche in altre manifestazioni. Magari dove non c'è la Rai e neanche Mediaset.
Magari a un campionato italiano o europeo di scherma, a una gara nazionale di canoa o di canottaggio, alle gare di tiro, o ai campionati italiani di nuoto. Magari anche a qualche gara giovanile. Ecco, se fosse così, forse gli atleti si sentirebbero davvero orgogliosi di essere italiani, e sentirebbero davvero la vicinanza delle istituzioni.
E magari anche sport dove eccelliamo da vent'anni (uno su tutti la scherma) avrebbe la sua notizia, il suo spazio in prima pagina.