martedì 31 agosto 2010

Libro di astronomia

Oggi sono andato a fare un giro in centro. Dovevo prendere la Lonely Planet di New York, e così sono andato alla Feltrinelli in centro. Trovata la guida, ho girolato un po' per la libreria e ho visto un libro sulla fotografia astronomica del sistema solare.
Ok, che fare un libro impegna molto tempo.
Ok, che la tecnologia ha fatto passi da gigante.
Ma un libro di fotografia astronomica che non preveda da nessuna parte un riferimento alla fotografia digitale.
Scandaloso!

lunedì 30 agosto 2010

Microrotonda

Mi chiedo quale sia il vantaggio di sostituire questo incrocio con una rotonda di un paio di metri di diametro.
Nessuna opera di adattamento all'esterno. In pratica è stato scambiato il senso normale delle precedenze: se uno ti arriva di fronte e gira a sinistra gli devi la precedenza.
E vista la propensione italica per l'utilizzo delle frecce, il rischio è assicurato, senza il minimo vantaggio per il traffico.
Odio.

Incidenti

Ogni settimana si sente di incidenti in moto piuttosto che in auto. Ogni lunedì i telegiornali ci propinano la tragica contabilità dei morti, dei feriti più o meno gravi, e degli incidenti. Però sentiamo la cosa lontana, lontanissima, ormai assuefatti da questi numeri allucinanti. Quando però l'incidente bussa a casa nostra, quando il morto o il ferito perde l'accezione di numero, e diventa un volto, un nome, una persona, allora, e solo allora, sentiamo il peso di tutti i morti sulle strade.
E allora mi viene una riflessione. A quale scopo vendere (o meglio immatricolare per l'uso stradale) una moto che va da 0 a 100 in 3 secondi? Oppure 0-200 in 9? E che faccia i 280 km/h?
E di contro, a quale scopo vendere un'auto che faccia 0-100 in 4.1 secondi? O che raggiunga i 350 km/h?
Non sarebbe meglio relegare in pista questi bolidi? Sarebbe forse meno divertente girare in strada, ma ci sarebbe sicuramente qualche morto in meno.

p.s. a scanso di equivoci, non ho mai guidato una moto, e la mia auto fa i 150 km/h come velocità massima. E ci vogliono quasi 15 secondi per arrivare a 100 km/h e 20 per arrivare a 130.

giovedì 5 agosto 2010

Calendario per l'osservazione delle Perseidi

... altrimenti dette lacrime di San Lorenzo.
Tempo permettendo (almeno non deve piovere, si tenta lo stesso) questo è il mio personale calendario per le osservazioni delle stelle cadenti.
Visto che le perseidi sbucano da Nord-Est (circa), il posto scelto è il pianacc, nel suo punto più alto, dove, guardando a Nord Est si prende tutta la Val Grande di infilata. L'alternativa potrebbe essere il Plas de l'asen, andando un po' a piedi verso il passo di don Bastone, oppure al passo Gavia, magari camminando un po' verso Nord-ovest, ma a memoria la vista è molto libera verso Nord Est. Scartati gli ovvii Plazza e Aviolo per l'inquinamento luminoso proveniente dal paese. I preferiti sono il Pianacc e il Gavia, visto anche che ci si può arrivare in auto, e l'attrezzatura non pesa poco...

Quindi il calendario:
  • venerdì 6 agosto: primo sopralluogo al pianacc e qualche fotografia di prova. Test dell'attrezzatura e prime fotografie a lunga esposizione di alcune costellazioni.
  • mercoledì 11 agosto: altro sopralluogo, magari al Gavia, e raffinamento della tecnica di inseguimento e scatto.
  • giovedì 12 agosto: dovrebbe essere il clou delle osservazioni. Si parla di 100-120 meteore l'ora, quindi con un paio di meteore al minuto, tra le 23.30 del 12 agosto e le 2 del 13. Lo sciame comunque inizia verso i primi di agosto e si protrarrà fino al 20. La luna tramonta presto, quindi non darà fastidio, mentre sorgerà Giove in tarda nottata (intorno alle 2 e si potrà vedere bene, anche con il mio piccolo telescopio).
  • venerdì 13 agosto: si replica. Ancora qualche meteora, osservazione di costellazioni, magari qualche galassia facile, qualche ammasso, e poi in tarda notte, di Giove.
Questo è quanto.

Se qualcuno vuol farmi compagnia è ben accetto. Per le stelle cadenti non servono grandi strumenti, basta portare i propri occhi.

(post aggiornato con i Link che voleva il Gelma...)

mercoledì 21 luglio 2010

Visita Medica

Il primo passo serio (che peraltro può portare a esclusione dal gioco, quindi serissimo) è la visita medica presso uno degli istituti medico-legali dell'aeronautica.
Sono due, uno a Milano e uno a Roma, e tutti i piloti, ma proprio tutti, una volta ogni 1-2 anni devono andare a farsi visitare.
La prenotazione l'ha fatta direttamente l'aeroclub, unica noia è che ha segnalato che sono nato a Odolo, e non a Edolo. Nulla che mi dia più noia di un cambio di codice fiscale.
Cercando qua e la in internet scopro che si parcheggia lungo la strada, qual è l'uscita giusta (ma me l'aveva già detto Google Maps), e che nessuno di md80.it sarà lì quella mattina.
Temendo il traffico in tangenziale Est, parto per tempo. Alle 7 sono ad Agrate, e temo di essere stato troppo prudente. Un casso, per arrivare a CAMM mi ci vuole quasi 40 minuti, quindi arrivo per 7.45 all'istituto. Entro e subito vengo identificato con carta d'identità e spedito al piano superiore, dove aspetto l'apertura degli sportelli. Fanno simpaticamente saltare la fila ai militari, accampando problemi tecnici, ma in realtà sono 2 o 3, quindi non è un problema.
Mi fanno compilare un modulo anche con i dati dell'aeroclub, che non ho, ma che compilo ringraziando Android e la connessione a 2€/settimana.
Poi ci spediscono a fare tutti gli esami necessari. Temevo un po' per la vista, non è che sia proprio al 1000 per 1000, soprattutto all'occhio destro.
Quindi si comincia: analisi del sangue (tutti i parametri sanguigni, scopro di avere ematocrito a 48, quasi da doping, tossicologico e colesteroli vari), analisi delle urine.
Poi dall'alto verso il basso si parte con gli esami, che sono i seguenti:
  • elettrocardiogramma a riposo
  • spirometria
  • analisi psicologica e di anamnesi generale
  • audiometria
  • visita dall'otorino
  • oculistica
nulla di particolare a parte l'audiometria (suoni prima dall'orecchio destro poi dall'orecchio sinistro in tono puro da frequenze bassissime a frequenze alte), la visita dall'otorino che oltre a guardarmi nelle orecchie, mi ha fatto marciare sul posto ad occhi chiusi, cercando di non spostarmi, ma è un casino, e un altro esame con un paio di occhiali sballosi, guarda su centro, giù, centro, ecc.
Gli oculisti, vista la lasik hanno voluto la fattura (che ne attestasse la data) e l'ultima ricetta. Io non avevo nulla di tutto ciò, un po' stupidamente, ma non avevo detto nulla in aeroclub. Per fortuna hanno accettato il tutto via fax e quindi sono riuscito a non ritornare.

Durante tutte le visite sono stato accompagnato da un ragazzo di Sondrio che stava anche lui conseguendo la seconda classe, per diventare pilota di elicotteri. Si è abbastanza chiacchierato discutendo spesso le differenze di volo tra aeromobili ad ala fissa e aeromobili ad ala rotante. Le visite sono finite alle 10.30, a parte l'appendice dell'oculistica che aspettava il fax, e i risultati ce li hanno consegnati alle due. Quindi abbiamo avuto tanto tempo per chiaccherare...
Comunque alla fine abili e arruolati tutti e due, e via verso le prime lezioni, teoriche e di volo...

sabato 3 luglio 2010

Iscrizione!

Dopo il volo di qualche settimana fa, ho fatto l'iscrizione al corso PPL.
Stamattina sono andato all'aeroclub, per formalizzare l'iscrizione, prenotare la visita presso l'IML, e pagare la prima rata.
Il costo totale, compreso di un anno di iscrizione all'aeroclub, 110 ore di corso teorico, 45 ore di volo pratico (di cui 10 in solitaria), tutto il materiale didattico necessario è di 11500 euro.
Per adesso ho pagato il 30%, in attesa della visita, che sostanzialmente confermerà la mia iscrizione. Il corso comincia a settembre esattamente quando io sarò in America, ma non ci saranno problemi.
Mi hanno già anche consegnato un po' di materiale, che mi servirà per il corso. Sono 7 volumi della Oxford Aviation Training, in inglese. I titoli dei volumi sono:
  1. Air Law
  2. Human performance
  3. Navigation
  4. Meteorology
  5. Principles of Flight
  6. Aeroplanes
  7. Radiotelephony
Non credo dovrò studiarli tutti per filo e per segno. Per fortuna non ho troppa difficoltà con l'inglese, perché se no sarebbe un dramma.
Inoltre nella borsa ci sono
  • Un regolo calcolatore con le miglia nautiche, statutarie e i km per le carte 1:500.000, o 1:250.000
  • un goniometro per calcolare gli heading sulle carte
  • un "computer" di volo, computer tra virgolette perché è computer nel senso di regolo calcolatore. sono una serie di cerchi che girano, e una parte che scorre in una guida. Ovviamente non ho la più pallida idea di come usarlo, e anche le sigle che ci sono scritte sono per lo più sconosciute.
  • Un cd rom (per windows, groan) per la preparazione dell'esame
  • un Pilots Flying Logbook, che sarebbe il diario dei voli fatti
  • una cartellina porta-fogli
Poi mi hanno fatto la tessera dell'aeroclub, per entrare all'aeroporto e la tessera per parcheggiare nell'aeroclub.

Nei prossimi giorni andrò a Milano per la visita, che è all'aeroporto di Linate. Ne approfitterò per una spottata pomeridiana. Prenderò tutto il giorno di ferie, e metterò insieme la visita, il pomeriggio di spotting, e magari anche un giro con i kart a Rozzano con annessa cena con Nadia.

p.s. ho deciso di tenere il diario di tutti i passi che farò fino all'ottenimento della Licenza di Pilota Privato. Magari stringato, magari rapido, in dipendenza dal tempo e dalla voglia, ma penso che terrò aggiornato questo spazio ad ogni lezione sia teorica che pratica.

venerdì 4 giugno 2010

Volo di ambientamento

È da un po' che mi frulla in testa la voglia di provare a pilotare un piccolo aereo da turismo. Dopo ore e ore di simulazione e di letture di aeronautica (accident report compresi), ho deciso di provare a vedere com'è il mondo da un piccolo monomotore a elica.
Visto che abito a pochi km da un aeroporto, che è dotato di aeroclub, e anche di una aeroscuola, ho provato a contattarli via mail, quasi per scherzo, pensando che mai mi avrebbero risposto.
Invece dopo pochissimo, la segretaria dell'aeroclub mi risponde alla mail, e con qualche scambio di mail fissiamo un volo di ambientamento, ovvero un primo assaggio di cosa è il volo con aerei da turismo.
Il 3 giugno quindi è il mio battesimo dell'aria. Mi incontro all'aeroclub con il direttore della scuola di volo, e, dopo aver scambiato quattro chiacchere, nonostante il tempo non sia dei migliori (c'è un temporale in corso sul lago, quindi niente giro sul lago) decidiamo di fare un paio di giri di campo per vedere un po' com'è la storia.
Passati i controlli di sicurezza (in aerostazione, come passeggeri qualunque), siamo andati all'hangar dell'aeroclub, dove abbiamo preso in consegna l'aereo (un piper PA28 - marche I-SIVI).
Quindi controllato livello di carburante nei due serbatoi alari e livello dell'olio (tutti i voli, mica ogni 10000km come si fa con l'auto), siamo saliti in cabina.
È MICROSCOPICA! Sarà che io sono un toro, sarà che anche il pilota non era uno smilzo, ma non ci si stava!
Gli strumenti (come è logico) sono tutti per il sedile di sinistra, io dal sedile di destra li guardo un po' di traverso, due pedaliere, due volantini.
Si esegue la checklist pre-accensione (accendi l'interruttore qua, premi il pulsante là, controlla che le superfici alari rispondano ai comandi ecc.) poi, di concerto con il ragazzo a terra, girare i magneti (con la chiave) e accensione.
Accesi i motori si contatta la torre di controllo, che dopo i contatti di rito, ci assegna un appellativo (che non ricordo) e ci chiede le nostre intenzioni, invitandoci poi a ricontattarla quando pronti al rullaggio.
Finita la checklist pre-rullaggio e contattata la torre (che ci dice le condizioni del vento, e la pista in uso, la 14) togliamo il freno di parcheggio, e via in rullaggio. Arrivati al punto di ingresso in pista, si ricontatta la torre, che ci ripete le condizioni meteo, e ci informa che siamo autorizzati a fare quanto detto prima e che siamo l'unico traffico in campo. Quindi ci si porta in testata pista, checklist pre-decollo e via. Freni giù, motori al massimo e poi via.
L'accelerazione è notevole, pari a quella di un liner, forse anche di più. Ovviamente però la corsa di decollo è ridicola rispetto alla quantità di pista disponibile, tant'è che prima di metà pista siamo già in una veloce cabrata. Si sale intorno ai 5-8 piedi al secondo, vedendo il variometro.
A questo punto il pilota mi dice di mettere le mani sulla cloche e provare a pilotare un po' io. Eravamo circa a metà della prima inversione, e l'aereo era abbastanza piegato a sinistra. Cerco di mantenere il bank che l'aereo aveva già e mi riesce senza troppe difficoltà e senza toccare il timone. La "pallina" dello sbandometro è abbastanza centrale, quindi non me ne preoccupo troppo. L'aereo risponde con una rapidità inaspettata, anche se non è che io muova i comandi di molto. Riporto l'aereo in orizzontale, in parallelo alla pista, e continuando a guardarmi in giro. Passata la soglia pista il pilota attiva un cronometro. Dopo trenta secondi inizia a scendere e inizia la virata (sempre in contatto con la torre di controllo che ci autorizza a un touch and go) per riportarci sulla pista. L'atterraggio lo fa il pilota, anche se mi invita a tenere le mani sulla cloche senza contrastarlo.
Dopo esserci quasi fermati, si tolgono i flaps, e si ridà potenza ai motori per un nuovo decollo. Non capisco quanto agisca sulla pedaliera, ma non mi sembra ci dia dentro particolarmente.
Durante il secondo atterraggio si chiede l'autorizzazione al backtrack (l'aeroporto non è dotato di raccordi intermedi, e non è il caso di pipparci 3+3km di pista+taxiway inutilmente. Così atterrati a centro pista ci portiamo a destra e poi facciamo inversione (ci si sta comodi: la pista è larga almeno 30 metri e noi siamo meno di 10, quindi non abbiamo problemi. Ad attenderci al raccordo c'è un marshall con un pick-up e un cartello luminoso che dice "Follow me" e ci accompagna verso l'hangar, quasi non sapessimo la strada.
Arrivati e spento il motore, un paio di controlli prima di lasciare la cabina.
Pagato il conquibus, rientriamo in aeroclub passando dall'area arrivi nazionali, ci salutiamo e si ritorna a casa.
Le impressioni?
prossimamente...

venerdì 9 aprile 2010

Vorrei...

  • ... un corpo nuovo
  • ... una testa nuova
  • ... una persona speciale
  • ... qualcuno che possa ascoltarmi, e magari consigliarmi, oltre a chi ho già
  • ... capire le persone che ho intorno
  • ... non illudermi per nulla
  • ... leggere nella testa della gente
  • ... che le parole e i gesti di chi mi sta intorno siano coerenti con i pensieri
  • ... tornare adolescente
Tutte cose impossibili...
ma cosa costa sognarle?

sabato 27 marzo 2010

Da 18 anni, 5 mesi, 4 giorni...

Portavo gli occhiali, poi ho fatto l'operazione di riduzione della miopia. Ma non solo. Il fatto di portare gli occhiali e non le lenti, porta a una serie di piccole noie, nulla di drammatico, ma che voglio riportare qui a memoria di quando portavo gli occhiali...

  • Mi vedo i piedi quando faccio la doccia
  • Vedo sia il barbiere che la mia testa quando mi tagliano i capelli (immancabilmente partono dalle tempie, quindi ti fanno togliere gli occhiali. Potresti rimetterli ma non lo fai mai...)
  • Vedo la pasta nello scolapaste quando scolo la pasta
  • Vedo le persone dentro un locale quando ci entro l'inverno
  • Riesco a vedere ovunque quando in posizione da contorsionista sto con la testa dentro un rack (con gli occhiali lo sguardo in posizioni strane rischia di cadere FUORI dalle lenti)
  • Riesco a leggere a letto, appoggiato su un fianco senza sentire male alla tempia o tenere il libro a una spanna dal naso
In realtà sono minchiatine (nel senso, chi se ne frega di vedere la pasta nello scolapaste...) però fanno sicuramente parte della vita di tutti (magari la posizione del contorsionista non è dentro un rack ma dentro un armadio) quelli che portano gli occhiali e che un po' di soldi e un po' di noie cancelleranno per sempre, o almeno fino alla presbiopia...
Ho volutamente evitato le cose più hard, visto che non ho avuto ancora occasione...
Se gli amici ex orbi vogliono integrare, avanti c'è posto!

martedì 2 marzo 2010

Voti alle olimpiadi

Voto 10:
A Petra Majdic. Solo una sciagurata organizzazione può lasciare una voragine all'esterno della curva più pericolosa della pista della sprint. La sfortuna è stata di rompersi 4 costole, ma con la grinta della campionessa, vince un bronzo che vale oro.

Voto 9:
A Silvia Rupil. Di più, non può. Fin dalla prima gara, si capisce che è la più in forma. Batte sempre Valbusa, in un crescendo di forma (5 secondi nella 10, 20 secondi nella pursuit, e 30 nella staffetta), mantenendo a galla la staffetta Italiana. Peccato per lei non andare a medaglia.

Voto 8:
A Magda Genuin. Tiene a galla la staffetta sprint, con una Follis assolutamente fuori forma. Grande prova nella sprint: se fosse stata a tecnica libera, la medaglia sarebbe stata sicura.

Voto 7:
al buon Razzoli. Far piangere Alberto Tomba non è di tutti i giorni. Salva con l'oro la spedizione italiana. Speriamo che questo oro non tarpi le ali alla necessità di cambiamento dello sport italiano...

Voto 6 di incoraggiamento:
Ad Alessandro Pittin. Tiene in alto da solo il nome di un movimento del salto italiano, che conterà qualche decina di appassionati. Una speranza per il domani.

Voto 5:
ai tecnici del fondo Italiani. La scelta di far disputare la staffetta alla Valbusa, solo perché è la sua ultima olimpiade è stata una scelta sciagurata e ha fatto perdere la possibilità di una medaglia a chi, molto più giovane, è sempre stata davanti. Forse un po' più di intelligenza avrebbe portato le giovani a medaglia, e sarebbe stata una spinta incredibile per continuare a faticare...

Voto 4:
Alla copertura televisiva RAI. Si era tenuta sulla sufficienza, solo per la presenza di RaiSportPiù. Avranno sì fatto centinaia di ore di diretta, ma praticamente solo di notte, senza nessuna riproposizione in fascia pomeridiana o mattutina.
Il fondo è stato toccato nella 50km maschile. Dopo 2 ore di diretta, si sono persi gli ultimi 5 km, per passare la linea al tg2, lasciando gli spettatori a bocca asciutta. Ok che si è passati sul digitale, ma i digital-divisi???


Voto 3:
A Carolina Kostner. Manca sempre negli appuntamenti importanti ed è un peccato per la campionessa che è. Rovinata dalla enorme responsabilità dell'essere portabandiera in casa, non si è ancora ripresa...


Voto 2:
Allo stilista dei Norvegesi del Curling. I pantaloni a rombi bianchi rossi e blu sono semplicemente deliranti. Poi le prendono dal Canada in finale...

Voto 1:
Alla regia televisiva. In una 10km non è pensabile avere un rilevamento a 1,2km e a 8,7km. Impensabile che a un'olimpiade ci siano minuti e minuti di proposizione di classifiche perché non ci sono immagini da mostrare...

Voto 0:
All'organizzazione. Sempre in ritardo sui problemi. La pista di slittino uccide un povero georgiano, è colpa sua, la pista non c'entra. Però viene cambiata. Hanno eliminato al primo tentativo la povera Petra Majdic, una delle protagoniste, lasciando in maniera assurda scoperto una voragine all'esterno di una curva pericolosa, poco prontamente coperta. Disastri per gli spettatori del bordercross, le piste di sci alpino pericolose e inadeguate. Insomma, un disastro...

giovedì 31 dicembre 2009

10 motivi...

... per cui questo è un capodanno di merda


  1. perché la mia macchina è sola soletta in germania
  2. perché ha sia il pieno di benzina che il pieno di metano
  3. perché mi fa male il collo
  4. perché ho ragione e non so se e quando e soprattutto quanti soldi mi risarciranno
  5. perché è andata a monte una 5 giorni a Praga
  6. perché abbiamo rischiato di farci veramente male
  7. perché ha scoperto che anche in germania (nonostante l'immagine che ne abbiamo noi) sono un po' cazzari
  8. perché ha scoperto che anche in germania ci sono persone che non parlano l'inglese
  9. perché a Rosenheim, cittadina della bassa baviera, a portata di scarpe dalla stazione non c'è una birreria degna di questo nome (in realtà neanche indegna, proprio non c'è un cazzo)
  10. perché anche nelle stazioni tedesche non ci sono gli ascensori tra il sottopasso e il binario...

... per cui questo è un bel capodanno


  1. perché nessuno si è fatto male
  2. perché poteva tranquillamente essere in germania in un letto di ospedale con il femore rotto
  3. perché ho due amiche fantastiche, che non mi hanno fatto pesare la cosa
  4. perché ha scoperto che la Grande Punto, con il controllo elettronico della velocità si guida da Dio
  5. perché ha fatto 453km con meno di 25 euro di metano
  6. perché, tutto sommato, la Grande Punto è una grande macchina
  7. perché ha preso il treno di cui tutti parlano, ovvero il DB-OBB che fa Monaco-Verona (ma anche Milano e Bologna)
  8. perché il poliziotto tedesco è gentile, parla l'inglese e ha pure il senso dell'umorismo...
  9. perché alla fine ha incontrato anche persone gentili
  10. perché ci saranno altre occasioni per altri viaggi, per altri amici, per altre esperienze...
  11. perché Praga è ancora lì, e nessuno la porta via. Perché la Brenner Autobahn, è ancora lì, pronta per essere percorsa, in su e in giù. Perché il Marriott Courtyard Flora ci sta ancora aspettando. Perché le guide le abbiamo ancora, e non abbiamo perso la voglia di viaggiare, di conoscere e di girare il mondo....
Oh i motivi per cui il capodanno è un bel capodanno, sono di più che quelli per un capodanno di merda?
Evvai....

venerdì 20 novembre 2009

Birthday wishlist

Alla moda americana, visto che si appropinqua a larghi passi il mio compleanno, propongo a chiunque fosse così magnanimo da volere festeggiare l'evento facendomi un regalo, una wishlist, ovvero una lista di cose che vorrei, tipo lista nozze, in modo da togliere l'imbarazzo di un regalo sbagliato. Questo evita anche l'obbligo mio di apprezzare ogni regalo. Se non sta nella lista, vi prendete il vostro rischio...
Quindi, dettagliando in questo modo:
  • una borsa da fotografo, a baule, in grado di trasportare due corpi macchina, due teleobiettivi grossi, un flash, e due obiettivi normali. È molto opportuno (quasi indispensabile) che le macchine possano stare entrambe dentro con l'obiettivo montato.
  • una radiosveglia. Non è importante che sia radio, e neanche che sia sveglia. L'importante è che proietti sul soffitto o sul muro (o ovunque io lo voglia) almeno l'ora. Se poi si regola da sola con il segnale radio...
  • un cavalletto. Visto l'acquisto compulsivo del teleobiettivo, si è reso indispensabile un cavalletto serio, dato che l'obiettivo da solo pesa quasi un chilo...
passiamo ai libri:
  • Maurizio Pallante, La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL, Edizioni per la decrescita felice, 2009
  • Tina Merlin, Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont, Cierre Edizioni, 2001
  • Giovanni Cenacchi, Lino Lacedelli, K2. Il prezzo della conquista, Mondadori, 2006
ed ora i cd, e i dvd:
  • Enzo Iacchetti, Chiedo scusa al Signor Gaber, Edel Music, 2009
  • Elio e le storie tese, Gattini, Sony BMG Music Ent., 2009
  • Claudio Bisio racconta La buona novella, Einaudi, 2002
Altro? Per adesso è sufficiente...
Se volete prenotare uno dei regali basta commentare la nota su Facebook, o mandarmi una mail!!!

giovedì 22 ottobre 2009

Tango?

Mi invitano a una show di tango. Ore 22.50, in una "balera" poco distante da Brescia.
La mia testa bacata, e tarata dalla voglia di musica dal vivo, pensa a:
- una band che suona dal vivo
- delle luci all'altezza
- magari un impianto dedicato, vista la statura (presunta) dei ballerini.

Qualcosa di sostanzialmente normale nei miei canoni comunque.
Arriviamo al locale, parcheggio comodo, si sale le scale e ci consegnano la drink card. Fin qui normale, quando entrando vedo la solita struttura a balera: divanetti disposti ad anello intorno a una pista rettangolare abbastanza lunga. Evidentemente il posto è nato già latino americano, per il liscio una pista così sarebbe un grosso casino.
Su uno dei lati corti (quello opposto all'ingresso c'è un micropalchetto con in DJ... (nulla contro i dj, in generale, ma aspettandomi un gruppetto che suona...)
Abbastanza casino, gente che balla, musica a un volume decente (quasi basso). Stranamente non c'è l'equalizzazione a sorriso tipica delle discoteche (bassi pompati ma l'impianto non li regge, e alti sparatissimi), anzi, i medio-alti sono un po' spenti, quasi tagliati...
Assorbita la delusione dell'assenza del gruppo che suona (e anche niente impianto dedicato, ovviamente), prendiamo qualcosa da bere. Raramente (men che meno in una discoteca) ho bevuto una piña colada buona, tanto che di solito mi rifugio in un cuba libre o in un semplice coca e whisky. Ma visto che il cocktail-guy sembrava abile ho optato per la piña. Oh, veramente buona...
Arrivano le 22.50, parte l'animazione. Animazione? ma non c'era il Tango? Va bé, sarà l'apertura... Tutti in pista a ballare (tipo ballo del villaggio) una (dico UNA) canzone. 4 minuti. Poi tutto torna come prima.
Dopo un po' c'è il pizza party: pizza gratis per tutti! Come cavallette, il mondo ballerino si fionda al bancone dove divora in pochi minuti le teglie di pizza disponibili. In altrettanti pochi minuti il mondo ballerino ritorna a ballare sulla pista, probabilmente rinfrancato dalle calorie assunte con la pizza.
Alché comincio a preoccuparmi: è quasi mezzanotte, e a parte gli annunci periodici del dj, del tango nessuna traccia. Nella mia testa c'era ancora l'oretta abbondante di spettacolo, per cui, fatti due conti due, la cosa sarebbe andata parecchio per le lunghe.
Dopo un po' (non ricordo gli orari precisi, ma non troppo prima di mezzanotte) tutti fuori dalla pista e arrivano i ballerini.
Odio, ballerini, lei abbastanza carina, ma non statuaria, senza la classica acconciatura "tutta indietro" delle ballerine (che mi fa tanto tanto sexy). Lui. Lui? Un nano, sarà 1,60.... Praticamente con il naso è all'altezza delle tette di lei (e secondo me ci spia dentro). Assomiglia vagamente al padrino. Quasi inquietante nel completo grigio antracite (camicia compresa) e cravatta bordeaux.
Ballano un tango (tremendamente noioso, statico, non c'è un movimento più veloce di quello di un bradipo assonnato.
Applauso scrosciante. Saluto di lui. Saluto di lei. Secondo tango. Decisamente meglio, più dinamico, con delle parti di chitarra e di fisa interessanti (ma devastate dall'impianto palesemente non all'altezza della musica). Applauso, si spengono le luci, riparte il dj, il popolo ballerino ritorna a saltare in pista.
MA COME? TUTTO QUI? Cioè mi sono sciroppato due ore di quattro quarti incalzante (mai un sei ottavi, o qualcosa di diverso), per DUE TANGHI di cui uno PALLOSISSIMO?
Ci beviamo su un altro cocktail (cuba libre fatto ad arte) e ce ne torniamo a casa.

mercoledì 14 ottobre 2009

Ikariam, browsergame

Per un breve periodo, ho ricominciato un Browser Game.

L'esperienza di anni fa di Ogame prima e di Travian poi, seppur molto gratificante, era stata interrotta per brutale mancanza di tempo.
Però un po' mi mancava e quindi un giorno di cazzeggio, ho deciso di cercarmi un nuovo Browser game per dilettarmi un po'. Ravanando qua e là, ho trovato un gioco che, a leggere dalle recensioni, sembrava altrettanto avvincente, ma un po' più lento nello sviluppo. Ovvero un gioco che non necessitasse di più di un paio di visite al giorno.

Tre, due, uno, detto fatto. Registrato al gioco. Una scorsa al regolamento mi fa già girare i maroni: devi segnalare se ti colleghi con rete mobile o da reti aziendali per evitare multiaccount. Sta roba a me sta un po' sulle balle, perché non è che sia una cosa poco comune, al giorno d'oggi, anzi nella pratica non serve a nulla perché se uno fa multiaccount, lo fa segnalando che lo fa.

Cominciamo:
il mondo è un insieme di isole, e tu fondi una cittadina. Le risorse sono legno, vino, cristallo, marmo e zolfo, ma sull'isola ne trovi solo uno. Quindi risulta impossibile vivere in totale autarchia, neanche nei primi tempi. Va bé, mercato, navi mercantili e via.
Però proviamo anche a fare qualche razzia, visto che ci sono degli inattivi. Dopo un paio di razzie, però, qualcuno ha deciso di razziare me, ammazzandomi tutte le mie truppe faticosamente create. Quindi niente 7 giorni di immunità per crescere un po'.
Poi, non sempre si trova in tempi ragionevoli chi commercia con te, quindi crescere è un casotto.
Quindi ho deciso di fondare una colonia. Appena fondata ha una corruzione del 50% (che cazzo vuol dire?), comunque basta creare un paio di cose e la cosa va a posto.
La cigliegina sulla torta è stato quando un mio vicino di isola ha deciso allegramente di mettere 20 soldati a guardia della mia città, mangiando e bevendo a mie spese, facendomi costare i soldati per scacciarli il doppio.
Quindi ho deciso che il gioco non era per niente divertente, e ho semplicemente smesso di giocare.

Riassumendo:
Fattori negativi:
- non posso giocare da solo. Forse il primo giorno sì, ma poi cominci ad avere bisogno di risorse che non puoi avere se non con il commercio.
- non c'è un periodo di immunità: fin dal primo giorno si può essere soggetti a razzie, e il magazzino protegge una quantità infinitesima di materiale
- alcune procedure sono macchinose e secondo me inutile. Per impedire il multiaccount ci sono ben altre procedure, per esempio: tasso fisso (o calmierato) per gli scambi e nessuno scambio fuori mercato.
- pagare dei soldi dà effettivi vantaggi nel gioco. Ovvero hai dei bonus di produzione, puoi acquistare merci da un "banco" (e non da un altro giocatore) e non solo alcune visioni di insieme o la coda di produzione.

Quindi un'esperienza un po' deludente, assolutamente non al livello né di Travian né di Ogame. Comunque è un gioco veloce (alla faccia di chi diceva essere un gioco lento) almeno a livello di Travian, forse un po' meno, ma comunque non è possibile collegarsi solo un paio di volte al giorno.

Sto pensando di progettarne uno io. Tanto in php so programmare, un minimo di esperienza di gioco ce l'ho, un grafico che mi faccia la grafica lo trovo, metto su un server e chi vuole ci gioca...

sabato 10 ottobre 2009

Prostitute

Fai il tecnico? Giri spesso per l'Italia per andare dai clienti? Ti sei chiesto se qualcuno ti sta sfruttando? La risposta è si. Il tuo lavoro è l'evoluzione informatica del lavoro più antico del mondo.

Lavori a degli orari bizzarri

Come le prostitute
Sei pagato per rendere felice il tuo cliente
Come le prostitute
Il tuo cliente paga tanto, ma è il tuo padrone che intasca
Come le prostitute
Sei pagato all'ora, ma i tuoi orari non arrivano fino a quando il lavoro è finito
Come le prostitute
Anche se sei bravo, non sei mai fiero di quello che fai
Come le prostitute
Sei ricompensato se soddisfi le fantasie del cliente
Come le prostitute
Ti è difficile avere e mantenere una famiglia
Come le prostitute
Quando ti domandano in che cosa consiste il tuo lavoro, tu non puoi spiegarlo
Come le prostitute
I tuoi amici si allontanano da te e resti solo con gente del tuo tipo
Come le prostitute
È il cliente che paga l'hotel e le ore di lavoro
Come le prostitute
Il tuo padrone ha una gran bella macchina
Come le prostitute
Quando vai in "missione" da un cliente, arrivi con un gran sorriso
Come le prostitute
Ma quando è finito, sei di cattivo umore
Come le prostitute
Per valutare le tue capacità ti sottopongono a dei terribili test
Come le prostitute
Il cliente vuole pagare sempre meno e tu devi fare delle meraviglie
Come le prostitute
Quando ti alzi dal letto dici "Non posso fare questo per tutta la vita"
Come le prostitute

lunedì 5 ottobre 2009

IGNobel

"La Scienza che prima fa ridere e poi pensare"
Sono stati assegnati gli IGNobel 2009. Sono premi che vengono assegnati ad Harvard ogni anno alla vigilia della consegna dei premi Nobel, ma le ricerche qui premiate non sono meno serie, magari solo più divertenti e più inutili.
Ecco quindi i premi di quest'anno:
  • PREMIO PER LA MEDICINA VETERINARIA a Catherine Douglas e Peter Rowlinson della Newcastle University, che hanno mostrato che le mucche che hanno un nome producono più latte di quelle che non ce l'hanno (il nome)
  • PREMIO PER LA PACE: Stephan Bolliger, Steffen Ross, Lars Oesterhelweg, Michael Thali e Beat Kneubuehl dell'università di Berna per la determinazione in via sperimentale del fatto che sia meglio ricevere una bottiglia di birra in testa piena o vuota.
  • PREMIO PER L'ECONOMIA ai direttori delle quattro banche Islandesi (protagoniste di un crack senza precedenti) che hanno dimostrato che le banche piccole possono essere rapidamente trasformate in grandi banche e viceversa e per la dimostrazione che la stessa cosa si può fare con una intera economia nazionale.
  • PREMIO PER LA MEDICINA a Donald L. Unger, di Thousand Oaks, California, USA, per lo studio di una possibile causa dell'artrite alle dita, scrocchiandosi le dita della sola mano sinistra (ma mai della destra) ogni giorno per più di SESSANTA (60, sei zero) anni.
  • PREMIO PER LA FISICA: Katherine K. Whitcome dell'Università di Cincinnati, USA, Daniel E. Lieberman della Harvard University, USA, e Liza J. Shapiro della Università del Texas, USA, per la dimostrazione analitica del motivo per cui le donne incinte non si ribaltano.
  • PREMIO PER LA LETTERATURA alla polizia Irlandese, che ha dato più di 50 multe al signor Prawo Jazdy, che in polacco vuol dire PATENTE DI GUIDA
  • PREMIO PER LA PROTEZIONE CIVILE: Elena N. Bodnar, Raphael C. Lee, e Sandra Marijan di Chicago, Illinois, USA, che hanno inventato un reggiseno che in emergenza possa essere convertito in due maschere antigas, una per la proprietaria del reggiseno e una per qualcuno vicino.
  • PREMIO PER LA MATEMATICA: Gideon Gono, governatore della Banca Centrale dello Zimbabwe, per l'insegnametno di una grande quantità di numeri dal molto piccolo al molto grande, stampando con la propria banca banconote da un centesimo di dollaro ($0,01) a centomila miliardi di dollari ($100,000,000,000,000).
  • PREMIO PER LA BIOLOGIA: Fumiaki Taguchi, Song Guofu, e Zhang Guanglei della Kitasato University di Sagamihara, Japan, per la dimostrazione che i rifiuti umidi possono essere ridotti del 90% in massa usando batteri estratti dalle feci dei panda giganti.
Ricordiamo, alla memoria, i tre premi italiani della storia degli IGNobel, mostrando quindi che la ricerca italiana funziona:
  • IGNobel per la nutrizione 2008; Massimiliano Zampini aveva dimostrato che alterando elettronicamente il suono prodotto dalla masticazione delle patatine, queste sembravano fresche anche se erano asciutte
  • IGNobel per la psicologia 2003: la Sapienza di Roma ha effettuato uno studio sulle semplici e uniche personalità dei politici.
  • IGNobel per la chimica 2000 l'Università di Pisa ha scoperto che dal punto di vista biochimico l'amore provoca le stesse reazioni di un disturbo ossessivo-compulsivo.

Facebook in Latino

Quelli di Facebook non hanno proprio una sega da fare: hanno tradotto tutti i loro testi in latino!!!
Carina l'idea, anche se bisognerebbe chiarire almeno un paio di cose:
  • come coniugare i termini non traducibili in latino, per esempio i nomi propri o i cognomi? Come faccio a dire la casa di Johnny? Oppure La traduzione latina di Facebook?
  • come tradurre "indietro" i termini nati dopo il latino? Con i termini italiani ok (quasi sempre), ma con le tante contaminazioni inglesi della lingua italiana come si fa? Vi prego non traducetemi mouse con mus, o muscŭlus...
  • Come cazzo si fa con la tastiera italiana a mettere le brevi e le lunghe?

giovedì 17 settembre 2009

Grande Punto, grande comfort

Ed eccoci a parlare del grande comfort della Grande Punto. Se devo riassumere la sensazione di guida della GP in una parola, questa è morbidezza.
Grazie al servosterzo elettroattuato, si guida con un dito in ogni situazione, in manovra come in autostrada. È facile da guidare, non si comporta mai in maniera brusca anche se sollecitata pesantemente. In alcuni casi, tirata veramente a canna, nelle curve della strada Edolo-Vezza, tende un po' al sottosterzo, ma anche in quei casi in maniera progressiva. Un leggero aumento della angolatura dello sterzo risolve il problema senza patemi. Ed ora i dettagli:

Motore

1.4 litri, aspirato, ibrido benzina-metano. 77Cv, in entrambe le configurazioni, la sensazione è che a metano la coppia massima sia leggermente inferiore.
Un motore estremamente parco nei consumi (a metano più di 25 km con un euro di gas) non può essere brillante. Quindi non aspettatevi partenze a razzo o accelerazioni brucianti. Complice anche una frizione un po' difficile da gestire (forse arrivando da una frizione alta e di lunga corsa come quella della Punto vecchia, è anche un po' colpa dell'autista) le riprese sono tranquille. Soffre un po' in salita, ma tenendola allegra (sopra i 3000, per intenderci) reagisce bene. Fatica parecchio nelle riprese in velocità (ci mette una vita dai 100 ai 130), ma da una macchina pesante rispetto alla cavalleria era da aspettarselo.

Dotazione e assemblaggio

Le plastiche sono di buona qualità assemblate bene. Per ora non scricchiola nulla, neanche sul pavé e neanche premendo su ogni parte della plancia. La dotazione di serie della versione migliore a metano è buona, ma mancano i vetri posteriori elettrici e il bracciolo sul sedile anteriore, che sarebbe veramente comodo, soprattutto sui viaggi lunghi. Inoltre gli specchi non si ritraggono automaticamente, ma "alla vecchia" tirandoli con una mano. La cosa può essere scomoda in situazioni di passaggi stretti in solitaria

Blue and sound

Che dire, quasi il miglior pacchetto audio e multimedia che si possa pensare. Utilizzando un sistema embedded con montato Windows Mobile 6.0 fornisce in un botto solo:
  • connettività bluetooth con ogni telefono compatibile, quindi vivavoce a manetta
  • legge i messaggi in arrivo (ma non con tutti i telefoni)
  • ha un sistema di gestione vocale, quindi basta premere un bottone e dire "chiama gino" perché il sistema cerchi Gino nella rubrica e, se presente, lo chiami.
  • un media player, con tutte le funzioni tipiche di un media player, a partire dalla riproduzione di file mp3, alla ricerca ecc. ecc. il tutto attuato, volendo, con comandi vocali.

Disposizione dei comandi

Qui qualche appunto si può portare. I comandi di specchi e alzacristalli elettrici anteriori lato guidatore sono un po' scomodi, e quasi difficili da raggiungere. Sarebbe opportuno che tutti si mettessero d'accordo sulla posizione reciproca di tachimetro e contagiri. Sulla Zafira e sulla Punto sono invertiti rispetto alla GP. Non che la cosa sia drammatica, ma abbasserebbe di molto il tempo di adattamento tra una auto e l'altra.
Comoda sia la posizione dell'autoradio che quella del clima manuale, raggiungibile comodamente sia dal guidatore che dal passeggero.
Due parole invece sulla presa USB del sistema Blue and sound. Cazzo, funziona solo con il cassettino aperto! Devo trovare una presa USB a pipa in modo da riuscire a lasciare il chiavettone nel bauletto...

In conclusione

Sono soddisfatto dell'acquisto. Non sono uno sportivo dentro e la macchina corrisponde sostanzialmente ai requisiti che mi ero dato, che sostanzialmente erano 2: bassi consumi, comodità. Ci siamo, con entrambi!

martedì 15 settembre 2009

Il parto del cambio auto...

Problema: devo andare a Milano in macchina. La punto, con all'attivo 170000km non può reggere 190 km/giorno+200/settimana per molto.
Soluzione a breve termine: Uso la Zafira dei miei
Soluzione a lungo termine: Cercare una macchina.

I "requisiti di progetto" erano:
  1. bassi consumi (e relativo basso inquinamento)
  2. una certa sicurezza in autostrada (quindi niente citycar o similia)
  3. possibilità di avere il cruise control (indispensabile per i tragitti in autostrada)
  4. comodità anche per eventuali ride di tanti chilometri in pochi giorni (vedi le vacanze fatte in Spagna e Croazia)
più tutte le comodità (5 porte, chiusura centralizzata, ABS, airbag) che vengono agratis con una macchina di una certa dimensione.

Per il requisito uno, la scelta è cascata su una macchina a gas, metano o GPL, che permette anche di usufruire di una pila di incentivi stato-regionali.
Quindi, dopo un rapido giro su Internet è partito il giro (meno rapido, visti anche i miei orari di maggio) delle concessionarie.
Nell'ordine più o meno cronologico:
  • Citroen: se gli avessi lasciato lì la Punto e 11900 euri, mi avrebbero allegramente quando immediatamente consegnato una C3 1200GPL, full optional. Ma se fossi tornato il giorno dopo non avrei trovato quella macchina, sicuramente non a quel prezzo. Sottinteso c'era che quasi quasi non avrei trovato neanche la concessionaria...
  • Chrysler: ci sono andato solo perché era attaccata alla Citroen. Mi ha sconvolto la bassa qualità delle plastiche degli interni, senza costare significativamente meno della Citroen.
  • Ford: la Fiesta GPL avrebbe potuto essere una valida alternativa. Prezzo onesto, qualità costruttiva, ma un danno: tempi di consegna eterni. Ovvero niente macchina fino ai primi di ottobre. Decisamente troppo
  • Opel: la Corsa non mi dispiaceva, ma non non c'era il colore che volevo (o meglio c'era, ma solo la versione metallizzata che rendeva il rosso praticamente un bordeaux...)
  • Peugeot: mica male il 207, ma anche qui, con i tempi di consegna non c'eravamo: metà settembre...
  • Renault: molto gentili, ma anche lì le offerte non erano definitive, i prezzi non troppo chiari, mancava un preventivo ufficiale, ma solo qualche cifra scarabocchiata su un preventivo fatto su una macchina non gpl...
  • Fiat: la cosa che più mi ha attirato della Grande Punto è stato il motore. Un motore progettato ibrido benzina-metano, non un motore a benzina con l'impianto a metano (o a GPL), come praticamente tutti gli altri. La stessa Matiz, propagandata in Italia come dotata di serie di impianto a GPL, arriva in Italia come auto a benzina e gli viene montato successivamente l'impianto a gas. Mi piaceva il colore, mi piace la linea, anche se non mi convince eccessivamente il frontale.
Morale della favola, via dal cugino di mia mamma Enzo, e ordinata la Grande Punto Dynamic, aggiunto il controllo elettronico della velocità di crociera, il pacchetto blue&sound e gli specchietti retrovisori riscaldati anti-appannamento. Tempo di consegna: meno di due mesi: ordine il 1 giugno, consegna il 29 luglio. Totale 14500 euro.
21000 di listino, 3000 di sconto metano, 1500 di sconto rottamazione, il resto sconto di concessionario e casa.
A presto la recensione...

lunedì 7 settembre 2009

Trasporti e treni inglesi, a confronto con i treni italiani

Essendo di viaggio a Londra, e stante la mia passione per i parchi di divertimento, come il primo articolo della serie recita, ho deciso di andare a Thorpe Park per una giornata al parco.
Come ci si arriva?
Il sito, chiarissimo, riporta le alternative possibili.
Una era in treno. Si dice, treno da Londra ogni mezz'ora, poi l'autobus ogni mezz'ora. Andata e ritorno nello stesso giorno 12,5£, poco meno di 15 euro.
Arriviamo al confronto. Arrivo in stazione Waterloo alle 8. La biglietteria è di fronte all'uscita della metropolitana. Una voce sintetica annuncia il primo cassiere libero (per inciso, 8 casse aperte, su 16 disponibili, coda di 15 minuti). Chiedo i biglietti, 2 minuti dopo sono fuori, il cassiere mi dice che se corro (sono nel frattempo le 8.17) riesco a prendere il treno in partenza alle 8.20 e mi dice anche il binario. Io devo aspettare il resto del mondo che viene con me, quindi prenderemo non il treno dopo ma quello dopo ancora.
Una volta deciso di partire, il tabellone (sarà largo come minimo 40 metri, alto 3) riporta, oltre alla destinazione finale, in maniera chiara e in una botta sola, la destinazione, il binario, l'orario di partenza e tutte (dico tutte) le destinazioni intermedie del treno.
Trovato il binario (con 20 minuti di anticipo) è arrivato il treno, la gente è scesa dal binario OPPOSTO, e siamo saliti noi.
Il treno era praticamente deserto, con alcuni gruppetti palesemente diretti a Thorpe Park. Nonostante non fosse troppo necessario l'aria condizionata funzionava. Il treno non aveva finestrini apribili. I sedili erano puliti, non c'era la puzza di morto dei treni italiani.
Una cosa che mi ha incuriosito molto: niente linea aerea, ma terza rotaia a lato dei due binari "principali". Arrivo in orario, molte frecce per la direzione del parco, 3 autobus che ci hanno caricato tutti senza stiparci in maniera schifosa.


Adesso facciamo lo stesso viaggio, da Milano a Peschiera per Gardaland.
Arrivi in metropolitana, stazione centrale. Devi farti 4 piani di scale (poche scale mobili). Capiti in una sorta di cattedrale, praticamente deserta, dove cominci a guardarti in giro, non trovi la biglietteria. Vedi un microcartello, che ti indica la biglietteria. Non ho mai frequentato la biglietteria della Centrale, ma dubito ci siano sistemi fichi per segnalare il primo sportello libero. Ti fanno il biglietto, ti fanno strane domande sul tipo di treno, comunque per una andata e ritorno ti scuciono quasi 30 euro. Soprattutto devi dirgli a che ora vuoi partire, e a che ora vuoi tornare. Sali altri 3 piani di scale (utilizzando dei tappeti obliqui, che ti costringono a un inutile zig zag. Ti trovi in un atrio, enorme. Non vedi uno straccio di pannello informativo, e non vedi neanche i treni (e, memore delle rampe di scale fatte, ti chiedi se dovrai farne ancora). Seguendo la folla, trovi i treni. Il tabellone delle partenze (5m x7m, a 10 metri da terra) è dalla parte opposta della stazione. Il tuo treno parte, nella migliore delle ipotesi con 10 minuti di ritardo, e ne accumulerà altri 10 in un'ora di viaggio. È sporco, non va l'aria condizionata e non ci sono finestrini da aprire. Al tuo posto prenotato c'è un pendolare incazzato, che si deve alzare per farti posto, e comincia a parlarti male delle ferrovie italiane, e dei guasti che i treni hanno tutti i giorni, provocando la convergenza dei tuoi arti superiori in zona inguinale.

Se per caso arrivi a Peschiera dopo le dieci e prima delle 7, devi prendere un taxi, perché dell'autobus gratuito, neanche traccia...