Ecco il primo di una serie di post con cose simpatiche, interessanti e divertenti trovate in giro per la rete, ma non sufficientemente ampie da meritare un post a sè. La candenza sarà al più settimanale, se ci sono tante cose, sarà più frequente.
Un interessante articolo di MedBunker sull'omeopatia. Che, giustamente incazzato, fa notare come, se l'acqua avesse davvero memoria, ricorderebbe anche la piscia del cane che è stata migliaia di diluizioni prima. E che l'acqua del mare ha immensamente diluito anche il corpo di Bin Laden.
Atterrato l'ultimo shuttle. Fine di un'era dell'esplorazione spaziale. Spettacolare l'atterraggio alle primissime luci dell'alba, con l'umidità che forma delle trecce di Berenice sulle punte delle ali.
Un Laverda F.8L IV Serie (non enorme, ma fa 850 kg di MTOW, abbbastanza distante dal limite per gli ultraleggeri biposto terrestri che è 450) fa un atterraggio forzato sul lungomare vicino a Palermo. Ovviamente il noto quotidiano umoristico capisce fischi per fiaschi e lo chiama ultraleggero. Ma è così difficile imparare qualcosa di quello che si scrive? È mai possibile che per loro un aeroplano ad ala alta è un Cessna, e qualunque cosa più piccola di un 320 è un ultraleggero?
mercoledì 27 luglio 2011
martedì 26 luglio 2011
Esame!
Informazione di servizio: questo sarà uno degli ultimi post con il tag addestramento. Il 10 agosto, alle ore 8, all'aeroclub di Brescia ci sarà un comandante delegato dall'ENAC per l'esame per il rilascio della licenza di pilota privato. Faremo un volo a partire da zero, ovvero dalla pianifica, al calcolo dei vari parametri di sicurezza (posizione del CG, calcolo del Minimum Fuel on Board), e poi via in aria.
Se sarà mia facoltà decidere, penso che andrò a Orio.
Perché?
Il motivo principale è che posso parlare inglese per tutta la durata del volo. Mi trovo molto male a parlare in italiano (e con le radio è praticamente obbligatorio). Poi il volo è praticamente in toto in spazio aereo controllato, con radar e quant'altro, vengono dati pista in uso e valori del vento, quindi sono scelte in meno da fare, che non possono essere sbagliate. E poi perché è un aeroporto vero, si sa mai che alle 10 si possa chiedere addirittura un touch and go sulla pista principale.
Speriamo bene. Io mi sento abbastanza sicuro: so quello che valgo, so quello che so fare e mi sento di portare chiunque, dovunque. E soprattutto so che chi mi ha formato ha fatto un ottimo lavoro, quindi vado tranquillo.
Se sarà mia facoltà decidere, penso che andrò a Orio.
Perché?
Il motivo principale è che posso parlare inglese per tutta la durata del volo. Mi trovo molto male a parlare in italiano (e con le radio è praticamente obbligatorio). Poi il volo è praticamente in toto in spazio aereo controllato, con radar e quant'altro, vengono dati pista in uso e valori del vento, quindi sono scelte in meno da fare, che non possono essere sbagliate. E poi perché è un aeroporto vero, si sa mai che alle 10 si possa chiedere addirittura un touch and go sulla pista principale.
Speriamo bene. Io mi sento abbastanza sicuro: so quello che valgo, so quello che so fare e mi sento di portare chiunque, dovunque. E soprattutto so che chi mi ha formato ha fatto un ottimo lavoro, quindi vado tranquillo.
lunedì 25 luglio 2011
Cockpit e strumentazione
Riprendiamo la serie, un po' di tempo fa interrotta, sul "mio" aereo, PA-28 161.
Questa volta si parla di cockpit e strumentazione di bordo. Essendo l'aeroplano costruito nel 1989, non è che fosse molto diffusa tutta l'elettronica attuale, quindi è equipaggiato in toto con strumentazione analogica. L'unica cosa digitale presente sono le radio e il transponder, per ovvii motivi.
L'immagine di riferimento è questa:

Andiamo con ordine.
Al centro del cockpit ci sono i sei strumenti standard. Sono uguali in tutti gli aeroplani che non hanno il glass cockpit, e sono nelle stesse posizioni. Due file di tre strumenti:
in alto, da sinistra:
Ci sarà poi un articolo che descriverà in generale e in particolare il funzionamento di ognuno di questi strumenti.
Oltre a questi sei, delle stesse dimensioni, sono presenti:
Questo è quanto, per la strumentazione.
Semplice, essenziale, completa.
E che se si vuole su un aereo nuovo, è da pagare come optional.....
Questa volta si parla di cockpit e strumentazione di bordo. Essendo l'aeroplano costruito nel 1989, non è che fosse molto diffusa tutta l'elettronica attuale, quindi è equipaggiato in toto con strumentazione analogica. L'unica cosa digitale presente sono le radio e il transponder, per ovvii motivi.
L'immagine di riferimento è questa:
Andiamo con ordine.
Al centro del cockpit ci sono i sei strumenti standard. Sono uguali in tutti gli aeroplani che non hanno il glass cockpit, e sono nelle stesse posizioni. Due file di tre strumenti:
in alto, da sinistra:
- Anemometro
- Indicatore di assetto
- Altimetro
- Virosbandometro
- Girodirezionale
- Variometro
Ci sarà poi un articolo che descriverà in generale e in particolare il funzionamento di ognuno di questi strumenti.
Oltre a questi sei, delle stesse dimensioni, sono presenti:
- a destra dell'altimetro l'indicatore di posizione del VOR 1
- a sinistra del virosbandometro l'indicatore di posizione del VOR 2
- sotto il virosbandometro l'indicatore dell'ADF
- a destra del variometro, l'indicatore dei giri dell'elica
- quantità di carburante all'interno dei due serbatoi alari
- pressione del carburante e temperatura dell'olio
- pressione dell'olio e corrente prodotta dall'alternatore
Questo è quanto, per la strumentazione.
Semplice, essenziale, completa.
E che se si vuole su un aereo nuovo, è da pagare come optional.....
Campo base
Sms dal campo base (3800 metri):
"Arrivati al campo base, viaggio ok. Sistemati in tende da 2, già mangiato, non male! Ma quanto è lontana la cima!! Domani proviamo il computer. Siamo felici"
domenica 24 luglio 2011
Osh
Chat in diretta con il Kirgizistan, tutto ok.
Già in hotel a Osh (900 metri di quota), connessione gratuita dall'hotel, voli tranquilli, bagagli arrivati tutti.
Il commento sulla situazione "qua è un altro mondo".
Temperatura calda (36-37 gradi). Fatto un po' di scorta di cibarie, preso ottimo salame russo.
Domani viaggio (via terra, in pulmino, camion o jeep) verso il campo base, a 3800 metri di quota.
Hanno preso il mio mitico EEE Pc 701, quindi potranno scrivere qualche pensiero, o qualche brano che riporteremo qui nel blog.
Alla prossima!
Già in hotel a Osh (900 metri di quota), connessione gratuita dall'hotel, voli tranquilli, bagagli arrivati tutti.
Il commento sulla situazione "qua è un altro mondo".
Temperatura calda (36-37 gradi). Fatto un po' di scorta di cibarie, preso ottimo salame russo.
Domani viaggio (via terra, in pulmino, camion o jeep) verso il campo base, a 3800 metri di quota.
Hanno preso il mio mitico EEE Pc 701, quindi potranno scrivere qualche pensiero, o qualche brano che riporteremo qui nel blog.
Alla prossima!
sabato 23 luglio 2011
Ripartenza!
SMS dalla Turchia
"Ripartiamo adesso da Istanbul, tutto ok, giornata in giro per la città. Ci sentiamo domani sera quando arriviamo a Osh"
"Ripartiamo adesso da Istanbul, tutto ok, giornata in giro per la città. Ci sentiamo domani sera quando arriviamo a Osh"
Voli
Non che qualcuno abbia chiamato, comunque la rete riferisce che il volo Milano-Istanbul, 737-800 della Turkish Airlines, è regolarmente atterrato a Istanbul con 8 minuti di anticipo sull'orario schedulato.
Il volo successivo partirà alle 18.05 ora locale (17.05 CET) da Istanbul per Biškek, volo TK346.
Flightstats sostiene che l'aereo arriverà al gate alle 14.05, probabilmente da un altro volo. L'aereo è sempre un Boeing 737-800 della Turkish Airlines. 5 ore e 10 minuti di volo, per atterrare all'aeroporto della capitale del Kirghizistan, Biškek.
Per riferimento, queste sono le situazioni meteorologiche dei due aeroporti:
Istanbul Ataturk
Biškek-Manas
Alla prossima!
Il volo successivo partirà alle 18.05 ora locale (17.05 CET) da Istanbul per Biškek, volo TK346.
Flightstats sostiene che l'aereo arriverà al gate alle 14.05, probabilmente da un altro volo. L'aereo è sempre un Boeing 737-800 della Turkish Airlines. 5 ore e 10 minuti di volo, per atterrare all'aeroporto della capitale del Kirghizistan, Biškek.
Per riferimento, queste sono le situazioni meteorologiche dei due aeroporti:
Istanbul Ataturk
Biškek-Manas
Alla prossima!
Pic Lenin
Qui compariranno tutti gli aggiornamenti riguardanti la spedizione di mia sorella e mio cognato al Pic Lenin.
Simpatica montagna di 7134 metri al confine tra Kirgizistan e Tagikistan, alle pendici del massiccio del Pamir.
In realtà questa montagnola, non si è mica accontentata di un nome solo:
Si è chiamata monte Kauffman, in onore di un governatore della regione, ribattezzata Pic Lenin, in onore di Lenin (che pensavate, di Stalin?).
Con qualche anno di ritardo dalla caduta del comunismo, nel 2006 si è provato a cambiare il nome alla montagna.
Essendo in zona di confine, e non è che lì vanno proprio d'amore e d'accordo, non sono riusciti a mettersi d'accordo su come chiamare sto dosso, e i mass media russi lo chiamano Picco Indipendenza, mentre i Tagichi lo chiamano Picco Ibn Sina, (o picco Avicenna, che era un simpatico matematico e scienziato orientale, che scrisse un trattato di medicina usato in Europa fino al 1700).
Qualcuno lo chiama Kuh-i-Garmo, ma non è dato sapere chi (la wiki italiana non lo dice).
La wiki inglese, ci informa che i Kirgisi lo chiamano Achiktash che però sembra indicare l'altipiano dove è piantato il campo base...
Insomma un bel casino.
Ma, citando Shakespeare "Cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.", si chiami come si voglia la montagna, e si faccia di tutto per arrivare a piantare i piedi sulla vetta!
Buon viaggio!!!
p.s. ho anche cambiato l'immagine di sfondo, ma nella mia sconfinata ignoranza non ho idea di che montagna sia....
Simpatica montagna di 7134 metri al confine tra Kirgizistan e Tagikistan, alle pendici del massiccio del Pamir.
In realtà questa montagnola, non si è mica accontentata di un nome solo:
Si è chiamata monte Kauffman, in onore di un governatore della regione, ribattezzata Pic Lenin, in onore di Lenin (che pensavate, di Stalin?).
Con qualche anno di ritardo dalla caduta del comunismo, nel 2006 si è provato a cambiare il nome alla montagna.
Essendo in zona di confine, e non è che lì vanno proprio d'amore e d'accordo, non sono riusciti a mettersi d'accordo su come chiamare sto dosso, e i mass media russi lo chiamano Picco Indipendenza, mentre i Tagichi lo chiamano Picco Ibn Sina, (o picco Avicenna, che era un simpatico matematico e scienziato orientale, che scrisse un trattato di medicina usato in Europa fino al 1700).
Qualcuno lo chiama Kuh-i-Garmo, ma non è dato sapere chi (la wiki italiana non lo dice).
La wiki inglese, ci informa che i Kirgisi lo chiamano Achiktash che però sembra indicare l'altipiano dove è piantato il campo base...
Insomma un bel casino.
Ma, citando Shakespeare "Cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.", si chiami come si voglia la montagna, e si faccia di tutto per arrivare a piantare i piedi sulla vetta!
Buon viaggio!!!
p.s. ho anche cambiato l'immagine di sfondo, ma nella mia sconfinata ignoranza non ho idea di che montagna sia....
venerdì 22 luglio 2011
Minimum fuel on board
Quando si va in volo, non è che si fa sempre il pieno. E non è che si parte dicendo "bah, vado solo fin sul lago, cosa vuoi che sia". Dal punto di vista legale, il comandante di un aeroplano deve stabilire qual è il MFOB, ovvero il carburante minimo che è legalmente OBBLIGATORIO avere a bordo. Minimo vuol dire che io posso comunque sempre partire con il pieno, però non posso avere nei serbatoi meno del minimo.
Il MFOB per un volo "dei nostri" ovvero per un volo VFR su un aeroplano leggero, è composto da più voci. Non che quello degli aeroplani di linea sia molto diverso, in ogni caso...
emergenza urgenza, ovvero usare un messaggio PAN PAN. Nel momento in cui intacco la Final Reserve devo dichiarare emergenza¹. In questo modo avrò precedenza sugli atterraggi eccetera. Ovviamente non è una cosa simpatica, nel senso che più o meno ad ogni emergenza viene aperta una inchiesta per capire cosa è successo, e se non ci sono stati tutti gli eventi che normalmente portano ad intaccare la final reserve, diciamo che non è bello.
Supponiamo che il volo vada esattamente come pianificato, ovvero la migliore delle ipotesi.
Atterro con una quantità di carburante che è formata da Alternate, Contingency, Final Reserve e Extra Fuel, che mi sono portato dietro sostanzialmente per nulla.
Nella peggiore delle ipotesi (o meglio, nell'ipotesi oltre la quale DEVO dichiarare emergenza), faccio la mia tratta, c'è un po' di brutto tempo e devo svolazzare un po' in qua e in la per evitare cb, un aereo in finale davanti a me rompe un carrello e fa chiudere l'aeroporto, vado all'alternato e atterro, a questo punto ho nei serbatoi solo la final reserve, e se ho un ritardo, dichiaro emergenza.
Visto che i nostri voli sono comunque brevi per l'autonomia dell'aeroplano e che, che i serbatoi vengono tenuti pieni (per evitare la formazione di condensa nei serbatoi, che ovviamente non si forma se il serbatoio è pieno), e l'aumento di consumo per il peso è marginale, noi decolliamo quasi sempre con il pieno, oppure con il pieno meno un'oretta di volo, che fanno 7-8 galloni su 48 utilizzabili. Che se non è il pieno, poco ci manca.
Un'altra considerazione è che ogni stima viene fatta un poco in eccesso, che non si sa mai. Se penso di rullare per 10 minuti, al minimo, conto comunque circa 1 gallone, anche se magari ne consumo mezzo. Se vado alto e sto in best economy (che a quella quota mi viene 7,5 usg/h) per mezz'ora, conterò 4 galloni, e non 3,75. Ovvero conti spannometrici, ma sempre in eccesso. Tanto per non sbagliare...
¹ grazie A320 Pilot
Il MFOB per un volo "dei nostri" ovvero per un volo VFR su un aeroplano leggero, è composto da più voci. Non che quello degli aeroplani di linea sia molto diverso, in ogni caso...
- Taxi Fuel: è il carburante che prevediamo di utilizzare per l'accensione, il rullaggio al punto attesa, la prova motore e l'allineamento
- Trip Fuel: è il carburante che mi serve per effettuare la tratta pianificata. A meno che si sia al limite della autonomia, si calcola utilizzando un consumo orario, per il tempo che si pianifica duri la tratta.
- Alternate Fuel: ogni volo ha un aeroporto alternato, ovvero un aeroporto al quale si va se l'aeroporto di destinazione non è disponibile. Comprende il carburante per riattaccare, e quello per andare all'aeroporto alternato scelto.
- Contingency Fuel: calcolato come il 5% del trip fuel. Sostanzialmente va a coprire eventi imprevisti per la tratta, ovvero le deviazioni per il maltempo, per motivi del controllo del traffico eccetera.
- Final Reserve Fuel: siccome l'aeroporto alternato potrebbe essere incasinato, è bene pianificare 45 minuti di holding a 1500 piedi sull'aeroporto alternato.
- Extra Fuel: quello che il comandante dell'aeroplano ritiene opportuno in base a considerazioni varie (conoscenza dell'aeroporto di arrivo, previsione di traffico, eccetera)
Supponiamo che il volo vada esattamente come pianificato, ovvero la migliore delle ipotesi.
Atterro con una quantità di carburante che è formata da Alternate, Contingency, Final Reserve e Extra Fuel, che mi sono portato dietro sostanzialmente per nulla.
Nella peggiore delle ipotesi (o meglio, nell'ipotesi oltre la quale DEVO dichiarare emergenza), faccio la mia tratta, c'è un po' di brutto tempo e devo svolazzare un po' in qua e in la per evitare cb, un aereo in finale davanti a me rompe un carrello e fa chiudere l'aeroporto, vado all'alternato e atterro, a questo punto ho nei serbatoi solo la final reserve, e se ho un ritardo, dichiaro emergenza.
Visto che i nostri voli sono comunque brevi per l'autonomia dell'aeroplano e che, che i serbatoi vengono tenuti pieni (per evitare la formazione di condensa nei serbatoi, che ovviamente non si forma se il serbatoio è pieno), e l'aumento di consumo per il peso è marginale, noi decolliamo quasi sempre con il pieno, oppure con il pieno meno un'oretta di volo, che fanno 7-8 galloni su 48 utilizzabili. Che se non è il pieno, poco ci manca.
Un'altra considerazione è che ogni stima viene fatta un poco in eccesso, che non si sa mai. Se penso di rullare per 10 minuti, al minimo, conto comunque circa 1 gallone, anche se magari ne consumo mezzo. Se vado alto e sto in best economy (che a quella quota mi viene 7,5 usg/h) per mezz'ora, conterò 4 galloni, e non 3,75. Ovvero conti spannometrici, ma sempre in eccesso. Tanto per non sbagliare...
¹ grazie A320 Pilot
mercoledì 20 luglio 2011
Pilastri
Dal noto quotidiano umoristico italiano.
Vorrei semplicemente far notare che sono le CAMPATE, ad essere crollate. I pilastri sono esattamente al posto dove devono essere.
Vorrei semplicemente far notare che sono le CAMPATE, ad essere crollate. I pilastri sono esattamente al posto dove devono essere.
Tecnam P-92 I-CRRS
Che poi è il nuovo aeroplano che l'AeroClub d'Italia fornisce ai club associati a costi vantaggiosi.
L'aeroplano è un ultraleggero certificato biposto, ad ala alta, con un motore rotax da 100 cavalli.
È prodotto dalla Tecnam di Capua, vicino Napoli, che, pur sfornandone 6 al giorni, ha ordini (sia per la versione certificata che per quella ultraleggera) fino al 2014.
Aeroplano molto leggero (MTOW di 600 kg), peso a secco di 325 kg, decisamente prestante (oltre 100 nodi in crociera), e un po' infido, tanto che per noi abituati al PA-28 è stato deciso che è necessario un volo con Piero, che si è portato l'aereo da Capua a qui.
Per adesso non ho intenzione di volare con questo aeroplano, almeno fino all'esame (a proposito, hanno mandato via tutte le carte, quindi tra poco avrò il nome dell'esaminatore e la data dell'esame). Poi lo proverò e se mi piacerà potrà diventare di sicuro una alternativa leggera ed economica al buon I-SIVI...
L'aeroplano è un ultraleggero certificato biposto, ad ala alta, con un motore rotax da 100 cavalli.
È prodotto dalla Tecnam di Capua, vicino Napoli, che, pur sfornandone 6 al giorni, ha ordini (sia per la versione certificata che per quella ultraleggera) fino al 2014.
Aeroplano molto leggero (MTOW di 600 kg), peso a secco di 325 kg, decisamente prestante (oltre 100 nodi in crociera), e un po' infido, tanto che per noi abituati al PA-28 è stato deciso che è necessario un volo con Piero, che si è portato l'aereo da Capua a qui.
Per adesso non ho intenzione di volare con questo aeroplano, almeno fino all'esame (a proposito, hanno mandato via tutte le carte, quindi tra poco avrò il nome dell'esaminatore e la data dell'esame). Poi lo proverò e se mi piacerà potrà diventare di sicuro una alternativa leggera ed economica al buon I-SIVI...
Resistenza alle tentazioni
Che poi, il vero problema è resistere alle tentazioni.
Alimentari, of course.
E mi sto veramente stupendo di me stesso.
Oggi, nell'ordine, sono riuscito a non prendere nulla di spuntino e merenda, di accontentarmi di una piadina semplice e leggera a pranzo, di un paio di uova senza null'altro che un po' di grana.
Ma il top della resistenza è stato in serata, dopo il corso per il nuovo P92.
Dalla Emi al bar dell'Aeroclub mi sono visto sfilare davanti senza cedere di una virgola, nell'ordine:
- un giga-panino della Emi, tanto importante e gustoso da meritare una pagina su Facebook
- quattro costate alla griglia, che si vedeva da distante che erano spettacolarmente buono.
- un paio di medie per gradire
- almeno un paio di gelati, così come dolce
- un cappuccio con brioche per finire
Ripeto il tutto senza cedere a nulla se non a un caffettino, giusto premio per una giornata di resistenza....
Alimentari, of course.
E mi sto veramente stupendo di me stesso.
Oggi, nell'ordine, sono riuscito a non prendere nulla di spuntino e merenda, di accontentarmi di una piadina semplice e leggera a pranzo, di un paio di uova senza null'altro che un po' di grana.
Ma il top della resistenza è stato in serata, dopo il corso per il nuovo P92.
Dalla Emi al bar dell'Aeroclub mi sono visto sfilare davanti senza cedere di una virgola, nell'ordine:
- un giga-panino della Emi, tanto importante e gustoso da meritare una pagina su Facebook
- quattro costate alla griglia, che si vedeva da distante che erano spettacolarmente buono.
- un paio di medie per gradire
- almeno un paio di gelati, così come dolce
- un cappuccio con brioche per finire
Ripeto il tutto senza cedere a nulla se non a un caffettino, giusto premio per una giornata di resistenza....
martedì 19 luglio 2011
Occhiali da sole
Ho bisogno di un consiglio.
Voglio comprarmi i Ray-Ban Aviator. Per vari motivi (aumentano il contrasto sui blu, quindi van bene in aereo, oltre che mi piace molto) li prendo con la lente verde.
Però non ho ancora deciso il colore della montatura: nera, oro o canna di fucile.
Datemi un consiglio, quindi:
Ovviamente ho preparato un doodle, quindi rispondete lì!!!
Voglio comprarmi i Ray-Ban Aviator. Per vari motivi (aumentano il contrasto sui blu, quindi van bene in aereo, oltre che mi piace molto) li prendo con la lente verde.
Però non ho ancora deciso il colore della montatura: nera, oro o canna di fucile.
Datemi un consiglio, quindi:
Ovviamente ho preparato un doodle, quindi rispondete lì!!!
Scherma
Mi schifa che la gazzetta titoli a tutta pagina sul mercato di questa o di quella squadra, oppure sull'assegnazione di uno scudetto di 6 anni fa, e releghi dopo la trentesima pagina le notizie sulla scherma.
Perché, e troppi non lo sanno, è da almeno 20 anni che nella scherma siamo leader mondiali. Soprattutto nel fioretto.
Che per esempio dal 1991 al 2010, la coppa del mondo di Fioretto femminile è stata lontana dall'Italia solo un anno.
Che per esempio è da Atlanda 1996, che 2 fiorettiste vanno sul podio, e spesso penalizzate dal sorteggio, che le porta a sfidarsi in semifinale.
Che per esempio dal 2003 ai mondiali la squadra maschile di Fioretto è stata giù dal podio un anno solo.
Quindi, cara Gazzetta, perché in 30esima pagina?
Perché, e troppi non lo sanno, è da almeno 20 anni che nella scherma siamo leader mondiali. Soprattutto nel fioretto.
Che per esempio dal 1991 al 2010, la coppa del mondo di Fioretto femminile è stata lontana dall'Italia solo un anno.
Che per esempio è da Atlanda 1996, che 2 fiorettiste vanno sul podio, e spesso penalizzate dal sorteggio, che le porta a sfidarsi in semifinale.
Che per esempio dal 2003 ai mondiali la squadra maschile di Fioretto è stata giù dal podio un anno solo.
Quindi, cara Gazzetta, perché in 30esima pagina?
Bruxelles
City break di questo agosto: Bruxelles. Il signor Ryanair ha ben 3 voli al giorno per la capitale d'Europa, quindi si può partire la mattina presto e tornare la sera relativamente tardi il giorno dopo.
Se qualcuno ha consigli, cose da vedere, birrerie o locali da consigliare, faccia pure!
Se qualcuno ha consigli, cose da vedere, birrerie o locali da consigliare, faccia pure!
lunedì 18 luglio 2011
Sarà dura
ma veramente dura.
Il mio peso è diventato decisamente troppo.
Sono successe alcune cose che hanno fatto in modo che un briciolo di convinzione (per adesso è un briciolo, speriamo si ingrandisca un po' con il tempo) a cambiare questa cosa.
Quindi faccio questo gioco.
Siccome non voglio dire (adesso) quanto peso, facciamo che oggi peso 1. La mia intenzione è arrivare almeno a 0.8.
Per ora sto organizzando la cosa secondo tre punti, poi vedremo i risultati
So che la cosa sarà complicata.
Perché se uno non sa cosa vuol dire non può capire cosa vuol dire non poter mangiare quello che vuoi.
Fatemi un vero in bocca al lupo.
Il mio peso è diventato decisamente troppo.
Sono successe alcune cose che hanno fatto in modo che un briciolo di convinzione (per adesso è un briciolo, speriamo si ingrandisca un po' con il tempo) a cambiare questa cosa.
Quindi faccio questo gioco.
Siccome non voglio dire (adesso) quanto peso, facciamo che oggi peso 1. La mia intenzione è arrivare almeno a 0.8.
Per ora sto organizzando la cosa secondo tre punti, poi vedremo i risultati
- eliminazione totale della brioche a colazione (che comunque non prendevo tutti i giorni)
- Sostutuzione delle merendine varie di metà mattina e metà pomeriggio con un frutto di stagione (ora pesche o pescocche, poi si passerà alle mele)
- Calo drastico delle quantità di qualunque cibo io ingerisca. Inizialmente un calo ai 2/3, poi vedendo fame e risultati, poi vediamo se riuscirò ad abbassarlo ancora oppure se dovrò rialzarle.
So che la cosa sarà complicata.
Perché se uno non sa cosa vuol dire non può capire cosa vuol dire non poter mangiare quello che vuoi.
Fatemi un vero in bocca al lupo.
domenica 17 luglio 2011
Foursquare
Ho fatto richiesta per diventare Superuser per Foursquare.
Ci sono a Brescia un fracco di venue che non hanno senso nella filosofia di foursquare, e un sacco di roba duplicata, già segnalata un sacco di volte che nessuno sistema.
In realtà come superuser di livello 1 (che è il primo) si può solo modificare direttamente l'indirizzo e le localizzazioni dei luoghi e non fare cancellazioni o merge.
Vedremo se mi accetteranno...
Ci sono a Brescia un fracco di venue che non hanno senso nella filosofia di foursquare, e un sacco di roba duplicata, già segnalata un sacco di volte che nessuno sistema.
In realtà come superuser di livello 1 (che è il primo) si può solo modificare direttamente l'indirizzo e le localizzazioni dei luoghi e non fare cancellazioni o merge.
Vedremo se mi accetteranno...
venerdì 15 luglio 2011
Ariel, il leone paralizzato commuove il mondo
Undicimila euro al mese.
È quello che costa AL MESE curare un leone afflitto da una malattia degenerativa. In Brasile.
Io con undicimila euro AL MESE, proverei a dar da mangiare a un po' di bambini, cercherei di levare un po' di gente dalle favelas, cercherei di aiutare chi si sveglia ogni giorno e non sa se oggi riuscirà a mettere qualcosa nello stomaco...
È quello che costa AL MESE curare un leone afflitto da una malattia degenerativa. In Brasile.
Io con undicimila euro AL MESE, proverei a dar da mangiare a un po' di bambini, cercherei di levare un po' di gente dalle favelas, cercherei di aiutare chi si sveglia ogni giorno e non sa se oggi riuscirà a mettere qualcosa nello stomaco...
giovedì 14 luglio 2011
Parole al vento
oppure banalmente non ascoltate. Quando noi si diceva "Guardate che conoscere tutti le password di tutti è male" e frasi simili, ci si dava quasi dei matti. "Tanto cosa vuoi che succeda" si diceva...
E poi immancabilmente è successo, che qualcuno ha snasato sul pc di qualcun altro, trovando e leggendo quello che qualcun altro pensava e reputava privato.
E adesso tutti a cambiare password, a prendere istruzioni su come bloccare lo schermo e su come cancellare le cronologie varie.
E noi? Supporto, come sempre anche se con un aleggiante "e noi cosa avevamo detto????"
E poi immancabilmente è successo, che qualcuno ha snasato sul pc di qualcun altro, trovando e leggendo quello che qualcun altro pensava e reputava privato.
E adesso tutti a cambiare password, a prendere istruzioni su come bloccare lo schermo e su come cancellare le cronologie varie.
E noi? Supporto, come sempre anche se con un aleggiante "e noi cosa avevamo detto????"
martedì 12 luglio 2011
Final Check - Tecnico
Aereo pesante, questa volta, e anche un po' sbilanciato. Chi l'aveva usato prima si era un po' perso e aveva accumulato del ritardo. Andando un po' nel panico aveva svuotato molto del serbatoio sinistro e molto meno del destro. In ogni caso non è che la cosa dia troppa noia, anzi praticamente non si sente.
Siamo pesantucci, in tre, con un compagno di corso più indietro di me che fa da zavorra. Non solo l'aereo è pesante, ma anche con il baricentro più arretrato rispetto al solito.
Arriviamo al decollo in 13 minuti dalla messa in moto: un tempo più che buono a Montichiari.
Decollo, rotazione a 60 nodi, ma l'aereo fatica a salire. Tanto peso, più alta temperatura hanno due effetti deleteri: le ali sono meno efficaci (la portanza dipende linearmente dalla densità dell'aria, che dipende linearmente dalla temperatura, quindi più caldo=meno portanza) e il motore spinge meno (per due motivi: uno perché l'elica è meno efficace, per lo stesso motivo di cui sopra, e due perché il motore eroga meno potenza, visto che riceve meno aria, perché meno densa in quanto più calda). Passo la soglia pista sotto i 700 piedi: in una giornata d'inverno, quasi quasi si livella a 1300 prima di passare la soglia pista...
Via sul lago, un po' di volo lento (quanto tempo è passato), rallenta a 70 nodi, aria calda, via motore e su il muso.
Poi si sale a 2500 piedi, quattro 360, sopra Salò, due a trenta gradi, due a quarantacinque.
Poi su a 3000, uno stallo pulito, due o tre in configurazione di atterraggio, poi in discesa verso Lonato, un paio di intercettamenti sul Vor di Brescia, un inseguimento di un ultraleggero più alto di quello che deve essere e poi si rientra a Monti.
Un go around, un touch and go senza flap, con simulata di rejected takeoff, e poi una simulata di piantata motore, atterrando un po' storto.
Tutto ok. Ormai mi sento davvero in grado di prendere su un aereo, con qualcuno che non ne sa nulla, ed andare da qui a là.
Senza problemi, rispettando le regole e atterrando in sicurezza.
Qui. E anche là.
Siamo pesantucci, in tre, con un compagno di corso più indietro di me che fa da zavorra. Non solo l'aereo è pesante, ma anche con il baricentro più arretrato rispetto al solito.
Arriviamo al decollo in 13 minuti dalla messa in moto: un tempo più che buono a Montichiari.
Decollo, rotazione a 60 nodi, ma l'aereo fatica a salire. Tanto peso, più alta temperatura hanno due effetti deleteri: le ali sono meno efficaci (la portanza dipende linearmente dalla densità dell'aria, che dipende linearmente dalla temperatura, quindi più caldo=meno portanza) e il motore spinge meno (per due motivi: uno perché l'elica è meno efficace, per lo stesso motivo di cui sopra, e due perché il motore eroga meno potenza, visto che riceve meno aria, perché meno densa in quanto più calda). Passo la soglia pista sotto i 700 piedi: in una giornata d'inverno, quasi quasi si livella a 1300 prima di passare la soglia pista...
Via sul lago, un po' di volo lento (quanto tempo è passato), rallenta a 70 nodi, aria calda, via motore e su il muso.
Poi si sale a 2500 piedi, quattro 360, sopra Salò, due a trenta gradi, due a quarantacinque.
Poi su a 3000, uno stallo pulito, due o tre in configurazione di atterraggio, poi in discesa verso Lonato, un paio di intercettamenti sul Vor di Brescia, un inseguimento di un ultraleggero più alto di quello che deve essere e poi si rientra a Monti.
Un go around, un touch and go senza flap, con simulata di rejected takeoff, e poi una simulata di piantata motore, atterrando un po' storto.
Tutto ok. Ormai mi sento davvero in grado di prendere su un aereo, con qualcuno che non ne sa nulla, ed andare da qui a là.
Senza problemi, rispettando le regole e atterrando in sicurezza.
Qui. E anche là.
Final Check
Finalmente è finito l'addestramento.
Con l'ultimo controllo con il comandante si è scritta la parola fine a una esperienza di volo di oltre 50 ore di volo in circa 9 mesi.
Dribblando tra nebbia e brutto tempo fino a marzo-aprile e poi con impegni e casotti vari.
Nel mezzo ho conosciuto un sacco di gente simpatica, ho fatto amicizie che mai avrei pensato, ho visto le cose da un altro punto di vista. Letteralmente, oltre che metaforicamente.
Ora non vedo l'ora di cominciare a volare davvero.
Con la mia famiglia, e i miei amici.
E perché no, magari anche con qualcuno su cui fare colpo: "Che fai domani? perché io ho un aereo che mi aspetta e vado a fare un giro sul lago..."
Chi vivrà vedrà!
Con l'ultimo controllo con il comandante si è scritta la parola fine a una esperienza di volo di oltre 50 ore di volo in circa 9 mesi.
Dribblando tra nebbia e brutto tempo fino a marzo-aprile e poi con impegni e casotti vari.
Nel mezzo ho conosciuto un sacco di gente simpatica, ho fatto amicizie che mai avrei pensato, ho visto le cose da un altro punto di vista. Letteralmente, oltre che metaforicamente.
Ora non vedo l'ora di cominciare a volare davvero.
Con la mia famiglia, e i miei amici.
E perché no, magari anche con qualcuno su cui fare colpo: "Che fai domani? perché io ho un aereo che mi aspetta e vado a fare un giro sul lago..."
Chi vivrà vedrà!
Ogni 60 secondi, su Internet...
Infographic by- Shanghai Web Designers
Il motore di ricerca Google effettua 694,445 ricerche
Più di 6600 foto sono caricate su Flickr
600 video sono caricati su Youtube, assommando più di 25 ore di contenuto
Su Facebook sono pubblicati 695.000 aggiornamenti di stato, 79,364 post in bacheca e 510,040 commenti.
Sono registrati 70 domini
Sono spediti più di 168.000.000 messaggi di posta elettronica
Sono registrati 320 nuovi account e pubblicati 98.000 tweets su Twitter
Sono scaricate più di 13000 applicazioni per l'iPhone
Su Tumbler, piattaforma di microblogging sono pubblicati 20,000 nuovi posts
Firefox, il popolare browser web è scaricato più di 1700 volte
La piattaforma di blogging Wordpress è scaricato più di 50 volte
Plugin di WordPress sono scaricati più di 125 volte
100 accountsono creati sul Social Network professionale LinkedIn
40 nuove domande sono poste su YahooAnswers.com
Più di 100 domande sono poste su Answers.com
1 nuovo articolo è pubblicato su Associated Content, la sorgentoe più grande al mondo di contenuti community-created
1 nuova definizione è aggiunta su UrbanDictionary.com
Più di 1.200 pubblicità sono create su Craigslist
Sono fatti più di 370.000 minuti di chiamate via Skype
Più di 13.000 ore di musica in streaming sono fornite dall'Internet radio provider Pandora
Più di 1.600 letture sono effettuate su Scribd, il più grande sito di social reading publishing
tradotto da http://www.go-gulf.com/blog/60-seconds
lunedì 11 luglio 2011
Continui rincari della benzina.
Continui rincari della benzina.
E chemmeneffotteammé, io vado a metano. Il prezzo del metano è stabile da un po' almeno dal mio metanaio di fiducia...
E chemmeneffotteammé, io vado a metano. Il prezzo del metano è stabile da un po' almeno dal mio metanaio di fiducia...
Formula 1
Ieri pomeriggio mi sono guardato il gran premio di formula 1.
Diciamo che un po' il tempo (partenza sull'umido, poi asciugandosi) e un po' le nuove regole che hanno eliminato il rifornimento e le nuove gomme che hanno moltiplicato i pit stop, hanno movimentato parecchio la gara.
Finalmente poi qualcuno ha fatto un po' di cappelle ai box, anche se credo che Alonso, visto il passo, avrebbe vinto comunque.
Comunque gran premio godibile, giusto grado di tensione e vittoria finale. C'è da chiedere di più?
Diciamo che un po' il tempo (partenza sull'umido, poi asciugandosi) e un po' le nuove regole che hanno eliminato il rifornimento e le nuove gomme che hanno moltiplicato i pit stop, hanno movimentato parecchio la gara.
Finalmente poi qualcuno ha fatto un po' di cappelle ai box, anche se credo che Alonso, visto il passo, avrebbe vinto comunque.
Comunque gran premio godibile, giusto grado di tensione e vittoria finale. C'è da chiedere di più?
venerdì 8 luglio 2011
Raptor
Due parole al volo, prima di una analisi approfondita che sarà fatta nella raptor-serata (ovvero una serie ripetuta di giri su raptor per capire le differenze tra le varie posizioni).
Diciamo che l'ottovolante riporta in alto Gardaland nei parchi italiani per quanto riguarda l'adrenalina.
Fatto due volte, una circa a metà dal lato destro, la seconda in fondo dal lato sinistro.
A pelle, meglio a destra che a sinistra, notevole la seconda inversione (particolare perché da una posizione "a coltello" per una virata a sinistra si passa a una posizione a coltello con per virata a destra, quindi con "solo" 180 gradi di rotazione, spettacolare anche l'ultima inversione, con i 4 passaggi "a filo" della scenografia.
Alto il livello: ambientazione devastata senza essere cupa, anche se quella passa un po' in secondo piano, visto l'altissimo livello dell'ottovolante.
Diciamo che l'ottovolante riporta in alto Gardaland nei parchi italiani per quanto riguarda l'adrenalina.
Fatto due volte, una circa a metà dal lato destro, la seconda in fondo dal lato sinistro.
A pelle, meglio a destra che a sinistra, notevole la seconda inversione (particolare perché da una posizione "a coltello" per una virata a sinistra si passa a una posizione a coltello con per virata a destra, quindi con "solo" 180 gradi di rotazione, spettacolare anche l'ultima inversione, con i 4 passaggi "a filo" della scenografia.
Alto il livello: ambientazione devastata senza essere cupa, anche se quella passa un po' in secondo piano, visto l'altissimo livello dell'ottovolante.
lunedì 20 giugno 2011
Corsica
giovedì 9 giugno 2011
Mangiare da solo
Una delle cose che mi da più noia in questo periodo è che sono rimasto da solo a pranzo.
Capiamoci, questa cosa ha anche i suoi lati positivi (per esempio che posso mangiare quello che voglio, e che alla fine in 45 minuti mangio e recupero un po' di tempo che poi sfrutto per volare o per i giorni di ferie), ma è una cosa che mi intristisce molto.
Capiamoci, questa cosa ha anche i suoi lati positivi (per esempio che posso mangiare quello che voglio, e che alla fine in 45 minuti mangio e recupero un po' di tempo che poi sfrutto per volare o per i giorni di ferie), ma è una cosa che mi intristisce molto.
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martedì 24 maggio 2011
Multe ai tg
Allora, Berlusconi si fa intervistare dal TG1 e dal TG2 in spregio delle regole della par condicio, e chi paga?
Il TG1 e il TG2, ovvero? Noi!
Ma far pagare le multe a chi ne ha tratto vantaggio, cosa troppo difficile?
Il TG1 e il TG2, ovvero? Noi!
Ma far pagare le multe a chi ne ha tratto vantaggio, cosa troppo difficile?
mercoledì 18 maggio 2011
Confronto viaggi a Orio!
domenica 15 maggio 2011
Ore 4.37
Solo una parola. Grazie a tutti. Per le parole, per i gesti, per i balli. Per chi ho capito e chi no. Perché mi sono divertito. Perché una cosa così si vede troppo di rado. Perché c'è qualcuno con troppe palle e qualcuno che non ne ha e non capisce.
Perché la rampela non me la aspettavo.
Perché quelli della rampela, in quel periodo, hanno sbagliato obiettivo.
Perché è stata un grande cosa, e io, la mia parte, per quanto piccola l'ho fatta, correndo, sudando e piangendo. Molto meno di quanto pensassi.
Grazie a tutti...
Perché la rampela non me la aspettavo.
Perché quelli della rampela, in quel periodo, hanno sbagliato obiettivo.
Perché è stata un grande cosa, e io, la mia parte, per quanto piccola l'ho fatta, correndo, sudando e piangendo. Molto meno di quanto pensassi.
Grazie a tutti...
martedì 10 maggio 2011
Cartine
Ho recuperato un logger funzionante, e mi sono fatto un po' di cartine.
La prima è il confronto tra le due navigazione fatta sull'aeroporto di Cremona.
La prima volta (in blu) con Fabio (l'istruttore), la seconda volta da solo (in verde). Ho effettivamente fatto un errore, nella posizione sul punto Brescia e sul primo tratto, corretto trovando Lograto con il VOR.

La seconda è l'approach a Cremona. Sempre in verde con Fabio, e in verde da solo.

La terza, è la traccia dell'operazione di backtrack, ovvero l'inversione di marcia sulla pista e il rullaggio verso il punto attesa all'inizio della pista, per evitare di farsi millemila metri avanti e indietro per l'aeroporto...

L'ultima è la navigazione di oggi, la prima volta in un aeroporto vero: Orio al Serio.
Intanto che facevo il mio touch and go, decollava un Ryanair, e intanto che me ne stavo andando, un Ryanair ha aspettato che io attraversassi il sentiero di atterraggio della
pista opposta per ricevere la clearance al decollo....

Alla prossima!
La prima è il confronto tra le due navigazione fatta sull'aeroporto di Cremona.
La prima volta (in blu) con Fabio (l'istruttore), la seconda volta da solo (in verde). Ho effettivamente fatto un errore, nella posizione sul punto Brescia e sul primo tratto, corretto trovando Lograto con il VOR.

La seconda è l'approach a Cremona. Sempre in verde con Fabio, e in verde da solo.

La terza, è la traccia dell'operazione di backtrack, ovvero l'inversione di marcia sulla pista e il rullaggio verso il punto attesa all'inizio della pista, per evitare di farsi millemila metri avanti e indietro per l'aeroporto...

L'ultima è la navigazione di oggi, la prima volta in un aeroporto vero: Orio al Serio.
Intanto che facevo il mio touch and go, decollava un Ryanair, e intanto che me ne stavo andando, un Ryanair ha aspettato che io attraversassi il sentiero di atterraggio della
pista opposta per ricevere la clearance al decollo....

Alla prossima!
domenica 8 maggio 2011
Orio al Serio
Martedì me ne vado a Orio al Serio. Con l'istruttore, ovviamente. La mia prima in un altro aeroporto controllato. Ci vado a mezzogiorno, quando non ci sarà molto casino. Poi se va bene ci torno giovedì alle sei, nel momento in cui arriva un Ryanair ogni 3-6 minuti....
Grub
Oggi ho scoperto che il mio pc fisso si è perso il grub.
Proprio
Grub loading
Error 22
Mancando di live cd decentemente aggiornato (la macchina in questione non riesce a fare il boot da chiavetta), non ho potuto farci molto.
Però mi piacerebbe sapere come ha fatto mio papà, del tutto a digiuno di competenze informatiche, a fottersi il grub...
Proprio
Grub loading
Error 22
Mancando di live cd decentemente aggiornato (la macchina in questione non riesce a fare il boot da chiavetta), non ho potuto farci molto.
Però mi piacerebbe sapere come ha fatto mio papà, del tutto a digiuno di competenze informatiche, a fottersi il grub...
venerdì 6 maggio 2011
Procedure radio
Rieccoci con un altro post tecnico riguardo al corso di volo che sto seguendo.
La premessa è che moltissimi aeroporti interessati dall'aviazione generale non sono aeroporti controllati. Ovvero lo spazio aereo dell'ATZ (oppure lo spazio aereo dove risiede l'aeroporto) è spazio aereo di classe F oppure G (in Italia principalmente G).
Quindi sostanzialmente la separazione non è garantita (è compito del pilota separarsi dall'altro traffico) non è obbligatorio il contatto radio (se non per l'IFR), e le informazioni di traffico vengono fornite se disponibili (ovviamente se uno non chiama non è possibile sapere dov'è).
All'atto pratico, non c'è traffico IFR, ma solo VFR.
Come coordinarsi quindi per l'atterraggio?
A ogni aeroporto non controllato viene assegnata una frequenza, che viene utilizzata per il coordinamento.
Questa frequenza prende il nome di "Radio", per esempio "Cremona Radio".
In alcuni aeroporti e in alcune ore, a questa frequenza potrebbe rispondere una persona, non necessariamente qualificata, che da alcune informazioni di meteo e di traffico, ma che non risponde di quanto ti dice.
La procedura è questa: approssimandosi alla destinazione, si contatta l'ente con cui si era in contatto (nel caso di Cremona è Milano Informazioni) e ci si dichiara pronti al cambio frequenza.
Autorizzati a cambiare dal controllore di Milano si chiama la frequenza locale, salutando. Se risponde qualcuno, ci verranno date le meteo sul campo (spesso solo QNH e vento a terra), la pista in uso (se ce ne è una) e le eventuali informazioni di traffico (per esempio, c'è un PA28 in sottovento sinistro pista 11, oppure un C152 appena decollato dalla pista 29 e che sta lasciando il campo). A questo punto si dichiarano le intenzioni, conformandosi al traffico esistente. Se non c'è traffico, si dichiara la pista in uso (tenendo conto del vento) e le intenzioni. Se c'è traffico che arriva dopo, dovrà adeguarsi alla nostra scelta, oppure aspettare che noi ce ne andiamo.
Se non risponde nessuno, si ripete il saluto tre volte. Nel caso ci sia un altro aereo, ci chiamerà direttamente dichiarando la sua posizione e la sua quota, e le sue intenzioni (ultimo touch and go poi dirigiamo a ovest, oppure un full stop landing per la pista 11), e noi ci adegueremo a lui, dichiarando le intenzioni. Ovviamente lui avrà già scelto la pista in uso (si spera con un po' di cervello). La manica a vento la controlleremo in corto finale, anche se una idea di come tira il vento l'avremo già (in base alla deriva dell'aereo).
Se non risponde nessuno, prima di dichiarare la pista in uso dobbiamo andare a controllare il vento. Il passaggio è fatto almeno 500 piedi sopra la quota circuito, in modo da vedere eventuali aeroplani senza radio, e evitare di andare a sbatterci contro.
Controllata la manica a vento (la cui posizione è indicata sulle cartine di aeroporto) si sceglie la pista in uso (in base al vento), la si dichiara, e quindi ci si inserisce in sottovento, poi base e finale, dichiarando ogni mossa alla radio.
Fa un po' ridere continuare a chiamare con nessuno che ascolta, ma è fondamentale. Un altro traffico in arrivo sentirebbe le nostre chiamate e saprebbe già cosa aspettarsi.
Lasciando il campo si saluta (l'aria ;-) ) e salendo si ricontatta l'ente precedentemente lasciato.
La premessa è che moltissimi aeroporti interessati dall'aviazione generale non sono aeroporti controllati. Ovvero lo spazio aereo dell'ATZ (oppure lo spazio aereo dove risiede l'aeroporto) è spazio aereo di classe F oppure G (in Italia principalmente G).
Quindi sostanzialmente la separazione non è garantita (è compito del pilota separarsi dall'altro traffico) non è obbligatorio il contatto radio (se non per l'IFR), e le informazioni di traffico vengono fornite se disponibili (ovviamente se uno non chiama non è possibile sapere dov'è).
All'atto pratico, non c'è traffico IFR, ma solo VFR.
Come coordinarsi quindi per l'atterraggio?
A ogni aeroporto non controllato viene assegnata una frequenza, che viene utilizzata per il coordinamento.
Questa frequenza prende il nome di "Radio", per esempio "Cremona Radio".
In alcuni aeroporti e in alcune ore, a questa frequenza potrebbe rispondere una persona, non necessariamente qualificata, che da alcune informazioni di meteo e di traffico, ma che non risponde di quanto ti dice.
La procedura è questa: approssimandosi alla destinazione, si contatta l'ente con cui si era in contatto (nel caso di Cremona è Milano Informazioni) e ci si dichiara pronti al cambio frequenza.
Autorizzati a cambiare dal controllore di Milano si chiama la frequenza locale, salutando. Se risponde qualcuno, ci verranno date le meteo sul campo (spesso solo QNH e vento a terra), la pista in uso (se ce ne è una) e le eventuali informazioni di traffico (per esempio, c'è un PA28 in sottovento sinistro pista 11, oppure un C152 appena decollato dalla pista 29 e che sta lasciando il campo). A questo punto si dichiarano le intenzioni, conformandosi al traffico esistente. Se non c'è traffico, si dichiara la pista in uso (tenendo conto del vento) e le intenzioni. Se c'è traffico che arriva dopo, dovrà adeguarsi alla nostra scelta, oppure aspettare che noi ce ne andiamo.
Se non risponde nessuno, si ripete il saluto tre volte. Nel caso ci sia un altro aereo, ci chiamerà direttamente dichiarando la sua posizione e la sua quota, e le sue intenzioni (ultimo touch and go poi dirigiamo a ovest, oppure un full stop landing per la pista 11), e noi ci adegueremo a lui, dichiarando le intenzioni. Ovviamente lui avrà già scelto la pista in uso (si spera con un po' di cervello). La manica a vento la controlleremo in corto finale, anche se una idea di come tira il vento l'avremo già (in base alla deriva dell'aereo).
Se non risponde nessuno, prima di dichiarare la pista in uso dobbiamo andare a controllare il vento. Il passaggio è fatto almeno 500 piedi sopra la quota circuito, in modo da vedere eventuali aeroplani senza radio, e evitare di andare a sbatterci contro.
Controllata la manica a vento (la cui posizione è indicata sulle cartine di aeroporto) si sceglie la pista in uso (in base al vento), la si dichiara, e quindi ci si inserisce in sottovento, poi base e finale, dichiarando ogni mossa alla radio.
Fa un po' ridere continuare a chiamare con nessuno che ascolta, ma è fondamentale. Un altro traffico in arrivo sentirebbe le nostre chiamate e saprebbe già cosa aspettarsi.
Lasciando il campo si saluta (l'aria ;-) ) e salendo si ricontatta l'ente precedentemente lasciato.
giovedì 5 maggio 2011
Cremona Migliaro
Ieri sono stato per la prima volta a Cremona Migliaro.
A parte che è un po' un casino da trovare (sono tutti campi, l'asfalto è molto chiaro e non ci sono barriere o punti di riferimento tipo il fiume che costeggia l'aeroporto a Verona Boscomantico, poi la pista è cortina.
Non solo, ma visto che l'aeroporto non è controllato bisogna coordinarsi con gli altri piloti ed è una cosa diversa dal fatto che c'è un personaggio in torre che ti dice cosa fare e ne risponde...
A parte che è un po' un casino da trovare (sono tutti campi, l'asfalto è molto chiaro e non ci sono barriere o punti di riferimento tipo il fiume che costeggia l'aeroporto a Verona Boscomantico, poi la pista è cortina.
Non solo, ma visto che l'aeroporto non è controllato bisogna coordinarsi con gli altri piloti ed è una cosa diversa dal fatto che c'è un personaggio in torre che ti dice cosa fare e ne risponde...
mercoledì 4 maggio 2011
Ambulanze tra la folla
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=147653&sez=HOME_ROMA
Un'ambulanza nella calca della beatificazione di Giovanni Paolo II.
Ovvero nessuno a Roma aveva pensato che il primo maggio mattina, con un milione e mezzo di persone ad assistere a un evento modiale, forse non era il caso di far passare un'ambulanza in via della Conciliazione.
Mi piacerebbe anche sapere come faceva il signore (o l'articolista che glielo ha messo in bocca) a dire che i pellegrini erano infastiditi dalla sirena, oppure magari dal rischio di finire sotto l'ambulanza o la sua auto, visto che è una cosa che può capitare, se hai una massa di persone dietro che spinge. Si vede che non è mai stato nella folla....
Un'ambulanza nella calca della beatificazione di Giovanni Paolo II.
Ovvero nessuno a Roma aveva pensato che il primo maggio mattina, con un milione e mezzo di persone ad assistere a un evento modiale, forse non era il caso di far passare un'ambulanza in via della Conciliazione.
Mi piacerebbe anche sapere come faceva il signore (o l'articolista che glielo ha messo in bocca) a dire che i pellegrini erano infastiditi dalla sirena, oppure magari dal rischio di finire sotto l'ambulanza o la sua auto, visto che è una cosa che può capitare, se hai una massa di persone dietro che spinge. Si vede che non è mai stato nella folla....
lunedì 2 maggio 2011
Alemanno e i soldi per il Papa
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_maggio_2/alemanno-sul-primo-maggio-190553009239.shtml
Povero Alemanno, che deve pagare per l'evento della beatificazione di Giovanni Paolo II.
Non l'avevo sentito lamentarsi per questi. Che sono tutte le domeniche. E magari anche qualche giorno a Trigoria e a Formello, se la domenica non è andata bene...
Povero Alemanno, che deve pagare per l'evento della beatificazione di Giovanni Paolo II.
Non l'avevo sentito lamentarsi per questi. Che sono tutte le domeniche. E magari anche qualche giorno a Trigoria e a Formello, se la domenica non è andata bene...
sabato 2 aprile 2011
Informazione
Beh, da un giornale uno si aspetterebbe che le notizie vengano pubblicate o meno secondo criteri di verità. Magari se la verità non è così chiara da capire, si temporeggia un attimo, si verificano affermazioni e fonti quanto più le affermazioni sono grandi, e poi si pubblica.
Invece no, il criterio guida per la pubblicazione delle fonti è "Può far comodo al mio padrone-al mio editore-al partito che rappresento??"
È il caso di questi giorni de "Il Fatto Quotidiano", che, per la fretta di pubblicare una intervista piuttosto sensazionalistica contro il nucleare, visto che essere antiberlusconiani oggi è essere antinuclearisti, scrive una marea di vaccate, che restano in home page per giorni, che spargono paura inutilmente, veicolando notizie false e senza curarsi della verità dei fatti. Alla faccia di chi gratis e di hobby sta facendo informazione seria e degna sull'incidente di Fukushima.
Che schifo!
Invece no, il criterio guida per la pubblicazione delle fonti è "Può far comodo al mio padrone-al mio editore-al partito che rappresento??"
È il caso di questi giorni de "Il Fatto Quotidiano", che, per la fretta di pubblicare una intervista piuttosto sensazionalistica contro il nucleare, visto che essere antiberlusconiani oggi è essere antinuclearisti, scrive una marea di vaccate, che restano in home page per giorni, che spargono paura inutilmente, veicolando notizie false e senza curarsi della verità dei fatti. Alla faccia di chi gratis e di hobby sta facendo informazione seria e degna sull'incidente di Fukushima.
Che schifo!
martedì 29 marzo 2011
Addestramento pratico PPL
L'addestramento per diventare un pilota di aeroplani non è lasciato al caso.
Per permettere il mutuo riconoscimento di licenze e delle abilitazioni è stato definito un protocollo molto preciso per portare una persona a portare un aeroplano in maniera totalmente sicura. Il tutto è definito in un documento chiamato JAR-FCL. Parleremo in un secondo momento di questi documenti in generale.
L'addestramento è suddiviso in quattro fasi, alla fine di ogni fase c'è un check con il capo istruttore, che praticamente sancisce che sei arrivato agli obiettivi di quella fase.
Lo scopo della fase 1 è imparare a volare. Ovviamente è la fase più delicata, e infatti è quella per la quale sono fissati in maniera più precisa i vari passaggi.
Gli esercizi da fare sono:
O meglio, poi si fa il check di fase 1 e la prima fase è finita.
In fase due si fanno alcuni voli di consolidamento di cose fatte nella fase uno, si fanno le virate accentuate (45°) si simulano le piantate motore in crociera, arrivando praticamente a terra, scegliendo il campo buono. Si fanno poi alcuni voli da solo sempre con l'idea di consolidare le capacità ottenute nella fase uno.
Navigazioni.
Dopo un long briefing, si sceglie un aeroporto, si pianifica una navigazione verso l'aeroporto, e poi si effettua la navigazione. Si va tante volte quanto serve, poi da soli, quando l'istruttore lo ritene opportuno.
Poi si passa a un altro aeroporto.
Si naviga a vista. Ovvero si definiscono prue e tempi, ma non è possibile definire con precisione l'effetto del vento, quindi è opportuno fissare dei waypoint riconoscibili dall'alto (incroci stradali, chiese, linee ferroviarie) che facciano correggere l'effetto dei venti.
Stesso discorso della navigazione, ma fatta con il supporto dei radioaiuti, come NDB, VOR e simili.
Fatta l'ultima radionavigazione, se si hanno più di 45 ore di volo, si richiede l'esame. Fissato l'esame, si fa una navigazione di almeno 150 miglia, coinvolgente almeno due aeroporti oltre a quello di partenza. L'esame poi sarà una navigazione partendo da zero, e si va ad effettuarla con l'esaminatore.
A questo punto, si ha la licenza, e si comincia a volare per vero diletto!!!
Per permettere il mutuo riconoscimento di licenze e delle abilitazioni è stato definito un protocollo molto preciso per portare una persona a portare un aeroplano in maniera totalmente sicura. Il tutto è definito in un documento chiamato JAR-FCL. Parleremo in un secondo momento di questi documenti in generale.
L'addestramento è suddiviso in quattro fasi, alla fine di ogni fase c'è un check con il capo istruttore, che praticamente sancisce che sei arrivato agli obiettivi di quella fase.
Fase 1
Lo scopo della fase 1 è imparare a volare. Ovviamente è la fase più delicata, e infatti è quella per la quale sono fissati in maniera più precisa i vari passaggi.
Gli esercizi da fare sono:
- Familiarizzazione con l'aeroplano (caratteristiche, layout della cabina, strumenti, checklist)
- Azioni pre e post volo (accettazione dell'aeroplano, check pre volo, equipaggiamento richiesto, completamento e chiusura del volo)
- Giretto in aria! Sperimentazione del volo.
- Effetto comandi (effetti primari e secondari dei comandi primari e secondari di volo)
- Rullaggio: che non è quello delle canne, ma spostarsi in terra per andare al decollo.
- Volo rettilineo orizzontale: assetto dell'aeroplano a livelli differenti di potenza.
- Salite: entrata e uscita dalla manovra, livellamento a una quota assegnata o desiderata.
- Discese: come fare per scendere. Ingresso e uscita dalla manovra, discesa con e senza potenza, e scivolata d'ala.
- Virate: entrata e uscita dalla manovra, virate in salita, virate in discesa, uscita per prua desiderata.
- Volo lento: volo in secondo regime, dove un aumento della potenza si riflette in una diminuzione della velocità
Stallo: tolgo potenza e l'aereo casca. Come casca, perché casca, come non farlo cascare troppo - Spin avoidance. Ne ho parlato qui
- Decollo e salita fino alla posizione di sottovento
- Circuito, approccio e atterraggio
- Primo solo
O meglio, poi si fa il check di fase 1 e la prima fase è finita.
Fase 2
In fase due si fanno alcuni voli di consolidamento di cose fatte nella fase uno, si fanno le virate accentuate (45°) si simulano le piantate motore in crociera, arrivando praticamente a terra, scegliendo il campo buono. Si fanno poi alcuni voli da solo sempre con l'idea di consolidare le capacità ottenute nella fase uno.
Fase 3
Navigazioni.
Dopo un long briefing, si sceglie un aeroporto, si pianifica una navigazione verso l'aeroporto, e poi si effettua la navigazione. Si va tante volte quanto serve, poi da soli, quando l'istruttore lo ritene opportuno.
Poi si passa a un altro aeroporto.
Si naviga a vista. Ovvero si definiscono prue e tempi, ma non è possibile definire con precisione l'effetto del vento, quindi è opportuno fissare dei waypoint riconoscibili dall'alto (incroci stradali, chiese, linee ferroviarie) che facciano correggere l'effetto dei venti.
Fase 4
Stesso discorso della navigazione, ma fatta con il supporto dei radioaiuti, come NDB, VOR e simili.
Fase conclusiva
Fatta l'ultima radionavigazione, se si hanno più di 45 ore di volo, si richiede l'esame. Fissato l'esame, si fa una navigazione di almeno 150 miglia, coinvolgente almeno due aeroporti oltre a quello di partenza. L'esame poi sarà una navigazione partendo da zero, e si va ad effettuarla con l'esaminatore.
A questo punto, si ha la licenza, e si comincia a volare per vero diletto!!!
domenica 20 marzo 2011
Luna gigante? Sì, Luna Gigante!
In merito alla Luna gigante di cui si parla tanto in questi giorni, ho voluto verificare con mano che la cosa fosse vera.
Stasera ho fatto una foto alla luna con il mio telescopio (un piccolo rifrattore galileiano 80mm/910mm) accoppiato alla mia D50, stessa identica attrezzatura usata qualche mese fa al Plas de l'Asen, per fotografare lo stesso soggetto.
Il risultato si può vedere qui sotto: la luna è visibilmente più grande.

Leggendo qui ho scoperto che ad agosto era praticamente all'apogeo, quindi la differenza è effettivamente notevole (circa 50000 km: 356577km oggi, circa 406389km allora, il dato è del plenilunio di qualche giorno dopo).
Occhio che le foto su Picasa sono state in parte reinquadrate, mentre ovviamente per il confronto ho usato gli originali...
Stasera ho fatto una foto alla luna con il mio telescopio (un piccolo rifrattore galileiano 80mm/910mm) accoppiato alla mia D50, stessa identica attrezzatura usata qualche mese fa al Plas de l'Asen, per fotografare lo stesso soggetto.
Il risultato si può vedere qui sotto: la luna è visibilmente più grande.
Leggendo qui ho scoperto che ad agosto era praticamente all'apogeo, quindi la differenza è effettivamente notevole (circa 50000 km: 356577km oggi, circa 406389km allora, il dato è del plenilunio di qualche giorno dopo).
Occhio che le foto su Picasa sono state in parte reinquadrate, mentre ovviamente per il confronto ho usato gli originali...
mercoledì 16 marzo 2011
Giappone
Non avendo balcone o finestra mia dove esporre una bandiera in un giorno di festa, la espongo qui, nella mia casa virtuale.

Questa bandiera esprime la mia vicinanza con il cuore al popolo giapponese, colpito da una tragedia di proporzioni immani, e in questi giorni strumentalizzato per motivi politici. Si è abbandonata la cronaca e la logica per correre dietro a interessi personali, di parte politica o di ideologia.
Il dibattito in Italia purtroppo è diventato nucleare sì-nucleare no, ignorando in maniera quasi completa le notizie delle persone che hanno perso tutto per un terremoto che in qualunque altra parte del mondo avrebbe raso al suolo tutto.
Questa bandiera è anche per protestare contro i media italiani, catastrofisti oltre misura, non esitano a speculare su questa tragedia, montando articoli FALSI come questo, intervistando gente che non c'entra nulla. Scusate se preferisco capire cosa succede in un paese sentendo giornalisti e tecnici di quel paese e non un politicante ministro tedesco.
Quindi, Italia, nel tuo 150esimo compleanno stai dando il peggio di te...

Questa bandiera esprime la mia vicinanza con il cuore al popolo giapponese, colpito da una tragedia di proporzioni immani, e in questi giorni strumentalizzato per motivi politici. Si è abbandonata la cronaca e la logica per correre dietro a interessi personali, di parte politica o di ideologia.
Il dibattito in Italia purtroppo è diventato nucleare sì-nucleare no, ignorando in maniera quasi completa le notizie delle persone che hanno perso tutto per un terremoto che in qualunque altra parte del mondo avrebbe raso al suolo tutto.
Questa bandiera è anche per protestare contro i media italiani, catastrofisti oltre misura, non esitano a speculare su questa tragedia, montando articoli FALSI come questo, intervistando gente che non c'entra nulla. Scusate se preferisco capire cosa succede in un paese sentendo giornalisti e tecnici di quel paese e non un politicante ministro tedesco.
Quindi, Italia, nel tuo 150esimo compleanno stai dando il peggio di te...
martedì 15 marzo 2011
Volo da solo - tecnico
Dopo il post del cuore, il post della testa.
Diciamo che la giornata non prometteva molto bene: molte nuvole e molto bagnato in terra, quindi alto rischio di nebbia. Verso mezzogiorno però il tempo sembra aprirsi: visibilità oltre i 10 km e nubi sui 4000 piedi.
Arrivando in aeroporto, la manica a vento mostrava un vento tra i 6 e gli 8 nodi praticamente traverso alla pista.
Nonostante ciò è il giorno deputato. Si va in volo, debitamente nutriti, e comunque si deve aspettare il comandante perché controlli che effettivamente posso andare in volo da solo.
Però il buon I-SIVI non aveva ancora volato, quindi con il pieno di carburante, siamo pesanti. Molto pesanti.
Prima di partire, ripasso quali sono i problemi al limite superiore del peso. Decidiamo di andare comunque, visti anche i 3 km di pista.
Con un po' di apprensione, accendo l'aeroplano, che si accende al primo colpo.
Via si rulla, prova motore, tutto ok.
Decollo un po' complicato: siamo pesanti, l'aereo non accelera come al solito, e fatica a ruotare.
Comunque si sale a quota circuito, cercando di contrastare il vento, che tende a spostarmi verso la pista.
Il primo approccio è disastroso: un tratto finale di sottovento troppo breve, il vento che accorcia il tratto di base, la virata in finale che non si chiude sempre a causa del vento.
Risultato finale: go around.
Si risale in quota, e il secondo giro, allungando opportunamente il tratto di sottovento e anticipando tantissimo la virata in finale. Atterraggio pulitissimo nonostante peso e vento.
Si chiude con una simulata di piantata motore. Viro immediatamente verso l'aeroporto, ma il vento mi ci spinge addosso. Mi trovo altissimo, se non avessi una pista lunghissima, non riuscirei ad arrivarci.
Ritorno al parcheggio, e a questo punto è il mio momento. Non spengo nemmeno il motore, vanno in torre, e io faccio una delle più belle chiamate radio: "PA-28 one people on board, for some touch and go on the field".
Durante il rullaggio e la prova motore, mi tremavano un po' le gambe. Autorizzato al lineup, mi allineo, faccio tutti i controlli, e poi aspetto.
Aspetto.
Che si siano dimenticati di me?
Oh, io li chiamo, al massimo mi mandano a cagare...
Autorizzato al decollo, si parte. Il buon vecchio I-SIVI, senza il peso dei due istruttori e del carburante consumato, scatta prontamente in pista. Decollo perfetto, via i flap, si vira a destra e si infila il sottovento. Faccio quasi lo stesso errore di prima, e mi presento storto all'allineamento. Avevo appena deciso che sarei riuscito ad atterrare, quando un colpo di vento mi storta la coda allontanandomi un po' dalla pista.
Un secondo e la decisione: go around. Assetto potenza, e si ridecolla. Comunico con la torre, che mi riautorizza per il sottovento.
Mi richiamano in base chiedendomi le intenzioni. Non che io avessi particolari idee, ho chiesto un full stop. Dalla torre mi chiedono conferma, alché dico che faccio quello che vuole il comandante, quindi chiedo un touch and go.
Mi allineo, stavolta meglio (oddio, non perfetto, ma diciamo che me la sono cavata), e faccio uno degli atterraggi più belli della mia vita di pilota. Forse un po' cortino, ma il punto di mira è parecchio avanti rispetto alla soglia pista. Centro la linea bianca, lascio rallentare un po', mi godo il momento, e poi si riparte.
Altro giro altro regalo, stavolta è un full stop. Atterraggio non migliore del primo, forse un po' stortino, però con 45 metri di pista ci si può permettere questo ed altro.
Rullaggio più bello del mondo, con doccia finale di Fabio, perché pilota bagnato, pilota fortunato....
Diciamo che la giornata non prometteva molto bene: molte nuvole e molto bagnato in terra, quindi alto rischio di nebbia. Verso mezzogiorno però il tempo sembra aprirsi: visibilità oltre i 10 km e nubi sui 4000 piedi.
Arrivando in aeroporto, la manica a vento mostrava un vento tra i 6 e gli 8 nodi praticamente traverso alla pista.
Nonostante ciò è il giorno deputato. Si va in volo, debitamente nutriti, e comunque si deve aspettare il comandante perché controlli che effettivamente posso andare in volo da solo.
Però il buon I-SIVI non aveva ancora volato, quindi con il pieno di carburante, siamo pesanti. Molto pesanti.
Prima di partire, ripasso quali sono i problemi al limite superiore del peso. Decidiamo di andare comunque, visti anche i 3 km di pista.
Con un po' di apprensione, accendo l'aeroplano, che si accende al primo colpo.
Via si rulla, prova motore, tutto ok.
Decollo un po' complicato: siamo pesanti, l'aereo non accelera come al solito, e fatica a ruotare.
Comunque si sale a quota circuito, cercando di contrastare il vento, che tende a spostarmi verso la pista.
Il primo approccio è disastroso: un tratto finale di sottovento troppo breve, il vento che accorcia il tratto di base, la virata in finale che non si chiude sempre a causa del vento.
Risultato finale: go around.
Si risale in quota, e il secondo giro, allungando opportunamente il tratto di sottovento e anticipando tantissimo la virata in finale. Atterraggio pulitissimo nonostante peso e vento.
Si chiude con una simulata di piantata motore. Viro immediatamente verso l'aeroporto, ma il vento mi ci spinge addosso. Mi trovo altissimo, se non avessi una pista lunghissima, non riuscirei ad arrivarci.
Ritorno al parcheggio, e a questo punto è il mio momento. Non spengo nemmeno il motore, vanno in torre, e io faccio una delle più belle chiamate radio: "PA-28 one people on board, for some touch and go on the field".
Durante il rullaggio e la prova motore, mi tremavano un po' le gambe. Autorizzato al lineup, mi allineo, faccio tutti i controlli, e poi aspetto.
Aspetto.
Che si siano dimenticati di me?
Oh, io li chiamo, al massimo mi mandano a cagare...
Autorizzato al decollo, si parte. Il buon vecchio I-SIVI, senza il peso dei due istruttori e del carburante consumato, scatta prontamente in pista. Decollo perfetto, via i flap, si vira a destra e si infila il sottovento. Faccio quasi lo stesso errore di prima, e mi presento storto all'allineamento. Avevo appena deciso che sarei riuscito ad atterrare, quando un colpo di vento mi storta la coda allontanandomi un po' dalla pista.
Un secondo e la decisione: go around. Assetto potenza, e si ridecolla. Comunico con la torre, che mi riautorizza per il sottovento.
Mi richiamano in base chiedendomi le intenzioni. Non che io avessi particolari idee, ho chiesto un full stop. Dalla torre mi chiedono conferma, alché dico che faccio quello che vuole il comandante, quindi chiedo un touch and go.
Mi allineo, stavolta meglio (oddio, non perfetto, ma diciamo che me la sono cavata), e faccio uno degli atterraggi più belli della mia vita di pilota. Forse un po' cortino, ma il punto di mira è parecchio avanti rispetto alla soglia pista. Centro la linea bianca, lascio rallentare un po', mi godo il momento, e poi si riparte.
Altro giro altro regalo, stavolta è un full stop. Atterraggio non migliore del primo, forse un po' stortino, però con 45 metri di pista ci si può permettere questo ed altro.
Rullaggio più bello del mondo, con doccia finale di Fabio, perché pilota bagnato, pilota fortunato....
Volo da solo
E quando, da allievo, aspetterai l'atterraggio di un liner a Montichiari, ricorderai che nella sua cabina c'è un comandante che ascolta il suono indescrivibile del frullare allegro dell'elica del tuo aeroplano.
Il comandante sa bene di essere arrivato fin lì custodendo i ricordi della scuola di volo e del primo decollo tutto solo, con il sedile di destra incredibilmente vuoto. E del Suo Istruttore. Di chi gli ha messo le ali, per sempre.
Grazie Fabio, grazie Francesco...
Il comandante sa bene di essere arrivato fin lì custodendo i ricordi della scuola di volo e del primo decollo tutto solo, con il sedile di destra incredibilmente vuoto. E del Suo Istruttore. Di chi gli ha messo le ali, per sempre.
Grazie Fabio, grazie Francesco...
venerdì 11 marzo 2011
Classificazione dei libri gioco
Prima di introdurre il metodo di sviluppo dei libri gioco, vorrei provare a tracciare una classificazione dei libri gioco. Questo ci serve per capire cosa vogliamo ottenere per poi scegliere al meglio le varianti dei metodi di sviluppo.
Un primo criterio per la classificazione è il numero di finali.
Non è detto che un libro gioco con un solo finale sia un brutto libro gioco. Anzi, la possibilità di arrivare al finale in più modi (o magari raccogliendo più o meno oggetti o punti) fa la ricchezza del libro gioco.
Poi i libri gioco si possono classificare secondo l'ambientazione.
È un critero meno rigoroso, del precedente, ma serve comunque per capire. La prima ambientazione che viene in mente di solito è il giallo-poliziesco. In questo caso il protagonista (e alter-ego del lettore) dovrà dimostrare particolare abilità nel capire gli indizi disseminati nel testo per arrivare alla soluzione.
Un altra ambientazione può essere una "caccia al tesoro" dove il lettore viene guidato attraverso una serie di enigmi o di prove che lo porteranno al finale.
Una terza ambientazione possibile è quella medieval-avventurosa. Il protagonista incappa in una situazione complicata e deve destreggiarsi usando trucchetti vari,
Una quarta possibile ambientazione, è quella mitologica. In questo caso, noi siamo degli dei che possono agire su una vicenda umana da spettatori.
Ovviamente le ambientazioni sono abbastanza infinite, ma useremo queste come esempio di come sfruttare il metodo di sviluppo in maniera efficace..
Altra cosa è la presenza o meno di eventi casuali.
Idra prevede una gestione molto intelligente degli eventi casuali, impedendo sostanzialmente di ritentare l'evento casuale per cambiarne il risultato.
Un evento casuale rende impossibile ripercorrere ripartendo da zero lo stesso percorso, rendendo più complicata la progettazione. Inoltre complica le cose in fase di progetto senza un grande valore aggiunto. Quindi scarterei almeno momentaneamente questa possibilità.
Questo è quanto mi viene in mente. Se ci sono altre cose da notare, commentate pure. Terrò conto (e riconoscerò la parternità) dei suggerimenti!
Un primo criterio per la classificazione è il numero di finali.
Non è detto che un libro gioco con un solo finale sia un brutto libro gioco. Anzi, la possibilità di arrivare al finale in più modi (o magari raccogliendo più o meno oggetti o punti) fa la ricchezza del libro gioco.
Poi i libri gioco si possono classificare secondo l'ambientazione.
È un critero meno rigoroso, del precedente, ma serve comunque per capire. La prima ambientazione che viene in mente di solito è il giallo-poliziesco. In questo caso il protagonista (e alter-ego del lettore) dovrà dimostrare particolare abilità nel capire gli indizi disseminati nel testo per arrivare alla soluzione.
Un altra ambientazione può essere una "caccia al tesoro" dove il lettore viene guidato attraverso una serie di enigmi o di prove che lo porteranno al finale.
Una terza ambientazione possibile è quella medieval-avventurosa. Il protagonista incappa in una situazione complicata e deve destreggiarsi usando trucchetti vari,
Una quarta possibile ambientazione, è quella mitologica. In questo caso, noi siamo degli dei che possono agire su una vicenda umana da spettatori.
Ovviamente le ambientazioni sono abbastanza infinite, ma useremo queste come esempio di come sfruttare il metodo di sviluppo in maniera efficace..
Altra cosa è la presenza o meno di eventi casuali.
Idra prevede una gestione molto intelligente degli eventi casuali, impedendo sostanzialmente di ritentare l'evento casuale per cambiarne il risultato.
Un evento casuale rende impossibile ripercorrere ripartendo da zero lo stesso percorso, rendendo più complicata la progettazione. Inoltre complica le cose in fase di progetto senza un grande valore aggiunto. Quindi scarterei almeno momentaneamente questa possibilità.
Questo è quanto mi viene in mente. Se ci sono altre cose da notare, commentate pure. Terrò conto (e riconoscerò la parternità) dei suggerimenti!
Libri gioco 3
Eccoci alla terza puntata sullo sviluppo di un libro gioco.
Nel frattempo è stato pubblicato il primo libro gioco prodotto dai ragazzini della quinta elementare, utilizzando Idra. Lo trovate su librigioco.vezzaboys.it.
Si parlava di come fare un libro gioco che non fosse un mero esercizio stilistico.
Per evitare di fare un grafo che diventa enorme, operiamo una serie di semplificazioni che porteranno a fare due grafi.
Il primo grafo, rappresenta la mappa del mondo, ovvero dove il nostro alter ego (ovvero il personaggio che "pilotiamo") andrà a muoversi. Inizialmente supponiamo anche che il personaggio possa andare ovunque fin dall'inizio.
Una volta definita la mappa del mondo, bisogna definire il grafo degli stati.
Il grafo degli stati definisce il percorso virtuale che il personaggio dovrà fare per concludere il libro gioco. Gli archi del grafo dovranno essere annotati con l'azione che porta lo stato al nodo successivo, e magari anche con il luogo (se importante) dove può avvenire questo passaggio.
Questo grafo ricorda un po' il grafo con cui descrivevamo le pagine nelle prime stesure, con alcune variazioni.
Il grafo può essere una cosa lineare. Se l'avventura è una caccia al tesoro, il grafo è lineare. Ovviamente la cosa è tanto più interessante quanto più complicati, astrusi o interessanti sono i passaggi che permettono di andare da un posto all'altro.
Nel frattempo è stato pubblicato il primo libro gioco prodotto dai ragazzini della quinta elementare, utilizzando Idra. Lo trovate su librigioco.vezzaboys.it.
Si parlava di come fare un libro gioco che non fosse un mero esercizio stilistico.
Per evitare di fare un grafo che diventa enorme, operiamo una serie di semplificazioni che porteranno a fare due grafi.
Il primo grafo, rappresenta la mappa del mondo, ovvero dove il nostro alter ego (ovvero il personaggio che "pilotiamo") andrà a muoversi. Inizialmente supponiamo anche che il personaggio possa andare ovunque fin dall'inizio.
Una volta definita la mappa del mondo, bisogna definire il grafo degli stati.
Il grafo degli stati definisce il percorso virtuale che il personaggio dovrà fare per concludere il libro gioco. Gli archi del grafo dovranno essere annotati con l'azione che porta lo stato al nodo successivo, e magari anche con il luogo (se importante) dove può avvenire questo passaggio.
Questo grafo ricorda un po' il grafo con cui descrivevamo le pagine nelle prime stesure, con alcune variazioni.
Il grafo può essere una cosa lineare. Se l'avventura è una caccia al tesoro, il grafo è lineare. Ovviamente la cosa è tanto più interessante quanto più complicati, astrusi o interessanti sono i passaggi che permettono di andare da un posto all'altro.
martedì 8 marzo 2011
Libri gioco
Da quando ho scoperto Idra, libreria Javascript per la creazione di libri gioco, sto pensando a un modo per supportare un creativo nella costruzione di un libro gioco di successo.
Nel senso, io non sono un creativo, e nemmeno un letterato. Quindi non ho idea di come si scriva un libro. Però, dopo aver goduto di molti libri gioco, prima cartacei e poi digitali, e visto il mio background informatico, posso mettere delle regole che a un creativo non verrebbero mai in mente, ma che fanno la differenza nel risultato finale.
Vedendo poi la recente esperienza di ragazzini di 5 elementare di Vezza, mi sono venute alcune considerazioni.
La prima è che, in ultima analisi, un libro gioco è rappresentabile con un grafo orientato. I vari nodi sono le pagine, e i lati sono i possibili cambiamenti di pagina.
La prima cosa fondamentale (sulla quale una persona non esperta può cadere) è che, perché la cosa sia efficace il passaggio di pagina deve implicare una SCELTA. Ovvero una azione volontaria del protagonista. Questa cosa a me sembrava assolutamente chiara, ma ho scoperto che non è così.
Il racconto più semplice che possiamo pensare, ha un grafo a forma di albero.
Ogni pagina ha due o più uscite, date dalla scelta di una azione, e non è possibile ricondursi a una situazione precedente. In un certo numero di passi, si arriva per forza alla soluzione. Il numero di pagine lette è compreso tra un minimo e un massimo, che sono poi le profondità minima e massima dei nodi dell'albero senza uscita.
La scelta di un racconto di questo tipo è probabilmente la migliore per iniziare soprattutto per i ragazzini. È necessario scrivere molto (un albero di almeno 5 piani quindi di 5 scelte, con scelta doppia per ogni "piano" richiede di scrivere almeno 31 pagine) e si familiarizza su cosa è un libro gioco. Inoltre è facile parallelizzare il lavoro, nel senso che ogni gruppetto può occuparsi della stesura di uno dei rami.
Cominciando a complicare le cose, l'albero delle scelte può cominciare a diventare un grafo. Magari si può cominciare a condividere un po' i finali (si può arrivare allo stesso finale in due modi diversi), e poi man mano complicare il grafo delle opzioni fino ad arrivare a un grafo vero (ovvero una cosa che dell'albero non ha più nulla se non un singolo punto iniziale e una serie di punti finali). La cosa è complicata a piacere, e può risultare difficoltoso seguire tutti i possibili flussi.
Il passo successivo per complicare le cose è l'introduzione di uno stato.
Uno stato è una serie di variabili che possono attivare o meno alcune connessioni tra le pagine. Gli esempi classici di stato sono tre: uno zaino con degli oggetti, oppure la possibilità di guadagnare delle somme di denaro, oppure l'acquisizione di informazioni quali password o parole d'ordine.
In prima approssimazione, la presenza o meno di un oggetto, o di una quantità di denaro possono sbloccare alcune azioni, ovvero il passaggio di pagina in pagina. In questo modo il grafo modifica la sua topologia durante lo svolgimento della storia. La situazione diventa abbastanza rapidamente piuttosto complicata, e diventa indispensabile una fase di test del libro, possibilmente fatta da persone che poco o nulla c'entrano con il libro. Il tester dovrà principalmente curarsi di provare il più possibile tutte le strade che gli si presentano, e non solo le possibilità più logiche o più ragionevoli.
A presto l'introduzione di un modo per sviluppare un libro gioco sufficientemente complicato da essere divertente da giocare (e non un mero esercizio stilistico).
Nel senso, io non sono un creativo, e nemmeno un letterato. Quindi non ho idea di come si scriva un libro. Però, dopo aver goduto di molti libri gioco, prima cartacei e poi digitali, e visto il mio background informatico, posso mettere delle regole che a un creativo non verrebbero mai in mente, ma che fanno la differenza nel risultato finale.
Vedendo poi la recente esperienza di ragazzini di 5 elementare di Vezza, mi sono venute alcune considerazioni.
La prima è che, in ultima analisi, un libro gioco è rappresentabile con un grafo orientato. I vari nodi sono le pagine, e i lati sono i possibili cambiamenti di pagina.
La prima cosa fondamentale (sulla quale una persona non esperta può cadere) è che, perché la cosa sia efficace il passaggio di pagina deve implicare una SCELTA. Ovvero una azione volontaria del protagonista. Questa cosa a me sembrava assolutamente chiara, ma ho scoperto che non è così.
Il racconto più semplice che possiamo pensare, ha un grafo a forma di albero.
Ogni pagina ha due o più uscite, date dalla scelta di una azione, e non è possibile ricondursi a una situazione precedente. In un certo numero di passi, si arriva per forza alla soluzione. Il numero di pagine lette è compreso tra un minimo e un massimo, che sono poi le profondità minima e massima dei nodi dell'albero senza uscita.
La scelta di un racconto di questo tipo è probabilmente la migliore per iniziare soprattutto per i ragazzini. È necessario scrivere molto (un albero di almeno 5 piani quindi di 5 scelte, con scelta doppia per ogni "piano" richiede di scrivere almeno 31 pagine) e si familiarizza su cosa è un libro gioco. Inoltre è facile parallelizzare il lavoro, nel senso che ogni gruppetto può occuparsi della stesura di uno dei rami.
Cominciando a complicare le cose, l'albero delle scelte può cominciare a diventare un grafo. Magari si può cominciare a condividere un po' i finali (si può arrivare allo stesso finale in due modi diversi), e poi man mano complicare il grafo delle opzioni fino ad arrivare a un grafo vero (ovvero una cosa che dell'albero non ha più nulla se non un singolo punto iniziale e una serie di punti finali). La cosa è complicata a piacere, e può risultare difficoltoso seguire tutti i possibili flussi.
Il passo successivo per complicare le cose è l'introduzione di uno stato.
Uno stato è una serie di variabili che possono attivare o meno alcune connessioni tra le pagine. Gli esempi classici di stato sono tre: uno zaino con degli oggetti, oppure la possibilità di guadagnare delle somme di denaro, oppure l'acquisizione di informazioni quali password o parole d'ordine.
In prima approssimazione, la presenza o meno di un oggetto, o di una quantità di denaro possono sbloccare alcune azioni, ovvero il passaggio di pagina in pagina. In questo modo il grafo modifica la sua topologia durante lo svolgimento della storia. La situazione diventa abbastanza rapidamente piuttosto complicata, e diventa indispensabile una fase di test del libro, possibilmente fatta da persone che poco o nulla c'entrano con il libro. Il tester dovrà principalmente curarsi di provare il più possibile tutte le strade che gli si presentano, e non solo le possibilità più logiche o più ragionevoli.
A presto l'introduzione di un modo per sviluppare un libro gioco sufficientemente complicato da essere divertente da giocare (e non un mero esercizio stilistico).
sabato 5 marzo 2011
Acrobazia e viti
Nella fase 1 dell'addestramento, c'è un esercizio, di solito teorico, che descrive le manovre per il riconoscimento e l'uscita dalla vite. Di solito è teorico perché la scuola non ha a disposizione né un aereo né un istruttore acrobatico. Il mio istruttore per esempio, non ha mai visto in pratica la vite, anche perché i PA-28 non sono certificati per una vite intenzionale.
Però l'Aeroclub di Brescia è anche scuola di volo acrobatico, e ha in "dotazione" un aereo acrobatico: un CAP 10, addestratore acrobatico con un motore da 180 cavalli. Ha un MTOW di 830kg, quindi un paio di quintali in meno del PA-28.
Risulta quindi molto più reattivo e molto più scattante rispetto al PA-28, grazie anche alla cloche che permette spostamenti molto più rapidi rispetto al volantino.
Inoltre ha il carrello biciclo (come i primi aerei, ovvero con il carrello principale anteriore e un ruotino pivottante in coda), che crea altri problemi.
Allora, sull'acrobatico si mette il paracadute, si ha una cintura a 6 punti di aggancio (due sopra le spalle, due ai lati delle cosce e due in mezzo alle gambe), più una ulteriore cintura di sicurezza.
La sensazione è di avere in mano un go kart, reattivo, scattante, quasi "violento" nei suoi movimenti. Causa del peso leggero, delle ali comunque grandi e della coda che ha una superficie comunque superiore rispetto agli aerei normali.
La missione è stata di portarci in zona di sicurezza (sul lago) e a una quota tale da non rischiare di andare a sbattere in terra in caso di problemi, poi 2 viti intenzionali e due per comandi incrociati.
La vite intenzionale è sostanzialmente uno stallo normale, che nella sua fase terminale con una spedalata si porta l'aereo in vite. Per uscirne, si dà pedale al contrario, e l'aereo interrompe immediatamente la vite, si orizzontalizzano le ali e poi si fa la rimessa normale dallo stallo.
Impressionante la velocità con la quale le cose succedono: in vite si perdono 300 piedi AL SECONDO. Insomma si è a terra in pochi secondi se non si prendono contromisure immediate.
La vite per comandi incrociati si può avere nella virata in base o in finale, quando si cerca di inclinare il meno possibile le ali. Per girare si usa il pedale (comunque improprio), e si mette volantino al contrario per contrastare il rollio indotto. In breve tempo ci si trova con i comandi incrociati (tutto piede destro e tutto volantino al contrario) e l'aereo di botto comincia ad avvitarsi verso terra. Nessun buffeting, nessun segno premonitore.
Immediatamente piede al contrario, si blocca la vite e via di rimessa. L'impressione è che, se capita virando in base, se ne esce, magari facendo il pelo alle case, ma se capita virando in finale bisogna essere veramente svelti per uscirne senza sbattere.
Insomma, impressionante vedere la terra riempire il parabrezza, vederlo ruotare, sempre più veloce, spettacolare la sensazione di "rinascita" quando si rivede un po' di cielo...
Tutti i piloti dovrebbero provarci, e se continuerò a volare, periodicamente un giretto sull'acrobatico lo farò di sicuro, perché la cosa è talmente improvvisa, imprevista e imprevedibile che bisogna essere pronti per reagire...
Però l'Aeroclub di Brescia è anche scuola di volo acrobatico, e ha in "dotazione" un aereo acrobatico: un CAP 10, addestratore acrobatico con un motore da 180 cavalli. Ha un MTOW di 830kg, quindi un paio di quintali in meno del PA-28.
Risulta quindi molto più reattivo e molto più scattante rispetto al PA-28, grazie anche alla cloche che permette spostamenti molto più rapidi rispetto al volantino.
Inoltre ha il carrello biciclo (come i primi aerei, ovvero con il carrello principale anteriore e un ruotino pivottante in coda), che crea altri problemi.
Allora, sull'acrobatico si mette il paracadute, si ha una cintura a 6 punti di aggancio (due sopra le spalle, due ai lati delle cosce e due in mezzo alle gambe), più una ulteriore cintura di sicurezza.
La sensazione è di avere in mano un go kart, reattivo, scattante, quasi "violento" nei suoi movimenti. Causa del peso leggero, delle ali comunque grandi e della coda che ha una superficie comunque superiore rispetto agli aerei normali.
La missione è stata di portarci in zona di sicurezza (sul lago) e a una quota tale da non rischiare di andare a sbattere in terra in caso di problemi, poi 2 viti intenzionali e due per comandi incrociati.
La vite intenzionale è sostanzialmente uno stallo normale, che nella sua fase terminale con una spedalata si porta l'aereo in vite. Per uscirne, si dà pedale al contrario, e l'aereo interrompe immediatamente la vite, si orizzontalizzano le ali e poi si fa la rimessa normale dallo stallo.
Impressionante la velocità con la quale le cose succedono: in vite si perdono 300 piedi AL SECONDO. Insomma si è a terra in pochi secondi se non si prendono contromisure immediate.
La vite per comandi incrociati si può avere nella virata in base o in finale, quando si cerca di inclinare il meno possibile le ali. Per girare si usa il pedale (comunque improprio), e si mette volantino al contrario per contrastare il rollio indotto. In breve tempo ci si trova con i comandi incrociati (tutto piede destro e tutto volantino al contrario) e l'aereo di botto comincia ad avvitarsi verso terra. Nessun buffeting, nessun segno premonitore.
Immediatamente piede al contrario, si blocca la vite e via di rimessa. L'impressione è che, se capita virando in base, se ne esce, magari facendo il pelo alle case, ma se capita virando in finale bisogna essere veramente svelti per uscirne senza sbattere.
Insomma, impressionante vedere la terra riempire il parabrezza, vederlo ruotare, sempre più veloce, spettacolare la sensazione di "rinascita" quando si rivede un po' di cielo...
Tutti i piloti dovrebbero provarci, e se continuerò a volare, periodicamente un giretto sull'acrobatico lo farò di sicuro, perché la cosa è talmente improvvisa, imprevista e imprevedibile che bisogna essere pronti per reagire...
mercoledì 23 febbraio 2011
Installazione Autocad
Oggi al lavoro mi tocca installare 18 copie di Autocad Inventor sui 18 catorci della scuola.
Queste sono le vicissitudini, in live-update...
ore 13.52: ok, sembra funzioni (ovvero si avvia). Avanti il prossimo...
ore 13.51: licenza attivata, parte il programma.
ore 13.50: come penso di avviare il task manager, mi chiede di attivare la licenza
ore 13.50: nessun segno di vita, a parte il frullare del disco.
ore 13.48: riavviato e avviato il programma.
ore 13.46: installazione finita. Riavvio necessario (mava!). Ora vediamo se si apre...
ore 13.44: il disco frulla, la barra avanza, ma quando arriva in fondo ricomincia. A costo di essere ripetitivo, bah!
ore 13.42: richiesta ancora del disco n. 6. Bah...
ore 13.40: Java si è rassegnato a rimanere non aggiornato, non sembra stia leggendo il disco ma la barra continua ad avanzare.
ore 13.21: dopo un rapido passaggio con il dvd 1, ora è il momento del dvd n. 4
ore 13.20: installazione finita, mancano le mechanical parts che vado ad installare adesso, giusto per vedere quanto ci vuole.
ore 13.13: Finita l'installazione del programma si passa alla installazione delle librerie contenuti: disco 6/7
ore 13.02: Java continua a volersi aggiornare, io continuo a non volerlo aggiornare...
ore 12.56: inserire il dvd n. 2
ore 12.50: secondo tentativo: stavolta scelgo la configurazione di default, e l'installazione parte. Nel frattempo Java pretende di essere aggiornato. Lo sarà a tempi migliori...
ore 12.45: il configuratore dell'installazione schianta miseramente. Al tentativo di riavvio millanta di essere il secondo in esecuzione e quindi non riparte. Primo riavvio
ore 12.40: mi chiede la licenza. La trovo sulla confezione dei cd.
ore 12.25: finita la disinstallazione, riavvio per l'aggiornamento, e parto con l'installazione
ore 12.20: dopo un aggiornamento non voluto, Windows, garrulo, chiede di essere riavviato, e minaccia di farlo autonomamente dopo 15 minuti
ore 12.10: necessario disinstallare la versione Trial, quindi si procede con la disinstallazione
ore 12: si comincia, si vanno a prendere due macchine cavie e si monitora il tempo di installazione
Queste sono le vicissitudini, in live-update...
ore 13.52: ok, sembra funzioni (ovvero si avvia). Avanti il prossimo...
ore 13.51: licenza attivata, parte il programma.
ore 13.50: come penso di avviare il task manager, mi chiede di attivare la licenza
ore 13.50: nessun segno di vita, a parte il frullare del disco.
ore 13.48: riavviato e avviato il programma.
ore 13.46: installazione finita. Riavvio necessario (mava!). Ora vediamo se si apre...
ore 13.44: il disco frulla, la barra avanza, ma quando arriva in fondo ricomincia. A costo di essere ripetitivo, bah!
ore 13.42: richiesta ancora del disco n. 6. Bah...
ore 13.40: Java si è rassegnato a rimanere non aggiornato, non sembra stia leggendo il disco ma la barra continua ad avanzare.
ore 13.21: dopo un rapido passaggio con il dvd 1, ora è il momento del dvd n. 4
ore 13.20: installazione finita, mancano le mechanical parts che vado ad installare adesso, giusto per vedere quanto ci vuole.
ore 13.13: Finita l'installazione del programma si passa alla installazione delle librerie contenuti: disco 6/7
ore 13.02: Java continua a volersi aggiornare, io continuo a non volerlo aggiornare...
ore 12.56: inserire il dvd n. 2
ore 12.50: secondo tentativo: stavolta scelgo la configurazione di default, e l'installazione parte. Nel frattempo Java pretende di essere aggiornato. Lo sarà a tempi migliori...
ore 12.45: il configuratore dell'installazione schianta miseramente. Al tentativo di riavvio millanta di essere il secondo in esecuzione e quindi non riparte. Primo riavvio
ore 12.40: mi chiede la licenza. La trovo sulla confezione dei cd.
ore 12.25: finita la disinstallazione, riavvio per l'aggiornamento, e parto con l'installazione
ore 12.20: dopo un aggiornamento non voluto, Windows, garrulo, chiede di essere riavviato, e minaccia di farlo autonomamente dopo 15 minuti
ore 12.10: necessario disinstallare la versione Trial, quindi si procede con la disinstallazione
ore 12: si comincia, si vanno a prendere due macchine cavie e si monitora il tempo di installazione
lunedì 14 febbraio 2011
Esperimento per Fumatori
Ciao a tutti
è un po' che mi sento dire da amici fumatori che le sigarette prese a Livigno sono diverse, più leggere, e con un "sapore" differente rispetto alle sigarette comprate in Italia. Qualcuno sostiene che anche le sigarette prese nei vari duty free in giro per gli aeroporti del mondo soffrano della stessa problematica.
Sinceramente a me sembra una stronzata. Nel senso che mi sembra impossibile che la Marlboro abbia una linea di produzione apposta per Livigno. Vorrei ricordare che anni fa, i dischi di una famosa marca venivano prodotti tutti uguali (nel taglio più grosso) e poi limitati a livello di programmazione del controller, per evitare di avere tre linee di produzione.
Quindi sto cercando volontari e materiali per un esperimento in doppio cieco, che faccia scoprire se effettivamente la differenza c'è.
Il protocollo per l'esperimento potrebbe essere il seguente:
Ora, ho necessità di fumatori che hanno voglia di "sbattersi" un po' per questo mio esperimento.
Fatemi sapere, qui nei commenti o via mail a me@andreaocchi.net.
Risultati a presto, sempre che si trovino cavie....
è un po' che mi sento dire da amici fumatori che le sigarette prese a Livigno sono diverse, più leggere, e con un "sapore" differente rispetto alle sigarette comprate in Italia. Qualcuno sostiene che anche le sigarette prese nei vari duty free in giro per gli aeroporti del mondo soffrano della stessa problematica.
Sinceramente a me sembra una stronzata. Nel senso che mi sembra impossibile che la Marlboro abbia una linea di produzione apposta per Livigno. Vorrei ricordare che anni fa, i dischi di una famosa marca venivano prodotti tutti uguali (nel taglio più grosso) e poi limitati a livello di programmazione del controller, per evitare di avere tre linee di produzione.
Quindi sto cercando volontari e materiali per un esperimento in doppio cieco, che faccia scoprire se effettivamente la differenza c'è.
Il protocollo per l'esperimento potrebbe essere il seguente:
- Si compra un pacchetto di sigarette di Livigno e un pacchetto di sigarette "locali". Se sono disponibili si possono utilizzare anche sigarette prese nei duty free, ma non è detto che siano così reperibili.
- Si controlla che le sigarette non siano distinguibili (numeri di serie impressi o altro) oppure si provvede alla cancellazione dei segni distintivi, se possibile
- Lo sperimentatore (cioè io, magari filmando il tutto) toglie una sigaretta per ogni pacchetto (da consegnare per reference) e dispone in maniera casuale le sigarette, segnando la provenienza su un apposito modulo. Poi numera le sigarette con un'etichetta sul filtro, e ricompone i pacchetti. Il modulo viene poi imbustato, sigillato e controfirmato, in modo che rimanga al sicuro fino alla fine dell'esperimento.
- A questo punto ci sono due pacchetti di sigarette con provenienze diverse mischiate in maniera casuale e senza la possibilità per il fumatore di distinguerle se non per l'eventuale differenza di sapore. Inoltre ci sono due sigarette di cui si conosce la provenienza.
- Il fumatore "cavia" riceverà insieme ai pacchetti di sigarette un modulo dove dovrà segnare la provenienza presunta delle sigarette, e le due sigarette di riferimento.
- Fumati i pacchetti (possibilmente senza mischiare con sigarette di provenienza conosciuta) e segnate tutte le provenienze, si provvede a controllare (ancora in maniera filmata) la corrispondenza della provenienza presunta con quella effettiva.
- Si definiscono le seguenti fasce di risultato:
- 40-60% esperimento non riuscito: non si distingue la provenienza
- 10-40% e 60-90% esperimento quasi riuscito: ci sono elementi per ulteriori analisi o esperimenti con altri fumatori
- 0-10% o 90-100% c'è una effettiva differenza tra le sigarette. In caso di risultato minore del 10% sono necessarie ulteriori analisi.
Ora, ho necessità di fumatori che hanno voglia di "sbattersi" un po' per questo mio esperimento.
Fatemi sapere, qui nei commenti o via mail a me@andreaocchi.net.
Risultati a presto, sempre che si trovino cavie....
domenica 6 febbraio 2011
Australia unlive blogging part 3
Domenica 6 febbraio
Ore 18.25 gironzolando per perth, bevendo birra, strasciallo estivo...
Lunedì 7 febbraio
Ore 13.00 Minchia se scotta sto sole!
Martedì 8 febbraio
Ore 10.30, zecca di Perth. se mi volete a peso d'oro, preparatevi a sborsare quasi 5 milioni di dollari!
ore 11.00, cattedrale cattolica di perth. sembra che un terremoto o
qualcosa abbia fatto crollare parte della navata. al posto di rifarla simile o uguale, hanno tirato su una struttura in cemento armato, acciaio e vetro....
Ore 12.00 swan bell tower: che ci dicono campanù,ma anche qui non scherzano!
Ore 13.00: realizza che qui, nell'emisfero australe, il sole va da est a ovest passando per il nord. Rivelazione!!!
Ore 15.30: non è bello sentirsi fuori posto bevendo una birra sulla spiaggia. Non posso riuscire a sbattermene come tutti gli altri?
Ore 15.40: figo il praticello: sembra quasi sintetico, ma è erba vera!
Ore 23.20: qui è pieno di ragazze con la gonna corta che passano il tempo a tirarla giù..
Mercoledì 9 febbraio
Ore 0.50
Mi sono ufficialmente stufato. Per fortuna si va a casa...
Ore 12.00
Che oggi, a vedere il tipo che faceva touch and go all'aeroporto di Rottnest Island, mi sono sentito a casa!
Ore 23.30: so prope ciok ciok ciok. Ma non come l'acqua che cade: so prope ciok ciok ciok!
Giovedì 10 febbraio
Ore 14.00: io la marathon des sables, non la volevo fare!
Ore 15.00: che questa qui in parte a me, ha amiche molto peggiori dei miei amici!!
Ore 23.30: il posto-disco dove dovevamo andare non ci vuole in quanto pantaloncinati. Si "ripiega" in un locale dove fanno musica dal vivo. Meglio così...
Ore 23.59: e poi a me i locali che fanno questo tipo di selezione all'ingresso mi stanno sul culo...
Venerdì 11 febbraio
Ore 19.00: grazie marco per l'occasione!
Ore 20.15: ultimi acquisti pre-partenza, un po' di tristezza, ma che occasione poter passare 15 giorni dall'altra parte del mondo, in estate a Febbraio, incontrando persone che ci hanno messo 22 giorni e non 22 ore a venire qui, e quando in Italia si moriva di fame, conoscendo un mondo che ha regole tutte sue.
Ore 18.25 gironzolando per perth, bevendo birra, strasciallo estivo...
Lunedì 7 febbraio
Ore 13.00 Minchia se scotta sto sole!
Martedì 8 febbraio
Ore 10.30, zecca di Perth. se mi volete a peso d'oro, preparatevi a sborsare quasi 5 milioni di dollari!
ore 11.00, cattedrale cattolica di perth. sembra che un terremoto o
qualcosa abbia fatto crollare parte della navata. al posto di rifarla simile o uguale, hanno tirato su una struttura in cemento armato, acciaio e vetro....
Ore 12.00 swan bell tower: che ci dicono campanù,ma anche qui non scherzano!
Ore 13.00: realizza che qui, nell'emisfero australe, il sole va da est a ovest passando per il nord. Rivelazione!!!
Ore 15.30: non è bello sentirsi fuori posto bevendo una birra sulla spiaggia. Non posso riuscire a sbattermene come tutti gli altri?
Ore 15.40: figo il praticello: sembra quasi sintetico, ma è erba vera!
Ore 23.20: qui è pieno di ragazze con la gonna corta che passano il tempo a tirarla giù..
Mercoledì 9 febbraio
Ore 0.50
Mi sono ufficialmente stufato. Per fortuna si va a casa...
Ore 12.00
Che oggi, a vedere il tipo che faceva touch and go all'aeroporto di Rottnest Island, mi sono sentito a casa!
Ore 23.30: so prope ciok ciok ciok. Ma non come l'acqua che cade: so prope ciok ciok ciok!
Giovedì 10 febbraio
Ore 14.00: io la marathon des sables, non la volevo fare!
Ore 15.00: che questa qui in parte a me, ha amiche molto peggiori dei miei amici!!
Ore 23.30: il posto-disco dove dovevamo andare non ci vuole in quanto pantaloncinati. Si "ripiega" in un locale dove fanno musica dal vivo. Meglio così...
Ore 23.59: e poi a me i locali che fanno questo tipo di selezione all'ingresso mi stanno sul culo...
Venerdì 11 febbraio
Ore 19.00: grazie marco per l'occasione!
Ore 20.15: ultimi acquisti pre-partenza, un po' di tristezza, ma che occasione poter passare 15 giorni dall'altra parte del mondo, in estate a Febbraio, incontrando persone che ci hanno messo 22 giorni e non 22 ore a venire qui, e quando in Italia si moriva di fame, conoscendo un mondo che ha regole tutte sue.
domenica 30 gennaio 2011
Australia unlive blogging part 2
domenica 30 gennaio
ore 11: fico sto posto: hotel-ristorante-pasticceria svedese nel bel mezzo di Perth. Carina anche la commessa cinesina...
ore 13.00: a pranzo da oriundi vezzesi. conoscono persone e fatti di vezza meglio di noi che a vezza sostanzialmente viviamo.
ore 16.00: in viaggio verso Freemantle attacca bottone un tipo. Penso sia un po' gay, ma poi lo vedo al bar con un figone. A proposito, i miei ormoni non sono pronti a tutta sta carne femminile al vento...
ore 16.30: la quantità di ragazze in giro senza reggiseno è imbarazzante
ore 19.00: nella città più secca del mondo comincia a piovere.. merd!
Lunedì 31 gennaio
Ore 10.30: come mai guidano tutti dal lato sbagliato?
Ore 12.30: e questa sarebbe una HIGHWAY? un semaforo ogni 500 metri e sembra non sappiano cos'è l'onda verde!
Ore 15: cartello "da qui in avanti niente camion più lunghi di 36 metri. Quindi prima potevano esserci camion più lunghi?
ore 18.00: facciamo gasolio: nei prossimi 120km c'è un solo villaggio che ha un aeroporto ma non gasolio. funzionerà sto camper con il jet-a1?
ore 21.00: 120 km fatti, macchine incrociate 1, canguri visti 7 in 2 tranches. Trovata nella pioggia area campeggio. sembra di essere in un film western.
Ore 22.00: la taverna stile "dal tramonto all'alba" è chiusa. Nulla da fare, si va a letto. Sveglia alle 5.
Martedì 1 febbraio ore 6.00: mi mancava la vita da campeggio. Devo farlo più spesso.
Ore 10.00: che fa senso laggere sulla guida "summer festival (gennaio)"
Ore 13.30: facendo il barbecue a lucky bay ha scoperto come camminano i canguri: si appoggiano sulla coda e sulle zampe davanti!
Ore 14.30: bagno su una spiaggia la cui sabbia asciutta ha l'aspetto e la consistenza del gelato al limone, e bagnata assomiglia a un sorbetto. Fuga rapida per evitare ustione.
ore 15.30: che qui, sulla poltrona, sotto la verandina del camper si sta proprio da dio...
Ore 22.00: orione con la testa in giù fa proprio cagare. Proprio pessimo rispetto allo spettacolo che è da noi...
Ore 22.30: non so se qui la via lattea è più intensa, ma così marcata non l'avevo proprio mai vista. E che emozione vedere la croce del sud e le due nubi di magellano.
Mercoledì 2 febbraio
Ore 21.42: dopo parcheggio abarth vicino a una coppietta in van, seduto sulla poltrona da campeggio faccio fotografie al cielo.. fantastico!
Giovedì 3 febbraio, considerazioni sparse:
1) un paese non può dirsi civile se non ha una rete cellulare decente. Non dico nell'outback nel bel mezzo del nulla, ma almeno in paese...
2) lo sport nazionale dei giovani deve essere il drifting: praticamente in tutte le strade ci sono s fatte con le gomme in accelerazione. Peraltro mi chiedo come facciano visto che qua usano praticamente tutti il cambio automatico...
3) il cambio automatico è effettivamente comodo. Però fa troppo spesso quello che vuole lui, ignorando il possibile feed-forward del pilota. Opterei volentieri per un sequenziale puro (senza cambiata automatica)
Venerdì 4 febbraio
Ore 16.04: giro delle vinerie. Meglio fare lo skipper, ovvero colui che guida e non beve...
Ore 23.42: nono, non sono mica pronto all'urto di tutta questa gnocca mezza ignuda...
Sabato 5 febbraio
Ore 1.00 illegalmente parcheggiati nella spiaggia dei surfisti, sto cercando le forze per sbattermene del mio fisico. Qui sono tutti palestratissimi, abbronzatissimi, fighissimi. Agli unici grassi non si può dire niente perché o sono minatori, o sono boscaioli, comunque enormi...
ore 11: fico sto posto: hotel-ristorante-pasticceria svedese nel bel mezzo di Perth. Carina anche la commessa cinesina...
ore 13.00: a pranzo da oriundi vezzesi. conoscono persone e fatti di vezza meglio di noi che a vezza sostanzialmente viviamo.
ore 16.00: in viaggio verso Freemantle attacca bottone un tipo. Penso sia un po' gay, ma poi lo vedo al bar con un figone. A proposito, i miei ormoni non sono pronti a tutta sta carne femminile al vento...
ore 16.30: la quantità di ragazze in giro senza reggiseno è imbarazzante
ore 19.00: nella città più secca del mondo comincia a piovere.. merd!
Lunedì 31 gennaio
Ore 10.30: come mai guidano tutti dal lato sbagliato?
Ore 12.30: e questa sarebbe una HIGHWAY? un semaforo ogni 500 metri e sembra non sappiano cos'è l'onda verde!
Ore 15: cartello "da qui in avanti niente camion più lunghi di 36 metri. Quindi prima potevano esserci camion più lunghi?
ore 18.00: facciamo gasolio: nei prossimi 120km c'è un solo villaggio che ha un aeroporto ma non gasolio. funzionerà sto camper con il jet-a1?
ore 21.00: 120 km fatti, macchine incrociate 1, canguri visti 7 in 2 tranches. Trovata nella pioggia area campeggio. sembra di essere in un film western.
Ore 22.00: la taverna stile "dal tramonto all'alba" è chiusa. Nulla da fare, si va a letto. Sveglia alle 5.
Martedì 1 febbraio ore 6.00: mi mancava la vita da campeggio. Devo farlo più spesso.
Ore 10.00: che fa senso laggere sulla guida "summer festival (gennaio)"
Ore 13.30: facendo il barbecue a lucky bay ha scoperto come camminano i canguri: si appoggiano sulla coda e sulle zampe davanti!
Ore 14.30: bagno su una spiaggia la cui sabbia asciutta ha l'aspetto e la consistenza del gelato al limone, e bagnata assomiglia a un sorbetto. Fuga rapida per evitare ustione.
ore 15.30: che qui, sulla poltrona, sotto la verandina del camper si sta proprio da dio...
Ore 22.00: orione con la testa in giù fa proprio cagare. Proprio pessimo rispetto allo spettacolo che è da noi...
Ore 22.30: non so se qui la via lattea è più intensa, ma così marcata non l'avevo proprio mai vista. E che emozione vedere la croce del sud e le due nubi di magellano.
Mercoledì 2 febbraio
Ore 21.42: dopo parcheggio abarth vicino a una coppietta in van, seduto sulla poltrona da campeggio faccio fotografie al cielo.. fantastico!
Giovedì 3 febbraio, considerazioni sparse:
1) un paese non può dirsi civile se non ha una rete cellulare decente. Non dico nell'outback nel bel mezzo del nulla, ma almeno in paese...
2) lo sport nazionale dei giovani deve essere il drifting: praticamente in tutte le strade ci sono s fatte con le gomme in accelerazione. Peraltro mi chiedo come facciano visto che qua usano praticamente tutti il cambio automatico...
3) il cambio automatico è effettivamente comodo. Però fa troppo spesso quello che vuole lui, ignorando il possibile feed-forward del pilota. Opterei volentieri per un sequenziale puro (senza cambiata automatica)
Venerdì 4 febbraio
Ore 16.04: giro delle vinerie. Meglio fare lo skipper, ovvero colui che guida e non beve...
Ore 23.42: nono, non sono mica pronto all'urto di tutta questa gnocca mezza ignuda...
Sabato 5 febbraio
Ore 1.00 illegalmente parcheggiati nella spiaggia dei surfisti, sto cercando le forze per sbattermene del mio fisico. Qui sono tutti palestratissimi, abbronzatissimi, fighissimi. Agli unici grassi non si può dire niente perché o sono minatori, o sono boscaioli, comunque enormi...
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venerdì 28 gennaio 2011
Australia unlive blogging part 1
Esperimento di non-live blogging dall'australia. Oddio, meglio dire non-live twitting, visto che saranno più battute che pensieri complicati e circostanziati. Però per adesso la scarsità di batteria prima e di connessione poi, non mi hanno permesso di mantenere questa diretta online.
Le prime battute, me le sono impresse man mano nella testa, magari anche un po' a posteriori rispetto a una vera diretta, ma garantisco che sono tutti pensieri autentici passati nella mia testa...
Gli orari saranno in ora Zulu per le parti riguardanti i viaggi, in ora locale per il resto.
28 gennaio 2011
ore 8.30Z (9.30 CET): evvai di online checkin, scelta dei posti obbligata, ma non sono neanche male!
ore 9.30Z: dopo il caffé, si raccattano le ultime cose e si fa la valigia. La chiusura è più complicata del previsto, anche se decisamente agevole
ore 13.30Z: il Palla millanta di essere presente a casa, ma a casa non c'è, perché ci siamo già noi.
ore 13.45Z: con soli 15 minuti di ritardo oltre il ritardo previsto si parte.
ore 15.30Z: i pannelli a messaggio variabile annunciano code dopo Cormano per incidente. In macchina si favoleggia di recuperi auto incidentate modello Montecarlo (ovvero con gru appositamnte piazzate sul percorso)
ore 15.45Z: pericolo scampato: dopo Cormano nulla di più che qualche rado rallentamento.
ore 18.00Z: prima fregatura della vacanza: 9 euro per un panino e una bottiglietta di acqua.
ore 20.10Z: si imbarcano i passeggeri: prima quelli della parte anteriore, poi a zone tutti quanti. Tipica coda all'italiana (ovvero a gruppo)
ore 20.30Z: ma quanto è figo il sistema di intrattenimento? 2 telecamere, una sulla pancia a guardare in giù e un sul muso a guardare avanti! Manca solo l'audio della radio e poi siamo a bolla!
ore 20.50Z: Comandante chiaccherone annuncia il de-ice. In realtà sull'ala c'è solo un po' di appannatura, ma d'altra parte, perché rischiare?
ore 21.10Z: Finalmente si decolla. La rotazione tremendamente vicino alla fine della pista. Dovrei cercare i diagrammi delle prestazioni di sto benedetto 777...
29 gennaio
ore 2.20: si comincia la discesa, viaggio tranquillo a parte un paio di sballottamenti in fase finale.
ore 2.45: si atterra a Dubai. Il sistema di intrattenimento si pianta ma vedo comunque la discesa dal muso. Atterraggio perfetto. Rullaggio di una vita, poi scendendo mi consegnano una busta di effetti personali della first e il miglior flight report compilato. Scendendo fanno paura le dimensioni dei motori. Praticamente ci sta la fusoliera di un 737...
ore 6.45: notevole l'aeroporto di Dubai: la dimostrazione che basta avere la pila per fare uno degli aeroporti più grandi del mondo...
ore 7.00: carina la hostess: non mi ha mica guardato male quando le ho dato il flight report.
ore 7,25: terzo pilota italiano = visita al cockpit del 777. Quasi retrò lo stile: ok i 3 grandi schermi del glass cockpit, ma la quantità di manopole, spie e interruttori analogici non lo fanno sembrare un videogioco.
ore 9.00: smaltita l'emozione della visita in cabina, dalle telecamere vedo una cosa fantastica: un piperino PA-28 che prendeva la precedenza al punto attesa da un A380 e dal nostro 777. Una cosa che da noi, impossibile...
ore 13.00: il mio IFE si pianta e perde il touch screen: rimedio usando il telecomando, ma alla fine si pianta e smette di funzionare del tutto...
ore 2.15 (ora di Perth): discesa un po' sballottata, atterraggio morbido, rullaggio eterno e coda per l'immigrazione.
ore 2.45: dopo aver ri-radiogenato i bagagli, siamo fuori. Si prende un taxi. 20 minuti e 35 dollari dopo siamo all'ostello.
ore 3.15: Arriva Marco con una amica che sembra aver dimenticato qualcosa. Una rapida occhiata dice che è il reggiseno. Non mi dispiace per nulla, a dire il vero...
ore 5.30: Non c'è neanche un locale aperto, quindi autoproduciamo due bottigliette di cocktail e ci sbraghiamo a chiccherare fuori dall'ostello...
ore 6.00: andiamo a letto col chiaro
Le prime battute, me le sono impresse man mano nella testa, magari anche un po' a posteriori rispetto a una vera diretta, ma garantisco che sono tutti pensieri autentici passati nella mia testa...
Gli orari saranno in ora Zulu per le parti riguardanti i viaggi, in ora locale per il resto.
28 gennaio 2011
ore 8.30Z (9.30 CET): evvai di online checkin, scelta dei posti obbligata, ma non sono neanche male!
ore 9.30Z: dopo il caffé, si raccattano le ultime cose e si fa la valigia. La chiusura è più complicata del previsto, anche se decisamente agevole
ore 13.30Z: il Palla millanta di essere presente a casa, ma a casa non c'è, perché ci siamo già noi.
ore 13.45Z: con soli 15 minuti di ritardo oltre il ritardo previsto si parte.
ore 15.30Z: i pannelli a messaggio variabile annunciano code dopo Cormano per incidente. In macchina si favoleggia di recuperi auto incidentate modello Montecarlo (ovvero con gru appositamnte piazzate sul percorso)
ore 15.45Z: pericolo scampato: dopo Cormano nulla di più che qualche rado rallentamento.
ore 18.00Z: prima fregatura della vacanza: 9 euro per un panino e una bottiglietta di acqua.
ore 20.10Z: si imbarcano i passeggeri: prima quelli della parte anteriore, poi a zone tutti quanti. Tipica coda all'italiana (ovvero a gruppo)
ore 20.30Z: ma quanto è figo il sistema di intrattenimento? 2 telecamere, una sulla pancia a guardare in giù e un sul muso a guardare avanti! Manca solo l'audio della radio e poi siamo a bolla!
ore 20.50Z: Comandante chiaccherone annuncia il de-ice. In realtà sull'ala c'è solo un po' di appannatura, ma d'altra parte, perché rischiare?
ore 21.10Z: Finalmente si decolla. La rotazione tremendamente vicino alla fine della pista. Dovrei cercare i diagrammi delle prestazioni di sto benedetto 777...
29 gennaio
ore 2.20: si comincia la discesa, viaggio tranquillo a parte un paio di sballottamenti in fase finale.
ore 2.45: si atterra a Dubai. Il sistema di intrattenimento si pianta ma vedo comunque la discesa dal muso. Atterraggio perfetto. Rullaggio di una vita, poi scendendo mi consegnano una busta di effetti personali della first e il miglior flight report compilato. Scendendo fanno paura le dimensioni dei motori. Praticamente ci sta la fusoliera di un 737...
ore 6.45: notevole l'aeroporto di Dubai: la dimostrazione che basta avere la pila per fare uno degli aeroporti più grandi del mondo...
ore 7.00: carina la hostess: non mi ha mica guardato male quando le ho dato il flight report.
ore 7,25: terzo pilota italiano = visita al cockpit del 777. Quasi retrò lo stile: ok i 3 grandi schermi del glass cockpit, ma la quantità di manopole, spie e interruttori analogici non lo fanno sembrare un videogioco.
ore 9.00: smaltita l'emozione della visita in cabina, dalle telecamere vedo una cosa fantastica: un piperino PA-28 che prendeva la precedenza al punto attesa da un A380 e dal nostro 777. Una cosa che da noi, impossibile...
ore 13.00: il mio IFE si pianta e perde il touch screen: rimedio usando il telecomando, ma alla fine si pianta e smette di funzionare del tutto...
ore 2.15 (ora di Perth): discesa un po' sballottata, atterraggio morbido, rullaggio eterno e coda per l'immigrazione.
ore 2.45: dopo aver ri-radiogenato i bagagli, siamo fuori. Si prende un taxi. 20 minuti e 35 dollari dopo siamo all'ostello.
ore 3.15: Arriva Marco con una amica che sembra aver dimenticato qualcosa. Una rapida occhiata dice che è il reggiseno. Non mi dispiace per nulla, a dire il vero...
ore 5.30: Non c'è neanche un locale aperto, quindi autoproduciamo due bottigliette di cocktail e ci sbraghiamo a chiccherare fuori dall'ostello...
ore 6.00: andiamo a letto col chiaro
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giovedì 27 gennaio 2011
Giornata della memoria
Riprendo una mia lettera a Beppe Severgnini, in occasione della giornata della memoria.
Ricordo che mi costò molta fatica, per non risultare inutilmente antisemita, e ricordo anche molte lettere ricevute poi in merito.
Solo perché reputo che la cosa abbia una importanza fondamentale, perché, se il genocidio degli Ebrei lo ricordiamo tutti, e non ricapiterà mai più, il genocidio di altre popolazioni tendiamo a dimenticarlo, e il rischio che capiti ancora diventa più reale tanto più che noi lo dimentichiamo.
Caro BSev, ora che la Giornata della Memoria è passata, vorrei ricordare a tutti che il dramma degli Ebrei, numericamente impressionante, è solo uno dei drammi causati dal regime nazista. Sono stati internati zingari e altri popoli slavi, omosessuali, oppositori politici, malati di mente. Sono stati internati anche oltre 630.000 militari italiani, ritenuti dal regime nazista nemici dopo l'armistizio dell'8 settembre. Capisco che entità numerica e finalità della prigionia marchino delle differenze notevoli, ma non giustificano la sovraesposizione mediatica dello sterminio degli ebrei e l'assoluto silenzio che circonda l'internamento dei militari italiani. Dai diari di mio nonno, ufficiale degli alpini nella campagna di Russia e internato militare, ho scoperto che il regime nazifascista cercò reclute per continuare la guerra tra i militari internati, ma una minima percentuale rispose all'appello. Mi chiedo: come mai è praticamente sconosciuta questa forma di resistenza passiva? Come mai nella Giornata della Memoria si ricordano solo gli ebrei?
Ricordo che mi costò molta fatica, per non risultare inutilmente antisemita, e ricordo anche molte lettere ricevute poi in merito.
Solo perché reputo che la cosa abbia una importanza fondamentale, perché, se il genocidio degli Ebrei lo ricordiamo tutti, e non ricapiterà mai più, il genocidio di altre popolazioni tendiamo a dimenticarlo, e il rischio che capiti ancora diventa più reale tanto più che noi lo dimentichiamo.
Caro BSev, ora che la Giornata della Memoria è passata, vorrei ricordare a tutti che il dramma degli Ebrei, numericamente impressionante, è solo uno dei drammi causati dal regime nazista. Sono stati internati zingari e altri popoli slavi, omosessuali, oppositori politici, malati di mente. Sono stati internati anche oltre 630.000 militari italiani, ritenuti dal regime nazista nemici dopo l'armistizio dell'8 settembre. Capisco che entità numerica e finalità della prigionia marchino delle differenze notevoli, ma non giustificano la sovraesposizione mediatica dello sterminio degli ebrei e l'assoluto silenzio che circonda l'internamento dei militari italiani. Dai diari di mio nonno, ufficiale degli alpini nella campagna di Russia e internato militare, ho scoperto che il regime nazifascista cercò reclute per continuare la guerra tra i militari internati, ma una minima percentuale rispose all'appello. Mi chiedo: come mai è praticamente sconosciuta questa forma di resistenza passiva? Come mai nella Giornata della Memoria si ricordano solo gli ebrei?
giovedì 20 gennaio 2011
Ripresa del volo
Oggi finalmente, dopo due settimane, e in maniera totalmente inaspettata (visto che le previsioni davano NEVE) c'erano le condizioni per volare di nuovo.
L'aereo era il solito I-SIVI, e già si preannunciava una difficoltosa messa in moto, visto che l'aereo è fermo da un po'...
Dopo il solito giro esterno, e la drammatica chiusura della porta, ci si appresta alla messa in moto. E non partiva, e non partiva, e non partiva. A un certo punto il buon Chen, sbracciandosi, viene verso di noi, abbrancando un estintore. Dalla biga aveva notato che il nostro motore emetteva sfiammate da sotto.
In realtà probabilmente uno sfogo di olio aveva spruzzato su una parte calda (non ho idea di quale, visto che non riusciva a partire). Da qui la sfiammata e il fumo. In realtà, memore di quella volta) io mi sono fatto prendere un attimo dal panico, riportato alla tranquillità da Fabio che, richiamandomi le checklist mi ha fatto spegnere il tutto in maniera corretta.
Scendendo e annusando il fumo, la causa sembrava quasi elettrica, c'era un po' di olio in giro per il motore, ma non si capiva da dove era nato il guasto. La puzza del fumo era chiaramente di plastica, ma di più non si sa.
Quindi, preso un altro aereo (I-APCE), mi sono fatto 3 touch and go e un full stop landing, comunicazioni fino al punto attesa e poi al solito.
Ero un po' arrugginito, quindi ho faticato a mantenere le quote e le direzioni. In compenso gli atterraggi continuano a migliorare, anche se pensare al sedile di destra desolantemente vuoto, mi fa ancora venire un po' la pelle d'oca.
Comunque, il volo da solista, visto sto tempo di merda, slitta a dopo l'Australia. Peccato perché mi sarebbe piaciuto andarci con il certificato di allievo volo motore in tasca.
Magari mi facevano fare il decollo con l'A340...
L'aereo era il solito I-SIVI, e già si preannunciava una difficoltosa messa in moto, visto che l'aereo è fermo da un po'...
Dopo il solito giro esterno, e la drammatica chiusura della porta, ci si appresta alla messa in moto. E non partiva, e non partiva, e non partiva. A un certo punto il buon Chen, sbracciandosi, viene verso di noi, abbrancando un estintore. Dalla biga aveva notato che il nostro motore emetteva sfiammate da sotto.
In realtà probabilmente uno sfogo di olio aveva spruzzato su una parte calda (non ho idea di quale, visto che non riusciva a partire). Da qui la sfiammata e il fumo. In realtà, memore di quella volta) io mi sono fatto prendere un attimo dal panico, riportato alla tranquillità da Fabio che, richiamandomi le checklist mi ha fatto spegnere il tutto in maniera corretta.
Scendendo e annusando il fumo, la causa sembrava quasi elettrica, c'era un po' di olio in giro per il motore, ma non si capiva da dove era nato il guasto. La puzza del fumo era chiaramente di plastica, ma di più non si sa.
Quindi, preso un altro aereo (I-APCE), mi sono fatto 3 touch and go e un full stop landing, comunicazioni fino al punto attesa e poi al solito.
Ero un po' arrugginito, quindi ho faticato a mantenere le quote e le direzioni. In compenso gli atterraggi continuano a migliorare, anche se pensare al sedile di destra desolantemente vuoto, mi fa ancora venire un po' la pelle d'oca.
Comunque, il volo da solista, visto sto tempo di merda, slitta a dopo l'Australia. Peccato perché mi sarebbe piaciuto andarci con il certificato di allievo volo motore in tasca.
Magari mi facevano fare il decollo con l'A340...
mercoledì 19 gennaio 2011
Motivi per sposarsi in Chiesa?
Atmosfera, romanticismo, stile, squallore del contraltare (comune).
Il fatto che sia un sacramento arriva dopo...
Il fatto che sia un sacramento arriva dopo...
martedì 18 gennaio 2011
Senso della misura
"Cosa che ferisce e sconvolge"?
Ma una mezza parola di biasimo, non dico di condanna, per un 75enne sposato e divorziato due volte, che se la spassa con una serie di donne abbastanza lunga, e che incidentalmente becca dentro anche una minorenne no?
Non si vergognano di negare la comunione ai divorziati risposati (alla faccia del perdono) e non prendere posizione su una cosa del genere?
Ma una mezza parola di biasimo, non dico di condanna, per un 75enne sposato e divorziato due volte, che se la spassa con una serie di donne abbastanza lunga, e che incidentalmente becca dentro anche una minorenne no?
Non si vergognano di negare la comunione ai divorziati risposati (alla faccia del perdono) e non prendere posizione su una cosa del genere?
Interi e cubi
Ho scoperto una serie di cose che mi hanno sconvolto. E che non avrei mai e poi mai pensato possibili, soprattutto da dimostrare.
- tutti gli interi sono esprimibili come somma di al massimo nove cubi. Ovvero posso prendere un numero qualunque e scriverlo come somma di un tot di cubi ma non più di nove
- due numeri (e solo due), in realtà hanno bisogno di 9 cubi: 23 e 239
- quindici interi (e solo quindici) hanno bisogno di 5, 22, 50, 114, 167, 175, 186, 212, 231, 238, 303, 364, 420, 428, e 454. Tutti gli altri 7 o meno.
- sessantacinque numeri non sono esprimibili come somma di cubi distinti.
- Man mano che si sale, sono sempre meno i cubi necessari per esprimere tutti i numeri. Per esempio 8042 è il più grande numero che necessiti di 7 cubi.
martedì 11 gennaio 2011
VMC
Visto che il volo di oggi è saltato a causa delle condizioni meteorologiche, facciamo un sunto su quali sono le condizioni che devono sussistere per il volo.
Ovviamente parliamo di volo VFR: il volo IFR si può fare praticamente in qualunque condizione meteorologica che l'aereo possa sopportare in sicurezza.
Invece, il volo a vista (Visual Flight Rules, VFR), che si può descrivere con il motto "Vedere ed essere visti" prevede regole specifiche su visibilità e distanza dalle nubi.
Negli spazi aerei di tipo A (sostanzialmente ad alte quote e nelle aerovie, oltre che in alcune zone intorno agli aeroporti), il volo VFR è vietato. Quindi non è possibile avventurarsi in VFR negli spazi aerei A.
Negli altri spazi aerei, le condizioni che devono sussistere sono:
Queste regole sono di assoluto buon senso: sono necessarie dato che devo poter vedere chi eventualmente arriva, e fare in modo che gli altri vedano me.
Se la visibilità è inferiore a 5000 metri, e la velocità del mio aereo non è superiore ai 140 nodi, posso chiedere al controllore l'autorizzazione per un VFR speciale. Questa autorizzazione di solito viene concessa in breve tempo, ma è a discrezione del controllo.
Le conseguenze più importanti di queste regole sono due:
Quindi, happy landings a tutti, e possibilmente in VMC....
¹ fa eccezione lo spazio aereo di classe B, dove è garantita la separazione e, viste le particolari condizioni meteorologiche, posso garantire la separazione di tutti i voli, assegnando rotte ai voli VFR. Gli spazi aerei di classe B in italia sono stati recepiti ma non esistono
Ovviamente parliamo di volo VFR: il volo IFR si può fare praticamente in qualunque condizione meteorologica che l'aereo possa sopportare in sicurezza.
Invece, il volo a vista (Visual Flight Rules, VFR), che si può descrivere con il motto "Vedere ed essere visti" prevede regole specifiche su visibilità e distanza dalle nubi.
Negli spazi aerei di tipo A (sostanzialmente ad alte quote e nelle aerovie, oltre che in alcune zone intorno agli aeroporti), il volo VFR è vietato. Quindi non è possibile avventurarsi in VFR negli spazi aerei A.
Negli altri spazi aerei, le condizioni che devono sussistere sono:
- Visibilità orizzontale almeno 5 km sotto FL100 e 8km sopra
- Distanza verticale (da sopra o da sotto) dalle nuvole almeno 1000 piedi
- Distanza orizzontale dalle nuvole, almeno 1500 metri
Queste regole sono di assoluto buon senso: sono necessarie dato che devo poter vedere chi eventualmente arriva, e fare in modo che gli altri vedano me.
Se la visibilità è inferiore a 5000 metri, e la velocità del mio aereo non è superiore ai 140 nodi, posso chiedere al controllore l'autorizzazione per un VFR speciale. Questa autorizzazione di solito viene concessa in breve tempo, ma è a discrezione del controllo.
Le conseguenze più importanti di queste regole sono due:
- la separazione è (praticamente¹) sempre a carico ultimo del pilota VFR
- non è possibile imporre a un volo VFR una quota o una rotta, perché potrebbero portarlo fuori dalle VMC, e il controllore non può saperlo
Quindi, happy landings a tutti, e possibilmente in VMC....
¹ fa eccezione lo spazio aereo di classe B, dove è garantita la separazione e, viste le particolari condizioni meteorologiche, posso garantire la separazione di tutti i voli, assegnando rotte ai voli VFR. Gli spazi aerei di classe B in italia sono stati recepiti ma non esistono
giovedì 6 gennaio 2011
Circuito di traffico
In ogni pista, di ogni aeroporto, è definito un circuito di traffico.
Serve principalmente per due motivi: per "ordinare" il traffico in arrivo quando è in uso la pista, e per fornire agli aeroplani che volano a vista una serie di punti di riferimento, in modo da essere guidati nella manovra di atterraggio e in modo da poter riferire la propria posizione al controllo in maniera semplice e rapida.
Il circuito è formato da tre tratti: sottovento, base e finale.
Il sottovento è parallelo alla pista in direzione opposta, di solito a 1000 piedi AGL. È di solito il primo tratto impegnato, permette di cominciare a rallentare l'aeroplano. Si chiama sottovento perché in questo tratto normalmente si viaggia con il vento in coda.
L'ultimo tratto di sottovento, passata la soglia pista, dura 30 secondi, con tutti gli aeroplani. Ovviamente per un liner sarà più lungo come spazio ma uguale come tempo.
Una virata a 90 gradi comincia il tratto di base. È un tratto da percorrere in discesa per portarsi all'ultima virata a circa 500 piedi AGL.
Una ulteriore virata a 90 gradi porta in finale. Per gli aerei leggeri, entrando in finale, si configura l'aeroplano per l'atterraggio.
È definito sugli AIP almeno un circuito per ogni pista (ovvero 2 per ogni striscia di asfalto) e può essere destro o sinistro in base alla direzione delle due virate. Normalmente il circuito è sinistro, in modo da virare dalla parte del pilota. A Montichiari, la pista normalmente usata è la 32 e per la 32 è definito un circuito destro (a nord rispetto all'aeroporto) perché un circuito sinistro sulla pista 32, porterebbe a sorvolare la base di Ghedi, e questo è vietato (almeno sotto una certa quota). Per cui è definito un circuito destro per la pista 32, e un circuito sinistro per la pista 14.
Se si fanno touch and go, è abitudine usare un termine anche per il tratto che congiunge la corsa di decollo con il sottovento, e si usa il termine "controbase" anche se non è pubblicato in nessun documento ufficiale.
Percui il circuito per un touch and go è formato da decollo e prima salita, virata in controbase, controbase, virata in sottovento, virata (in discesa) in base, base, virata in finale, finale e atterraggio!
Serve principalmente per due motivi: per "ordinare" il traffico in arrivo quando è in uso la pista, e per fornire agli aeroplani che volano a vista una serie di punti di riferimento, in modo da essere guidati nella manovra di atterraggio e in modo da poter riferire la propria posizione al controllo in maniera semplice e rapida.
Il circuito è formato da tre tratti: sottovento, base e finale.
Il sottovento è parallelo alla pista in direzione opposta, di solito a 1000 piedi AGL. È di solito il primo tratto impegnato, permette di cominciare a rallentare l'aeroplano. Si chiama sottovento perché in questo tratto normalmente si viaggia con il vento in coda.
L'ultimo tratto di sottovento, passata la soglia pista, dura 30 secondi, con tutti gli aeroplani. Ovviamente per un liner sarà più lungo come spazio ma uguale come tempo.
Una virata a 90 gradi comincia il tratto di base. È un tratto da percorrere in discesa per portarsi all'ultima virata a circa 500 piedi AGL.
Una ulteriore virata a 90 gradi porta in finale. Per gli aerei leggeri, entrando in finale, si configura l'aeroplano per l'atterraggio.
È definito sugli AIP almeno un circuito per ogni pista (ovvero 2 per ogni striscia di asfalto) e può essere destro o sinistro in base alla direzione delle due virate. Normalmente il circuito è sinistro, in modo da virare dalla parte del pilota. A Montichiari, la pista normalmente usata è la 32 e per la 32 è definito un circuito destro (a nord rispetto all'aeroporto) perché un circuito sinistro sulla pista 32, porterebbe a sorvolare la base di Ghedi, e questo è vietato (almeno sotto una certa quota). Per cui è definito un circuito destro per la pista 32, e un circuito sinistro per la pista 14.
Se si fanno touch and go, è abitudine usare un termine anche per il tratto che congiunge la corsa di decollo con il sottovento, e si usa il termine "controbase" anche se non è pubblicato in nessun documento ufficiale.
Percui il circuito per un touch and go è formato da decollo e prima salita, virata in controbase, controbase, virata in sottovento, virata (in discesa) in base, base, virata in finale, finale e atterraggio!
mercoledì 5 gennaio 2011
Touch and Go
Prima lezione su decolli e atterraggi. Ovvero circuiti. Oggi niente Monti-Monti per Lonato-Lago di Garda.
È stata una delle lezioni più faticose che ho fatto fino ad adesso, nel senso che, seppur la pista è molto lunga, non c'è tempo per rilassarsi, guardarsi in giro per diletto, insomma volare con piacere.
Però è indispensabile per riuscire ad atterrare senza l'aiuto di nessuno nel senso che è l'unico modo per riuscire a fare le cose giuste con i tempi giusti. Infatti, ripetere una procedura per più volte di fila aiuta a sviluppare quegli automatismi che sono indispensabili per un volo sicuro.
La lezione inizia come al solito: controlli esterni, di cui abbiamo già parlato, accensione del motore, autorizzazioni, rullaggio, punto attesa. Per la prima volta vengo autorizzato con un "line up and wait" ovvero, allineamento e attesa. C'era infatti un altro PA-28 per un touch and go e rientro a Bergamo, e il controllore, per gentilezza, ha sveltito le operazioni. Infatti io mi sono allineato con la pista ancora occupata. Non appena la pista si è liberata ho avuto l'autorizzazione al decollo, quindi sostanzialmente ho effettuato i controlli pre-decollo con la pista occupata. Ricevuto e confermato il "cleared for takeoff", tacchi a terra e via!
Poi, dopo il decollo si vira a destra 2 volte, e ci si stabilizza di quota in sottovento. Poi appena accelerato, si mette l'aria calda, e si rallenta l'aeroplano fino alla velocità di sottovento ovvero 80 nodi. Passando il traverso della soglia pista si comincia a contare 30 secondi, senza scendere, e poi si inizia la virata in base, stavolta in discesa. Si mette la seconda tacca di flap, e si continua a scendere. Quando si è quasi sul prolungamento della pista, si effettua la virata in finale. A quel punto, se tutto è stato fatto bene si è a 850 piedi, e si è giusti sul sentiero di discesa. Si tira la terza tacca di flap, e ci si prepara per l'atterraggio vero e proprio. Che è una piccola magia di coordinamento: devi atterrare col muso in alto, ma non devi salire. Sfumando man mano il motore, l'aereo affonda appoggiando prima il carrello principale e poi il muso. Per il touch and go, a questo punto, stabilizzato a terra e ripreso il centro della pista, via i flap, un occhio agli strumenti motore e poi via tutto motore. La velocità è già molto alta, quindi in pochi secondi sei alla velocità di rotazione e via per un altro decollo...
È stata una delle lezioni più faticose che ho fatto fino ad adesso, nel senso che, seppur la pista è molto lunga, non c'è tempo per rilassarsi, guardarsi in giro per diletto, insomma volare con piacere.
Però è indispensabile per riuscire ad atterrare senza l'aiuto di nessuno nel senso che è l'unico modo per riuscire a fare le cose giuste con i tempi giusti. Infatti, ripetere una procedura per più volte di fila aiuta a sviluppare quegli automatismi che sono indispensabili per un volo sicuro.
La lezione inizia come al solito: controlli esterni, di cui abbiamo già parlato, accensione del motore, autorizzazioni, rullaggio, punto attesa. Per la prima volta vengo autorizzato con un "line up and wait" ovvero, allineamento e attesa. C'era infatti un altro PA-28 per un touch and go e rientro a Bergamo, e il controllore, per gentilezza, ha sveltito le operazioni. Infatti io mi sono allineato con la pista ancora occupata. Non appena la pista si è liberata ho avuto l'autorizzazione al decollo, quindi sostanzialmente ho effettuato i controlli pre-decollo con la pista occupata. Ricevuto e confermato il "cleared for takeoff", tacchi a terra e via!
Poi, dopo il decollo si vira a destra 2 volte, e ci si stabilizza di quota in sottovento. Poi appena accelerato, si mette l'aria calda, e si rallenta l'aeroplano fino alla velocità di sottovento ovvero 80 nodi. Passando il traverso della soglia pista si comincia a contare 30 secondi, senza scendere, e poi si inizia la virata in base, stavolta in discesa. Si mette la seconda tacca di flap, e si continua a scendere. Quando si è quasi sul prolungamento della pista, si effettua la virata in finale. A quel punto, se tutto è stato fatto bene si è a 850 piedi, e si è giusti sul sentiero di discesa. Si tira la terza tacca di flap, e ci si prepara per l'atterraggio vero e proprio. Che è una piccola magia di coordinamento: devi atterrare col muso in alto, ma non devi salire. Sfumando man mano il motore, l'aereo affonda appoggiando prima il carrello principale e poi il muso. Per il touch and go, a questo punto, stabilizzato a terra e ripreso il centro della pista, via i flap, un occhio agli strumenti motore e poi via tutto motore. La velocità è già molto alta, quindi in pochi secondi sei alla velocità di rotazione e via per un altro decollo...
lunedì 3 gennaio 2011
Le ricette del single
Visto che si prospetta una seconda settimana da single in quel di Brescia, voglio condividere un po' di ricette che si possono fare in maniera semplice, veloce, e soprattutto senza nessun tipo di difficoltà.
Oggi si parla di
Ingredienti (per una persona :-) )
In una padella tipo wok antiaderente sciogliere una noce di burro, e poi mettere a rosolare la pancetta.
Quando la pancetta è ben rosolata, aggiungere la scamorza. Dopo pochi secondi, aggiungere le uova. Con una paletta di legno mescolare energeticamente le uova, cercando di includere la pancetta e la scamorza. Aggiungere sale quanto basta. Mantenere il fuoco allegro e continuare a mescolare finché tutto l'uovo non è rappreso.
Quando l'uovo è rappreso e la scamorza comincia a filare, mettere il tutto in un piatto e servirselo ben caldo.
Buon appetito!!!
Oggi si parla di
Uova filanti alla pancetta
Ingredienti (per una persona :-) )
- 2 uova
- 100g di pancetta a cubetti
- 100 g di scamorza affumicata
In una padella tipo wok antiaderente sciogliere una noce di burro, e poi mettere a rosolare la pancetta.
Quando la pancetta è ben rosolata, aggiungere la scamorza. Dopo pochi secondi, aggiungere le uova. Con una paletta di legno mescolare energeticamente le uova, cercando di includere la pancetta e la scamorza. Aggiungere sale quanto basta. Mantenere il fuoco allegro e continuare a mescolare finché tutto l'uovo non è rappreso.
Quando l'uovo è rappreso e la scamorza comincia a filare, mettere il tutto in un piatto e servirselo ben caldo.
Buon appetito!!!
Controlli pre-volo
Secondo articolo tecnico sul PA-28.
Si parla dei controlli pre-volo che si fanno (si devono fare, anche se mica tutti li fanno) prima di poter accendere il motore e quindi rullare.
La cosa è divisa in 2 parti: una in cabina e una intorno all'aereo.
In cabina si controlla la presenza e la validità dei documenti dell'aereo, magari si da un occhio a quali voli sono stati fatti durante il giorno e agli eventuali rifornimenti effettuati, poi si controlla che sia stato tutto spento correttamente (radio e avionica, luci varie), che i circuit brakers (che sono delle specie di fusibili che però non sono da cambiare, ma si reinseriscono e basta). Si controlla che la miscela sia chiusa e che i magneti siano spenti (ovvero che la chiave sia fuori. Con la chiave inserita e i magneti accesi, il motore potrebbe avviarsi ruotando l'elica).
A questo punto si accende la batteria e si controlla il livello di carburante nei due serbatoi, e si controlla la funzionalità delle spie dell'annunciator panel (che sostanzialmente controlla il funzionamento di alternatore, batteria, e pompa dell'olio). Si spegne quindi la batteria, si drena il pitot e la presa statica (sono dei bottoncini a sinistra sotto il sedile del pilota), si neutralizza il trim e, scendendo, si estendono i flap.
Quindi si passa al controllo esterno. La checklist ricorda le cose principali e fondamentali, ma è importante comunque che il controllo esterno guardi le condizioni generali dell'aeroplano (verniciatura, bolle nel rivestimento, rivetti mancanti ecc.).
Il giro parte dall'attacco dell'ala destra, sul bordo di uscita. Si parte dall'ala destra.
L'ala sinistra è sottoposta agli stessi controlli dell'ala destra, con l'aggiunta dell'avvisatore di stallo (una levettina che viene spostata in alto circa 10 nodi prima dello stallo vero e proprio e quindi suona un cicalino in cabina) e il pitot (si toglie il copripitot e si controlla che nessun insetto ci abbia fatto dentro il nido).
Si passa quindi alla sezione di coda, dove si controllano le antenne, la lampadina in cima alla deriva e si muove un po' lo stabilatore di coda (il piano orizzontale si muove tutto, non ha una parte fissa e una mobile). Si controlla che ci sia l'ELT (Emergency Locator Trasmitter, che serve per trovarci se si casca...) e poi si è pronti per il decollo.
O meglio per cominciare a pensare di accendere il motore...
Si parla dei controlli pre-volo che si fanno (si devono fare, anche se mica tutti li fanno) prima di poter accendere il motore e quindi rullare.
La cosa è divisa in 2 parti: una in cabina e una intorno all'aereo.
In cabina si controlla la presenza e la validità dei documenti dell'aereo, magari si da un occhio a quali voli sono stati fatti durante il giorno e agli eventuali rifornimenti effettuati, poi si controlla che sia stato tutto spento correttamente (radio e avionica, luci varie), che i circuit brakers (che sono delle specie di fusibili che però non sono da cambiare, ma si reinseriscono e basta). Si controlla che la miscela sia chiusa e che i magneti siano spenti (ovvero che la chiave sia fuori. Con la chiave inserita e i magneti accesi, il motore potrebbe avviarsi ruotando l'elica).
A questo punto si accende la batteria e si controlla il livello di carburante nei due serbatoi, e si controlla la funzionalità delle spie dell'annunciator panel (che sostanzialmente controlla il funzionamento di alternatore, batteria, e pompa dell'olio). Si spegne quindi la batteria, si drena il pitot e la presa statica (sono dei bottoncini a sinistra sotto il sedile del pilota), si neutralizza il trim e, scendendo, si estendono i flap.
Quindi si passa al controllo esterno. La checklist ricorda le cose principali e fondamentali, ma è importante comunque che il controllo esterno guardi le condizioni generali dell'aeroplano (verniciatura, bolle nel rivestimento, rivetti mancanti ecc.).
Il giro parte dall'attacco dell'ala destra, sul bordo di uscita. Si parte dall'ala destra.
- il flap, si muovono gli alettoni, e si controllano i cardini e gli attuatori.
- si controlla che muovendo il flap il volantino all'interno della cabina giri.
- una occhiata all'estremità alare, soprattutto nella parte bassa (non è che qualcuno prima di me ha strisciato l'ala in atterraggio?)
- le luci ci sono? (magari si sono rotte in un urto accidentale al parcheggio).
- Si apre il serbatoio e si controlla che ci sia il carburante e che la quantità corrisponda a quello che era segnato in cabina. Più o meno... Se segna pieno e il serbatoio è mezzo vuoto c'è da preoccuparsi...
- Si spurga una piccola quantità di carburante dalla presa inferiore, e si controlla che non ci siano impurità o peggio, acqua.
- Si controlla che il pneumatico sia gonfio, che non presenti tagli o simili, e che il pneumatico non sia slittato sul cerchio
- La presa d'aria sulla radice alare sul bordo d'attacco sia libera (senza foglie o altro).
L'ala sinistra è sottoposta agli stessi controlli dell'ala destra, con l'aggiunta dell'avvisatore di stallo (una levettina che viene spostata in alto circa 10 nodi prima dello stallo vero e proprio e quindi suona un cicalino in cabina) e il pitot (si toglie il copripitot e si controlla che nessun insetto ci abbia fatto dentro il nido).
Si passa quindi alla sezione di coda, dove si controllano le antenne, la lampadina in cima alla deriva e si muove un po' lo stabilatore di coda (il piano orizzontale si muove tutto, non ha una parte fissa e una mobile). Si controlla che ci sia l'ELT (Emergency Locator Trasmitter, che serve per trovarci se si casca...) e poi si è pronti per il decollo.
O meglio per cominciare a pensare di accendere il motore...
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